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È possibile recuperare un credito senza l'aiuto di un avvocato?

La collezione di clienti inadempienti si arricchisce ogni giorno di più. Prima di richiedere l’aiuto di un avvocato, è possibile tentare di recuperare un credito in modo autonomo? In quest’articolo vedremo a quali armi mette a disposizione la legge.

< Diritto Tributario e Fiscale   # RecuperoCrediti   # VisureItalia  

Le telefonate e le email per sollecitare il pagamento sono inutili, che fare? Intentare causa a tutti sarebbe però notevolmente costoso e non sempre conveniente. Vi sono, infatti, crediti il cui importo non è neppure sufficiente a coprire tutte le spese che ne deriverebbero. Rinunciare però alla possibilità di recuperare un credito non è neppure giusto. Ecco tutti gli step del recupero crediti fai-da-te (fin dove possibile).

1. Il primo passo per recuperare un credito senza assistenza legale: i solleciti e le diffide

Le chiamate e le mail di sollecito sono proprio il primo passo per richiamare all’attenzione il debitore. Il sollecito di pagamento deve sempre avvenire nel rispetto delle regole sulla privacy. Come abbiamo già avuto modo di trattare, sconfinare nella molestia o nello stalking non poi così difficile.

Quando le telefonate non portano ad alcun risultato, è meglio far seguire subito una lettera scritta. In questo modo si interrompono i termini di prescrizione, i quali variano a seconda dell’obbligazione. Con questa lettera di diffida di pagamento il debitore viene intimato ad adempiere entro un congruo termine, pena la risoluzione del contratto.

La diffida ad adempiere è diversa dalla lettera di sollecito di pagamento. Con la seconda il creditore invita il debitore ad adempiere al proprio debito e, con la ricezione della lettera, il debitore viene “costituito in mora”. Su di lui gravano gli obblighi risarcitori nel caso si ritrovi impossibilitato ad adempiere alla propria obbligazione.

La diffida deve necessariamente avere forma scritta ma non è obbligatorio avvalersi di un avvocato, in quanto basta una semplice scrittura privata. Essa deve contenere: le generalità delle parti (nome, cognome, residenza), l’oggetto della diffida, le motivazioni, il termine entro il quale adempiere, l’espresso avvertimento di risoluzione del contratto nel qual caso non venga adempiuta l’obbligazione, data e firma.

2. Decreto ingiuntivo senza avvocato

Lo step successivo consiste nel richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo, ovvero un ordine di pagamento intimato al debitore dal giudice al quale il creditore si è rivolto presentando una prova scritta a sostegno delle proprie ragioni.

In questa fase è importante conoscere la residenza dei debitori e il domicilio di fatto per la reperibilità, e può risultare utile richiedere una visura rintraccio debitore online.

Con la ricezione del decreto ingiuntivo, il debitore è invitato ad adempiere entro 40 giorni o, in alternativa, a fare opposizione. In caso d’inerzia, il decreto ingiuntivo diventa definitivo per avviare poi il pignoramento. Se il debitore fa invece opposizione, si apre una causa e spetterà al creditore l’onere della prova e al debitore dimostrare il contrario.

Il deposito del decreto ingiuntivo deve avvenire tramite legale. Tuttavia, per piccoli crediti che non superano i 1.100 euro, chiunque può presentare senza l'assistenza di un legale ricorso per decreto ingiuntivo.

I cittadini, le persone giuridiche e le amministrazioni possono quindi accedere alla pagina ministeriale del giudice di pace on-line, compilare i campi necessari, stampare il modello personalizzato di decreto ingiuntivo, depositarlo al giudice di pace e verificare se è stato emesso.

In seguito, il decreto ingiuntivo con copia autentica va portato all’ufficiale giudiziario affinché lo notifichi al debitore, del quale bisognerà fornire l’esatto indirizzo. La notifica deve necessariamente avvenire entro 60 giorni dall’emissione del decreto ingiuntivo.

3. Atto di precetto senza avvocato

L’atto di precetto è l’ultimo passo prima di procedere con il pignoramento dei beni del debitore. Il debitore avrà altri 10 giorni per adempiere, dopodiché si passerà al pignoramento.

Esso deve essere notificato dopo il decreto ingiuntivo, tuttavia chi possiede una cambiale o un assegno scaduti e non pagati può comunicare direttamente l’atto di precetto senza passare per il decreto ingiuntivo.

Questo è possibile solo se non sono passati più di 2 anni dalla scadenza della cambiale o più di 6 da quella dell’assegno, dopo tali termini è necessario chiedere il decreto ingiuntivo.

Il precetto è un atto che non deve necessariamente essere firmato da un avvocato, a prescindere dall’importo del credito.

4. Pignoramento

L’ultimo step per recuperare un credito è quindi il pignoramento. Questo passo deve essere necessariamente compiuto da un avvocato.

Michela Dessì, VisureItalia

Fonti normative

Art. 1219 Codice Civile

Articolo 1454 Codice Civile

Articolo 633 Codice di Procedura Civile


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