Sei stato vittima di una truffa? Ecco come difendersi

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1. Truffa e come difendersi

L’articolo 640 c.p. prevede che chiunque, con artifizi o raggiri, induca altri in errore procurandosi un ingiusto profitto e causando un danno, sia punito con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa fino a 1032 euro.

Sono previste anche delle aggravanti che possono condurre a pene più aspre, in particolare laddove:

  • il fatto viene commesso a danno dello Stato o altro ente pubblico al fine di esonerare qualcuno dal servizio militare;
  • se il fatto viene commesso facendo sì che la vittima abbia timore di un pericolo immaginario o il convincimento erroneo di star eseguendo un ordine dell’Autorità;
  • recentemente si è aggiunto un rimando all’articolo 61 c.p. c. 5 riguardante le circostanze aggravanti comuni. In particolare, laddove, al fine di realizzare la fattispecie, il soggetto attivo approfitti di circostanze di tempo, luogo, persona ed età, tali da ostacolare la legittima difesa pubblica o privata.

Cosa deve fare la vittima? Questo tipo di reato è perseguibile in seguito a querela della persona offesa, a meno che non si ricada nella circostanza in cui la vittima sia inconsapevole e creda di stare eseguendo un ordine dell’autorità.

Questa è la disciplina prevista a riguardo nel codice, ma cerchiamo di capire meglio quali siano gli elementi principali. Essenzialmente si viene truffati quando si viene convinti a tenere una condotta in un rapporto onesto solo da una delle due parti, ad esempio: un individuo vi propone di vendervi un orologio, dicendovi che si tratta di un manufatto molto costoso e di marca, che sta vendendo perché gli serve una liquidità immediata, al fine di giustificare il “prezzo stracciato” a cui lo propone. Voi lo acquistate perché considerate un vero affare comprare un orologio di tale valore a quel prezzo, ma solo successivamente scoprite di aver preso un oggetto di basso valore, di marca inferiore, che avreste potuto pagare la metà. In quel caso siete stati effettivamente truffati. Ma cerchiamo di capire meglio in cosa devono consistere questi artifici e raggiri. Queste sono in generale delle condotte che portano la vittima ad avere una falsa rappresentazione della realtà, in particolare si veda che l’artifizio consiste nel far apparire come vera una situazione che invece non trova concretezza nei fatti, andando quindi ad agire sulla realtà esterna (rifacendosi all’esempio appena citato, il soggetto agente vi spiega che l’orologio è di grande marca, prodotto con ottimi materiali, resistente e di valore); il raggiro, invece, riguarda l’aspetto psicologico: il soggetto agente espone alla vittima una serie di ragionamenti che fanno apparire come effettivamente possibile e veritiera la situazione (sempre ricollegandosi all’esempio dell’orologio, il ragionamento di raggiro consiste nel giustificare questa vendita: nessuno venderebbe mai un orologio di tale pregio ad un prezzo tanto basso, ma ciò si giustifica con la presenza di problemi economici tali che obbligano ad agire così).

Il caso appena riportato è un esempio basico esposto al fine di far comprendere come si può realizzare la fattispecie, ma si tenga presente che la condotta che realizza il reato di truffa si verifica in una svariata serie di situazioni.

L’elemento del raggiro nella truffa contrattuale si realizza anche col silenzio, quando maliziosamente si va a nascondere un’informazione che potrebbe essere fondamentale al fine di un esito positivo della compravendita.

Questo elemento è stato riscontrato, ad esempio, in una sentenza del 2018 della Corte di Cassazione penale, in cui un agente immobiliare è stato processato per truffa contrattuale in quanto non ha comunicato all’acquirente un difetto di abitabilità nell’immobile oggetto del contratto. L’imputato è stato condannato perché il suo comportamento è stato considerato parte integrante dell’elemento degli artifizi e raggiri.

Nel 2017, sempre la Corte di Cassazione, si è espressa rispetto ad un caso particolare. Un individuo, durante un colloquio di lavoro, aveva dichiarato di possedere determinate competenze e titoli di studio (che non aveva) per ottenere un ruolo dirigenziale in un’azienda. La Corte, confermando le precedenti sentenze, ha dichiarato che effettivamente queste false dichiarazioni rientravano in una condotta di artifizi e raggiri e che hanno comportato anche un danno all’azienda poiché il soggetto non era in grado di svolgere quel determinato ruolo.

Questi sono alcuni esempi atti a far comprendere quanto vasta possa essere, nel numero e nelle varie tipologie di situazioni, l’identificazione di questa fattispecie. Ciò che assolutamente le vittime di truffa devono fare è rivolgersi all’Autorità competente e denunciare.

2. Varie tipologie di truffe

L’essere umano sa essere molto fantasioso e, purtroppo, anche nell’ambito delle truffe è così. Le modalità con cui questo avviene possono essere potenzialmente infinite, qui proveremo a descriverne alcune tra le più diffuse:

  • i finti funzionari o appartenenti alle forze dell’ordine: metodo particolarmente usato verso gli anziani. Il malfattore si presenta presso l’abitazione della vittima, in divisa, sostenendo di essere alla ricerca di banconote false e chiedendo al malcapitato di esibire tutto il denaro contante in suo possesso. In modo furtivo vengono sostituite le banconote vere con quelle false, senza che la vittima se ne accorga;
  • La truffa allo sportello bancomat: con l’utilizzo sempre più diffuso di carte di credito e bancomat e con l’avvento di sistemi sempre più sofisticati di clonazione, i malviventi cercano di carpire tutti i dati riguardanti questi strumenti per svuotare i conti delle inconsapevoli vittime. A volte offrono loro aiuto, rivolgendosi magari a quelle fasce di età meno abituate all’utilizzo della tecnologia;
  • Le truffe finanziarie: questi raggiri vengono attuati nel mondo degli investimenti, anche con metodi particolarmente collaudati come il famoso “metodo Ponzie”, il quale prende il nome da colui che per primo l’ha diffusa su larga scala e che ha fatto strage di vittime negli USA il secolo scorso. Questo tipo di truffa è stato anche utilizzato in tempi recenti da Bernard Maddoff, il quale aveva creato una società che in realtà era la rappresentazione di un immenso schema Ponzie ed ha causato un buco di circa 65 miliardi di dollari. La truffa consiste nella promessa agli investitori di guadagni elevati ed in tempi brevi, con rischi praticamente inesistenti. Si tratta di una sorta di catena di Sant’Antonio in quanto le vittime, del tutto inconsapevoli, diffondono la notizia del guadagno ad altri investitori i quali intervengono con i loro finanziamenti. I primi investitori guadagnano sulle quote pagate dai nuovi investitori, non da vere e proprie attività produttive e pertanto questa catena è destinata a causare perdite ingenti per chi vi partecipa perché prima o poi non ci saranno più persone disposte ad investire i loro capitali e la catena sarà destinata a spezzarsi.

3. Truffa online

L’avvento delle nuove tecnologie e l’utilizzo sempre più diffuso degli strumenti informatici, usati per effettuare pagamenti di ogni sorta, ha portato anche alla diffusione sempre maggiore delle truffe online.

Queste tecniche hanno semplificato molto lo svolgimento di transazioni che oggi possono essere tranquillamente effettuate da casa o dal proprio smartphone senza doversi personalmente recare presso l’ufficio piuttosto che il negozio di cui si ha bisogno, dando la possibilità di poter accedere a diverse piattaforme che mostrano diversi prodotti, quindi anche una scelta vasta che in un normale negozio difficilmente si potrebbe trovare. Oltretutto è possibile accedere ad una serie di informazioni e database ed effettuare pagamenti e transazioni in pochi minuti.

Tuttavia, sono molti gli aspetti negativi di tutta questa diffusione di notizie perché la vera coscienza di ciò che viene inserito nel mondo di internet è poca, spesso vengono diffusi dati personali e sensibili che possono portare ad essere vittime di truffe online, spesso non si legge neanche ciò a cui si sta dando il proprio consenso ed, oltretutto, la difficoltà per rimuovere dalla rete certi dati è immensa, soprattutto se si pensa a quante informazioni vengono condivise tramite i social network.

Molte truffe online vengono effettuate tramite il semplice invio di una mail che all’utente sembra semplicemente essere stata inviata apparentemente, ad esempio, dal proprio gestore telefonico. Tale mail richiede il reindirizzamento ad un link che la maggior parte delle volte contiene un virus detto cryptolocker; in poche parole verrà richiesto successivamente del denaro per poter sbloccare il proprio pc.

Bisogna fare particolare attenzione anche a ciò che viene diffuso, soprattutto sui social network. Molte volte le informazioni pubblicate sono pane per i denti di criminali che, con falsi profili creati ad hoc, controllano ad esempio se qualcuno va in vacanza, dove si trovi la casa del malcapitato e via dicendo, in modo da avere libero accesso all’abitazione.

Il must è sempre quello di non fornire dati personali su piattaforme non del tutto verificate, soprattutto dati riguardanti la propria carta di credito o carta bancomat, in quanto gli specialisti delle truffe sono ormai particolarmente abili nella clonazione e accesso ai conti.

Grande attenzione va anche prestata alle cosiddette truffe telefoniche. Ad oggi chiunque riceve ripetutamente, talvolta anche in maniera ossessiva, chiamate provenienti da ogni luogo e di numeri completamente sconosciuti.

Queste avvengono in modi diversi, ad esempio abbiamo:

  • la truffa del sì: si viene contattati da un operatore il quale ci domanda se siamo la signora o il signor X, chiunque in automatico risponderebbe, in caso positivo “sì” e, proprio questa semplice risposta fa sì che si cada nella trappola. Molti sostengono che successivamente, con una manipolazione dell’audio, si trovano coinvolti in un contratto in realtà mai stipulato. Pertanto, mai rispondere di “sì” ma utilizzate frasi alternative: “siete il signor/la signora x?”, rispondete “sono io”, sarà sufficiente;
  • La truffa svuota conto: molti ignari cittadini sono stati truffati trovandosi il credito telefonico e talvolta il proprio conto bancario svuotato in seguito ad un messaggio o ad una chiamata. A volte quando si riceve una chiamata da un numero sconosciuto può venire automatico richiamarlo, ma questo non va mai fatto! Spesso questo gesto fa sì che certi sistemi si introducano nel vostro smartphone rubandovi il credito, oppure che tramite sms riescano ad introdurre dei virus in grado di carpire dati dai vostri cellulari, ad oggi sempre più collegati ai propri conti bancari. Oltretutto questi sistemi sono in grado di scaricare in tempi rapidissimi la vostra rubrica, dove magari avere salvato sotto falso nome pin delle carte bancomat o di credito etc.

Come detto la compravendita online è ad oggi un metodo di commercio sempre più diffuso, soprattutto grazie all’avvento di grandi piattaforme che, a modo loro, cercano di garantire un certo grado di sicurezza. Tuttavia, molte volte si acquista un prodotto sulla base di false informazioni, si pensi all’esempio iniziale: prendo un orologio pensando sia un manufatto di ottima fattura e poi a casa mi arriva un orologio di plastica privo di valore. Altrimenti, altro metodo, consiste nel fatto che il prodotto non arrivi proprio.

In tutti questi casi è necessario esporre denuncia alla Polizia Postale, autorità dedicata e specializzata in ciò. Dapprima sarà possibile denunciare presso uno degli sportelli siti presso gli uffici della Polizia di Stato ma successivamente si avrà a che fare con la Polizia Postale; viene richiesta una registrazione presso il sito dell’autorità, in cui cittadino dovrà indispensabilmente fornire alcuni dati personali, in quanto così viene creato un fascicolo inerente al caso a cui verrà assegnato un numero di protocollo. La querela deve essere necessariamente effettuata entro 90 giorni da quando si è subita la truffa.

Sara Barbalinardo

Fonti normative

Codice penale: art. 640;

Sentenze Corte Cassazione: sent. 54253 del 01/12/2017 e sent. 1730 del 16/01/2018;

www.consob.it

www.prefettura.it

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