Cosa fare se si riceve una lettera di recupero crediti?

La ricezione di una lettera di recupero crediti è l’inizio della procedura di sollecito al pagamento. Scopriamo insieme i diritti ed obblighi derivanti da tale ipotesi.

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1. Cosa è una lettera di recupero crediti?

La lettera di recupero crediti è la fase inziale di quella attività che mira ad ottenere il pagamento di un credito nei confronti del debitore che si oppone o che si trova in una situazione di momentanea difficoltà. Si tratta di una procedura che trova la propria ratio nella tutela che viene offerta al creditore, al fine di veder saldato il proprio credito e di riscuotere ciò che gli spetta. Sebbene si possa pensare unicamente ad una serie di obblighi a carico del debitore, questo gode anche di una serie di diritti.

Va inoltre precisato che la ricezione della lettera recupero crediti è l’inizio della fase stragiudiziale (ovvero fuori dalle aule del tribunale) con la quale viene proposto un sollecito di pagamento. Il contenuto della lettera, oltre a riportare tutte le generalità, individua con precisione il credito irrisolto (con l’ammontare degli interessi) e la dichiarazione di affidamento della pratica ad un ufficio preposto e dedicato.

2. Cosa fare in caso di lettera recupero crediti?

Ovviamente il primo consiglio in caso di ricezione di una lettera di recupero crediti è di rivolgersi ad un avvocato professionista (o di fiducia) che vi illustrerà i modi per difendersi o le procedure da seguire per soddisfare il diritto del creditore, invece che incorrere in una procedura esecutiva disposta dal giudice. Di norma il creditore, in possesso del titolo, si rivolge ad un avvocato affinché questo rediga una lettera di diffida, con la quale si intima il pagamento; in mancanza di un riscontro o in caso di un’attesa eccessivamente lunga si procede con la richiesta dinanzi al giudice di una procedura esecutiva (ad esempio il pignoramento o l’esecuzione forzata).

Una volta ricevuto il sollecito di pagamento, il debitore può anche rispondere al creditore mediante lettera, presentando un’offerta transattiva con la quale si propone una dilazione del pagamento. È necessario specificare tuttavia che la proposta non costituisce un’ammissione del debito: in caso di ammissione, al contrario, il creditore potrebbe rivolgersi al giudice e richiedere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo (secondo cui il debito va pagato immediatamente, senza il limite di 40 giorni imposto dal decreto ingiuntivo ordinario).

La lettera di messa in mora rivolta al debitore costituisce sempre il primo passo della procedura di recupero del credito, eccezione fatta per tre ipotesi previste dall’art. 1219 del codice civile. In questi casi il sollecito e la messa in mora del debitore non sono indispensabili per procedere:

- il credito deriva da un fatto illecito;

- il debitore abbia dichiarato espressamente di non voler eseguire l’obbligazione;

- la prestazione debba essere compiuta nel domicilio del creditore ed il termine di adempimento risulta scaduto.

Fonti normative

Art. 1219 codice civile

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