Truffa Postepay: Quali sono gli errori da evitare? Cosa fare in caso di truffa? Chiedi consiglio ad un Avvocato.

truffa postepay

La truffa Postepay è senz’altro una tra le truffe più diffuse in Italia

Postepay è senz’altro una tra le carte prepagate più diffuse, lanciata sul mercato da Poste Italiane ormai più di dieci anni fa, facilmente reperibile e semplice da usare. Inoltre, nella sua versione “evolution” dotata di IBAN diventa un vero e proprio conto corrente sul quale poter accreditare lo stipendio o domiciliare le proprie utenze.

La debit card delle Poste viene spesso utilizzata dagli utenti per effettuare acquisti on line, proprio perché, come tutte le carte prepagate, consente grazie al budget limitato di arginare il danno in caso di truffe e frodi.

Come fanno le truffe postepay

L'enorme diffusione dello shopping on line, infatti, ha fatto sì che di recente si sia registrato un notevole incremento del fenomeno, che assume forme variegate e di cui possiamo illustrare molteplici esempi:

  1. Acquisto di beni on line: Capita di essere attratti da un oggetto in vendita on line magari per il suo prezzo molto conveniente. Procediamo dunque all’acquisto con la nostra carta prepagata ma l’oggetto dei desideri non ci arriverà mai perché siamo stati vittima di una truffa. In questo caso se l’acquisto viene fatto con PostePay, o comunque dalla propria carta, non si potrà richiedere il rimborso a Poste Italiane poiché il pagamento è stato da noi eseguito in modo assolutamente volontario. Ciò non toglie, però, che va fatta assolutamente la denuncia a Carabinieri o Polizia che solo in questo modo potranno eventualmente identificare e perseguire il truffatore per i soldi ricevuti indebitamente visto che l’oggetto non è stato mai spedito. Non è raro scoprire di aver fatto tramite la propria carta acquisti di cui non si ha memoria: biglietti aerei o ferroviari, abiti griffati o accessori tecnologici di ultima generazione;
  2. Phishing: Un classico della truffa on line che non passa mai di moda. In sostanza, utilizzando un pretesto, che potrebbe essere una ricarica non andata a buon fine o il controllo della privacy, i truffatori mandano al malcapitato una mail o un sms, (che ingannano facilmente visto che replicano in modo quasi perfetto l’intestazione e i caratteri abituali di Poste Italiane) nelle quali viene segnalato un fantomatico errore a carico della carta PostePay. Così all’ignaro destinatario della falsa comunicazione per risolvere il “problema” viene chiesto di cliccare su un link che lo porterà a visualizzare una schermata nella quale dovrà inserire i dati d’accesso alla sua Postepay (username e password) e quelli relativi alla propria carta. A questo punto per il truffatore il gioco è fatto. Come difendersi da questo tipo di truffa? Ricordiamoci che Poste Italiane NON CONTATTA MAI tramite mail o sms nessun utente;
  3. Clonazione della carta e chargeback: Grazie proprio ai dati forniti dagli ignari possessori, il truffatore si trova addirittura davanti alla possibilità di clonare la carta e di disporne come meglio crede, potendo persino prelevare denaro contante dagli sportelli automatici. Nel caso in cui ci trovassimo ad essere vittime di una clonazione della nostra carta Poste Italiane mette a disposizione una procedura, definita “chargeback” (o contestazione di addebito), che dovrà essere avviata nel termine di 60 giorni dalla truffa mediante invio a Poste Italiane a mezzo raccomandata a.r. di copia della denuncia presentata alle autorità competenti, fotocopia della nostra PostePay, estratto conto con evidenza delle somme sottratte oltre ad una fotocopia del documento di identità dell’intestatario della carta. Poste Italiane, una volta eseguite tutte le opportune verifiche, procederà al rimborso delle somme sottratte;
  4. Il compratore da un Paese straniero: Questo tipo di truffa colpisce in particolar modo le vendite online tra persone. Una volta messo in vendita un determinato, il truffatore ci contatterà accettando le condizioni di vendita e richiedendoci gli estremi della nostra carta e una fotocopia del documento di identità. Successivamente ci contatterà di nuovo sostenendo che una certa banca (straniera) per poter eseguire l’accredito richiesto sulla nostra PostePay ha bisogno di un versamento. Ovvio che in questo caso, oltre a non fare nessun versamento, bisognerà fare immediatamente denuncia alle dal momento che mai una banca straniera ci chiederà operazioni di questo tipo e tantomeno un versamento per accreditarci una somma di denaro;
  5. Versamento di contante in cambio di merci mai ricevute: Alcuni presunti venditori della rete hanno ben pensato di farsi ricaricare la Postepay dagli inconsapevoli compratori delle loro merci, che ovviamente, a seguito del versamento, non gli sono mai state recapitate.

Quali sono gli errori da evitare?

Anche se può sembrare assurdo per esperti navigatori, ognuno di noi potrebbe essere vittima di phishing, abboccando all’amo di truffatori altrettanto esperti e scaltri, per questo è buona regola seguire degli accorgimenti che ci consentiranno di non incorrere in truffe o frodi:

  1. Non ricaricare la carta con un ammontare eccessivo di denaro. La comodità delle carte prepagate sta proprio nella possibilità di fare acquisti on line senza lasciare qua e là i dati che consentono di accedere a tutti i nostri risparmi, proprio per tutelarci dai malintenzionati;
  2. Controllare l’attendibilità del sito da cui state facendo acquisti, che deve essere dotato di un sistema di crittografia dei dati o anche semplicemente attraverso le recensioni di altri utenti, sempre disponibili in rete;
  3. Controllare il dominio dell’email che hai ricevuto: il dominio di un email è quella parte che si trova dopo la @. Ad esempio, nell’email team@avvocatoflash.it, il dominio è avvocatoflash.it. Ricordatevi che la parte dell’email prima della @ può essere creata da qualsiasi persona mentre la parte successiva alla @, il dominio appunto, puo solo essere comprato su degli appositi server;
  4. Non divulgare il pin: i siti che vendono on line non richiedono MAI il pin per poter effettuare il pagamento, quindi se qualcuno ve lo chiede probabilmente è perché vi vuole truffare;
  5. Non fornire i propri dati d’accesso a presunte mail di Poste Italiane che vi arrivano sulla casella di posta.

Tuttavia, se avete dubbi provate a chiamare ai numeri di contatto 800.00.33.22 (dall’italia) o +39.02.82.44.33.33 (dall’estero) per assicurarvi di non dare informazioni private.

Cosa fare in caso di truffa Postepay

Se pur avendo seguito tutti gli accorgimenti sopra elencati siete stati truffati, o se la vostra prudenza non è stata sufficiente ad evitare il peggio, vorrete sicuramente sapere se è possibile recuperare i vostri il vostro denaro, e quale procedura seguire per poterlo fare. Di seguito i passaggi più importanti da seguire:

  1. Innanzitutto è necessario bloccare la carta per evitare che chi se n’è impossessato continui ad utilizzarla per prelievi di denaro o acquisti. Potete farlo contattando i numeri messi a disposizione dalle Poste 90.21.22 (dall'Italia) e +39 049.21.00.149 (dall'estero). Quest’operazione va fatta in modo repentino perché è fondamentale cercare di limitare i danni.
  2. Il secondo passo da fare è denunciare alla polizia postale o alle forze dell’ordine la truffa. È importante presentare al momento della denuncia un estratto dei pagamenti effettuati con la PostePay.
  3. Per poter richiedere un rimborso della somma oggetto di truffa è necessario inviare la denuncia a Poste Italiane con i seguenti documenti:

- Documento o numero di blocco della carta oggetto della truffa;

- Copia della denuncia effettuata presso le forze dell’ordine;

- Copia della lista dei movimenti facendo riferimento ai movimenti sconosciuti;

- Una lettera con un breve riassunto dei motivi della richiesta di rimborso specificando il giorno e l’ora in cui è avvenuto il furto del denaro e l’importo che vi è stato sottratto, e, se ne siete a conoscenza, il nome del rivenditore o commerciante presso cui è avvenuta la transazione che state contestando.

I sopraelencati documenti devono essere inviati presso l’indirizzo Poste Italiane - Gestione Reclami - Viale Europa n. 175 - 00144 Roma”.

Se invece doveste notare dei siti sospetti o delle improbabili richieste di dati personali riguardanti la vostre carte prepagate potete comunicare telematicamente con la Polizia delle Telecomunicazioni consultando il loro sito e inviando una mail in cui descrivete le vostre perplessità rispetto a ciò che vi è capitato in modo non vincolante, senza incorrere nelle responsabilità che invece comporterebbero una denuncia o una querela.

Nel caso in cui siate cascati nel tranello della ricarica al presunto venditore è difficile che possiate recuperare il denaro perduto, avete versato i vostri soldi su altra carta di vostra spontanea volontà e anche se lo scambio denaro-merce non è avvenuto, difficilmente potrete accusare il vostro truffatore.

Novità legislative

Giova precisare che i raggiri e gli artifici soprarichiamati attraverso l’uso di una carta Postepay ricaricabile, dai quali ne consegue il versamento di denaro ed la relativa realizzazione del profitto, determinano la configurazione del reato di truffa, di cui all’art. 640 c.p..

Con sentenza del 2021 la Cassazione (Cass. Pen. Sez. II, sent. 18 marzo 2021, n.16746) ha stabilito che nel delitto di truffa, quando il profitto è conseguito mediante accredito su carta Postepay, il tempo e il luogo di consumazione del reato sono quelli in cui la persona offesa ha proceduto al versamento del denaro sulla carta, poiché tale operazione ha determinato contestualmente sia l’effettivo conseguimento del bene da parte dell’agente, che ottiene l’immediata disponibilità della somma versata, e non un mero diritto di credito, sia la definitiva perdita dello stesso bene da parte della vittima.

A tal proposito, la Suprema Corte pronunciandosi (Cass. Pen., Sez. I, sent. 31 maggio 2021, n. 21357) su un ricorso proposto avverso l’ordinanza con cui il Tribunale di Torino aveva sollevato conflitto negativo di competenza con il tribunale di Milano in ordine ad un reato di truffa on-line commessa mediante ricarica su carta Postepay, ha affermato il principio secondo il quale nel caso in cui il pagamento non avvenga attraverso ricarica con denaro contante, ma attraverso strumenti telematici, quali il bonifico bancario, il tempo e il luogo di consumazione del reato di truffa sono quelli in cui l’imputato ha conseguito l'ingiusto profitto.

È importante sottolineare, inoltre, che la Cassazione ha confermato che in caso di omessa consegna del bene nella vendita online si integra il reato di truffa, poiché la vendita telematica costituisce l’artificio e il raggiro idoneo a nascondere la propria identità ed a rendere impossibile da parte dell’acquirente la verifica della disponibilità dell’oggetto venduto (Cass. Pen. Sez. I, sent. 17 ottobre 2018, n.49988). Infine, la Corte ha dichiarato espressamente che la vendita tramite un sito internet di un bene inesistente, perché mai consegnato, integra il reato di truffa ex art. 640 c.p..

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Avvocato Raffaele Fuiano
Raffaele Fuiano