Tar Veneto - VeneziaSEZIONE PRIMA29 dicembre 2025NOMINA COMMISSARIO A

Sentenza n. 202502496/2025

Ottemperanza: Ordinanza Del Tribunale Di Venezia Del 10.11.2023 Rep. 6856/2023 Pasata In Giudicato Con La Quale I Ricorrenti Hanno Ottenuto Il Riconoscimento Del Possesso Della Cittadinanza Italiana Jure Sanguinis-

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

I ricorrenti avevano ottenuto riconoscimento del possesso della cittadinanza italiana per diritto di sangue attraverso una ordinanza del Tribunale ordinario di Venezia, pronunciata il 10 novembre 2023 e successivamente passata in giudicato. Nonostante il carattere definitivo di tale pronunciamento, l'Amministrazione competente in materia di cittadinanza ometteva o ritardava di dare esecuzione al provvedimento giurisdizionale, impedendo così ai ricorrenti di ottenere il formale riconoscimento amministrativo della loro cittadinanza e dei relativi diritti conseguenti. Per tale ragione, i ricorrenti hanno proposto ricorso straordinario dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Veneto, chiedendo che lo stesso ordinasse all'Amministrazione di adempiere prontamente alle prescrizioni dell'ordinanza tribunalizia.

Il quadro normativo

La controversia si inserisce nell'ambito della disciplina della cittadinanza italiana e dei procedimenti volti al suo riconoscimento e acquisizione, materia regolata principalmente dalla legge n. 91 del 1992 e successive modificazioni. Il riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis costituisce diritto soggettivo quando sussistano in concreto i presupposti di legge, e tale diritto, una volta accertato dal giudice ordinario, diventa titolo idoneo a pretendere dall'Amministrazione pubblica l'iscrizione nei registri di cittadinanza e il rilascio di idonea documentazione. Gli artt. 1 e 2 della legge 2241 del 1865 istituiscono il ricorso straordinario per ottemperanza, destinato proprio a garantire che i provvedimenti giurisdizionali passati in giudicato trovino concreta attuazione anche quando l'Amministrazione rimane inerte.

La questione giuridica

Il punto di diritto centrale era se il ritardo o l'omissione dell'Amministrazione nel dare esecuzione all'ordinanza tribunalizia costituisse una illegittimità tale da legittimarne il sindacato da parte del Tribunale amministrativo e da giustificare l'intervento coattivo attraverso la nomina di un commissario ad acta. In altri termini, occorreva verificare se l'inerzia amministrativa violasse il principio per cui i provvedimenti giurisdizionali definitivi devono trovare piena attuazione nel nostro ordinamento e se il TAR potesse intervenire attivamente, bypassing l'Amministrazione inerme, per assicurare l'effettività dei diritti del ricorrente.

La motivazione del giudice

Il collegio del TAR ha accolto le istanze ricorrenti ritenendo manifesto come l'Amministrazione avesse indebitamente procrastinato l'adempimento degli obblighi derivanti dalla sentenza passata in giudicato. La mera circostanza che l'ordinanza tribunalizia avesse accertato il diritto alla cittadinanza jure sanguinis era di per sé sufficiente a impegnare la Pubblica Amministrazione a dare esecuzione immediata e completa al provvedimento, provvedendo all'iscrizione nei registri e al rilascio della relativa documentazione. Il giudice amministrativo ha considerato che il ricorso per ottemperanza rappresenta lo strumento giuridico idoneo a contrastare tale inerzia e che, quando gli ordinari mezzi di coercizione risultino insufficienti, il TAR può e deve intervenire nomina di un commissario ad acta, figura terza incaricata di compiere gli adempimenti che l'Amministrazione ha omesso di svolgere.

La decisione

Il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha accolto il ricorso e ha ordinato la nomina di un commissario ad acta con il mandato di dare esecuzione completa all'ordinanza del Tribunale ordinario di Venezia, assicurando che i ricorrenti fossero prontamente iscritti nei registri di cittadinanza e ricevessero la documentazione attestante il riconoscimento della cittadinanza italiana. Il commissario è stato investito di poteri sostitutivi nei confronti dell'Amministrazione per garantire l'adempimento entro i termini e le modalità conformi alla legge.

Massima

L'inerzia dell'Amministrazione nel dare esecuzione a un provvedimento giurisdizionale passato in giudicato costituisce illegittimità sanabile mediante ricorso per ottemperanza e nomina di commissario ad acta, al fine di assicurare l'effettività dei diritti riconosciuti dal giudice.

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