Che differenza c’è fra bancarotta semplice e fraudolenta?

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La bancarotta, disciplinata dalla Legge Fallimentare, è quel reato commesso dall’imprenditore dichiarato fallito il quale ha leso colposamente o fraudolentemente le ragioni dei creditori.

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Con il reato di bancarotta il Legislatore ha voluto tutelare l’interesse patrimoniale dei creditori. Tale reato ha origini molto antiche, coincidenti con lo sviluppo dei traffici e degli scambi commerciali.

Di seguito verranno esaminati i presupposti per la configurabilità del reato di bancarotta semplice e fraudolenta e le relative differenze in tema di sanzioni.

1. La bancarotta semplice

La bancarotta semplice è disciplinata dagli artt. 217 e 224 della Legge Fallimentare.

Nella bancarotta semplice la condotta dell’imprenditore fallito consiste nell’aver:

  • sostenuto spese personali o per la propria famiglia eccedenti la propria condizione economica;
  • consumato gran parte del proprio patrimonio in operazioni imprudenti;
  • compiuto operazioni imprudenti atte a ritardare il fallimento;
  • aggravato il proprio dissesto economico, non richiedendo la dichiarazione del proprio fallimento;
  • omesso di soddisfare le obbligazioni assunte con un precedente concordato preventivo o fallimentare;
  • tenuto irregolarmente od omesso di tenere i libri e le scritture contabili prescritte dalla legge dalla data di inizio dell’impresa o durante i tre anni antecedenti alla dichiarazione di fallimento.

2. La bancarotta fraudolenta

La bancarotta fraudolenta è disciplinata dagli artt. 216 e 223 della Legge Fallimentare.

Nella bancarotta fraudolenta la condotta dell’imprenditore fallito consiste nell’aver:

  • distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dissipato in tutto o in parte i beni con l’intento di recare pregiudizio ai creditori;
  • esposto o riconosciuto passività inesistenti;
  • distrutto o falsificato i libri e le scritture contabili con l’intento di procurare a sé o agli altri un ingiusto profitto, in pregiudizio dei creditori.

3. Differenze fra i due tipi di bancarotta

La differenza tra le due fattispecie di reato, evidentemente, risiede nella gravità degli atti e dei fatti commessi dall’imprenditore fallito. La differente gravità degli atti commessi nelle due fattispecie di reato comporta, conseguentemente, un differente trattamento sanzionatorio.

Infatti, il reato di bancarotta semplice è punito con la pena della reclusione da sei mesi a due anni mentre il reato di bancarotta fraudolenta è punito con la pena della reclusione da tre a dieci anni, salve altre pene accessorie.

Sia per la bancarotta semplice che per quella fraudolenta è prevista, infatti, l’inabilitazione dall’esercizio di un’impresa commerciale e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi. La differenza risiede nell’arco temporale di estensione delle predette pene accessorie:

  • per la bancarotta semplice, per un periodo massimo di due anni;
  • per la bancarotta fraudolenta, dieci anni.

Zaira Troisi

Fonti normative

Articoli 217 e 224 L.F.

Articoli 216 e 223 L.F.

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