Quando è possibile recuperare un credito senza documenti?

// Diritto Tributario e Fiscale  
# RecuperoCrediti  

Ogni imprenditore ha dei debiti e dei crediti, è la natura stessa della vita di impresa che comporta il dover dare dei soldi a qualcuno o doverne riscuotere da altri. Nella normalità dei casi, è possibile rivendicare un credito avendo in tasca un contratto firmato, una fattura o un qualsiasi altro documento che consenta al creditore di chiedere un decreto ingiuntivo per rivendicare il proprio diritto.

recuperare un credito senza documenti di omar cecchelani collaboratore avvocatoflash

Capita però, che in alcuni casi non vi sia alcun contratto scritto tra le parti, né tantomeno fatture che aiutino a rendere più semplice il recupero di quanto dovuto dal debitore. In assenza di tale documentazione, situazione usuale nei rapporti tra privati, ad esempio, è comunque possibile procedere al recupero dei crediti.

1. La procedura tradizionale del recupero crediti

Il recupero crediti è una cosa di per sé antipatica per tutti, per chi è creditore e si trova costretto, con ogni mezzo, a dover rincorrere il debitore per rivendicare un proprio diritto e, allo stesso tempo, per il debitore stesso che prova a fuggire dalle proprie responsabilità: vuoi perché vuol fare il furbo ma, nella maggior parte dei casi in questo periodo, perché, a sua volta, ha dei crediti che non riesce a riscuotere.

La procedura tradizionale per il recupero di un credito vuole:

  • un primo approccio bonario in cui viene richiesto, per iscritto, il pagamento delle fatture insolute con l'avvertimento che in caso di mancato incasso la procedura verrà passata al proprio legale di fiducia (via stragiudiziale);
  • la lettera di messa in mora da parte dell'avvocato che intima il debitore di saldare il debito entro una decina di giorni pena l'inizio di una causa legale presso il tribunale di competenza per esigere il credito dal cliente;
  • se i primi due tentativi non andranno a buon fine, l'avvocato si rivolgerà ad un tribunale chiedendo il decreto ingiuntivo oppure direttamente un atto di precetto che prelude il successivo pignoramento se ha già in mano un titolo esecutivo (cambiali, assegni, ecc.)
  • se trascorsi i 40 giorni dal ricevimento del decreto ingiuntivo permane la situazione di insolvenza, scatta il precetto in cui si danno al debitore altri 10 giorni per saldare quanto dovuto, pena il pignoramento di beni di sua proprietà;
  • qualora tutti i tentativi precedenti portassero ad un nulla di fatto scatterebbe il pignoramento fino al soddisfacimento del credito.

Questa procedura presuppone il fatto che esistano dei documenti che certifichino l'esistenza di un rapporto tra le parti e, soprattutto, che sia documentato, effettivamente, un credito.

La documentazione che giustifica l'esistenza di un credito esigibile è costituita da: fatture, copia del libro giornale autenticata dal notaio in cui tali fatture risultano registrate nella contabilità del creditore, contratti, corrispondenza e qualsiasi altro documento che evidenzi l'esistenza di quella somma da riscuotere.

2. È possibile recuperare un credito senza documenti?

Come detto, la tradizionale procedura di recupero crediti parte dal presupposto che vi siano in essere dei contratti scritti, o anche solo delle fatture, grazie alle quali il creditore potrà agire attraverso la richiesta di un decreto ingiuntivo per recuperare quanto dovutogli.

È però importante sottolineare che, per la Costituzione Italiana, tutto è un contratto, anche quando facciamo colazione al bar o quando andiamo a cena al ristorante. Stesso discorso quando si fa la spesa al supermercato o quando si cambiano le gomme dell'auto dal gommista.

Non vengono firmati, effettivamente, dei contratti, non ci sono clausole, termini di pagamento o altre indicazioni, ma sono tutti pur sempre dei veri e propri impegni che due soggetti prendono tra loro e, qualsiasi compra-vendita rappresenta di per sé un contratto.

Detto questo, è possibile il recupero di un credito senza documenti.

L'assenza di documentazione però, fa sì che cambino completamente le modalità con le quali il creditore potrà agire per esigere il proprio denaro e i tempi di riscossione che necessariamente si allungheranno in maniera spropositata, con un ulteriore aumento dei costi della procedura.

3. Come è possibile recuperare un credito senza documenti?

Chiariamo subito un punto, se non esistono contratti e/o fatture, sarà impossibile chiedere un decreto ingiuntivo. Senza una prova scritta, il decreto ingiuntivo, che dimezzerebbe i tempi di incasso e i costi della procedura, non può essere, in nessun modo, concesso.

L'unica soluzione che ha in mano il creditore è quella di avviare una causa ordinaria tradizionale durante la quale, in primo luogo, dovrà dimostrare con ogni mezzo a sua disposizione che esista effettivamente un credito con la controparte.

Come detto nel paragrafo precedente, non serve una prova scritta e, spesso non ci sono prove scritte, per le compravendite di valore esiguo perché è sufficiente come prova, il fatto che la prestazione sia stata svolta, oppure che la merce sia passata dalle mani del venditore a quelle dell'acquirente.

Discorso valido anche quando il contratto c'è ma il creditore malauguratamente lo smarrisce. Sarà necessario riuscire a dimostrare che la vendita è stata fatta o la prestazione svolta per giustificare la richiesta di denaro.

Come dimostrare che la controparte abbia usufruito della prestazione o abbia ritirato la merce è piuttosto semplice e può essere fatto in diversi modi:

  • si può dimostrare che sia stata, in qualche modo, ritirata la merce dal negozio;
  • si può portare come prova l'incasso di un acconto;
  • si possono portare dei testimoni, ma in questo caso è facoltà del giudice tenerli in considerazione o meno;
  • sarà possibile portare lettere, e-mail e qualsiasi altra corrispondenza che citi, in qualche modo, l'esecuzione della prestazione o il passaggio di proprietà della merce;
  • sarà possibile, inoltre, portare prove fotografiche o documentali dell'esecuzione di una prestazione o la vendita di merce.

Insomma, qualsiasi elemento comprovante il rapporto contrattuale tacito tra le due parti è ammesso per poter fornire elementi al giudice che dovrà prendere una decisione nel merito.

Le strade civili da percorrere cambieranno a seconda dell'importo che si deve recuperare:

  • fino a 5mila euro sarà necessario avviare una causa civile davanti al Giudice di pace;
  • oltre i 5mila euro dovrai rivolgerti al tribunale per avviare la causa civile;
  • per crediti inferiori ai 50mila euro è prevista una procedura più snella chiamata negoziazione assistita.

4. Cos'è la negoziazione assistita

La negoziazione assistita è un istituto del nostro ordinamento che consente la risoluzione di una lite tramite la sottoscrizione di un impegno delle controparti affinché la controversia si concluda in modo amichevole e stragiudiziale.

È possibile ricorrere a questa opzione solamente per chiedere il pagamento di somme inferiori ai 50.000 euro, ma anche ed addirittura in caso di separazioni consensuali, cessazione degli effetti civili del matrimonio, modifica delle condizioni di separazione o divorzio, risarcimento di danno da circolazione stradale o nautica.

Per le controversie inferiori al limite sopra indicato è obbligatorio, prima di procedere alla causa civile, tentare una negoziazione con il debitore. Per fare questo è necessario rivolgersi ad un avvocato che invierà alla controparte una proposta di risoluzione della controversia per raggiungere, in tempi più brevi, un accordo che soddisfi tutti.

La lettera deve essere firmata dal debitore e dal suo avvocato. In caso di accettazione della proposta di negoziazione da parte del debitore, sarà il debitore stesso, entro 30 giorni, ad avere la necessità di farsi assistere da un altro avvocato e impegnarsi col creditore, coadiuvati dai rispettivi legali, a trovare una soluzione stragiudiziale alla controversia.

In caso di raggiunto accordo, i termini della risoluzione verranno sottoscritti dalle parti e dai rispettivi difensori e questo costituirà un titolo esecutivo attraverso il quale, il creditore potrà in futuro iscrivere ipoteca sui beni del debitore in caso di ulteriore insolvenza.

È utile sottolineare, inoltre, che il debitore potrà anche rifiutare la proposta di negoziazione assistita del creditore o non rispondere alla lettera del suo legale. In questo caso, trascorsi i 30 giorni dalla notifica della proposta di negoziazione e, senza aver ricevuto alcuna risposta, sarà possibile, per il creditore procedere alla causa civile secondo le modalità sopra esposte.

Fonti normative

Decreto Legge 12 settembre 2014 n. 132 - "Decreto Giustizia"

Artt. 633 e ss. c.p.c. - "Decreto ingiuntivo"

Art. 637 c.p.c. - "Competenza decreto ingiuntivo"

Omar Cecchelani, Pagaremenotasse


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