Più nel dettaglio l’esposto è quello strumento che consente al privato cittadino di chiedere l’intervento degli organi di pubblica sicurezza.

Esposto

Affinché gli organi di pubblica sicurezza possano espletare i compiti loro attribuiti dalla legge e le autorità competenti siano poste nelle condizioni di decidere riguardo i procedimenti che abbiano ad oggetto la commissione di fatti illeciti è necessario che essi ne vengano resi edotti.

Gli strumenti attraverso i quali ciò può avvenire sono molteplici e, nel novero, si comprendono, tra gli altri la denuncia, la querela, il referto e non ultimo l’esposto.

Che cos’e’ un esposto?

Più nel dettaglio l’esposto è quello strumento che consente al privato cittadino di chiedere l’intervento degli organi della Polizia Municipale, dei Carabinieri, della Polizia di Stato, del Corpo Forestale al fine di segnalare la commissione di quei fatti che ritiene che comportino la violazione dei diritti suoi propri, qualora ritenga sia necessario dirimere contrasti tra privati o qualora, comunque, opini nel senso di ritenere che sia indispensabile l’intervento delle competenti autorità.

La forma tipica che riveste l’esposto è quella scritta e ad esso si fa di norma ricorso allorquando il soggetto ritenga che vi sia la necessità di un intervento nell’immediatezza o qualora i fatti di cui si è a conoscenza o alla cui commissione si sia assistito presentino profili di illiceità tali per cui appaia opportuno che debbano essere fatti oggetto di indagine da parte delle autorità.

Che differenza c’e’ tra esposto e denuncia?

Orbene, delineato nei termini esposti nei paragrafi precedenti il concetto di esposto sembra evocare quelli della querela e della denuncia.

Sebbene tutti e tre siano sussumibili nei cc.dd. mezzi di acquisizione delle notizie di reato, tra essi, tuttavia, sussistono differenze di non poco momento, come a breve si dirà. Infatti, con l’esposto il soggetto il privato cittadino non fa nulla più che segnalare la commissione di un fatto e a chiedere l’intervento degli organi competenti.

Spetterà poi a questi ultimi il differente compito di scegliere quali azioni intraprendere successivamente e valutare se sia sufficiente comminare una multa ovvero si debba, al contrario, procedere penalmente. In sostanza, con l’esposto il soggetto si limita alla segnalazione di un fatto.

Diversamente accade per quanto attiene alla querela, la quale, invece, consta nella richiesta indirizzata all’autorità competente di avviare un vero e proprio procedimento penale nei confronti di colui che abbia commesso un fatto integrante fattispecie di reato.

Soprattutto, tuttavia, elementi di differenziazione sussistono con la denuncia. Quest’ultima, infatti, è atto volto a consentire ad un soggetto privato di portare a conoscenza l’autorità giudiziaria competente della commissione di un reato.

Che succede se si fa un esposto?

Qualora l’esposto sia indirizzato alle autorità di Pubblica Sicurezza locali queste ultime, preso atto di quanto in esso dedotto e richiesto, dovranno valutare, innanzitutto, se il fatto prospettato abbia una qualche effettiva rilevanza e se sia in proposito sufficiente a risolvere la questione comminare una multa ovvero se sia preferibile procedere a più approfondite indagini in merito.

In tale seconda ipotesi, inoltre, occorre che si distinguano le situazioni in cui agli ulteriori approfondimenti possano essere procedere personalmente da quelle di cui, invece, è opportuno che si occupi direttamente la Procura della Repubblica competente.

Gli uffici del Pubblico Ministero, tanto in questa prima ipotesi quanto in quella in cui l’esposto sia presentato dinnanzi ad essi direttamente, dovranno procedere alle indagini che si ritengano opportune al fine di verificare, innanzitutto, la rilevanza penale del fatto e, laddove questa sia accertata e il fatto risulti annoverato tra quelli procedibili a querela, conseguentemente avviare apposito procedimento penale.

Come compilare un esposto?

Affinché la presentazione dell’esposto sia efficace occorre che esso sia il più completo possibile. Sarà, pertanto, necessario che in una prima parte il soggetto che lo presenta indichi i propri dati anagrafici completi, essendo preferibile evitare la presentazione di un esposto in forma anonima dato che le autorità procedenti potrebbero riscontrare in tale ultimo caso maggiori difficoltà nell’espletare gli atti di indagine che si rendano di volta in volta necessari.

Dopo questa prima parte introduttiva, nel corpo centrale del documento l’autore dell’esposto procederà alla descrizione degli avvenimenti in riferimento ai quali richiede l’intervento delle autorità, al fine di renderle edotte dell’accaduto e chiedere, in uno con il pronto intervento delle autorità di pubblica sicurezza onde valutare se la situazione possa essere risolta nell’immediatezza, altresì che vengano valutati eventuali profili di rilevanza penale e di responsabilità degli agenti.

E’ di tutta evidenza che la descrizione analitica e cronologica dei fatti dovrà essere corredata, oltre che della data, dell’ora e del luogo in cui il fatto sia stato commesso, anche di qualsiasi elemento che possa essere di ausilio all’autorità per la ricostruzione della vicenda, ivi comprese eventuali affermazioni o espressioni che abbia personalmente udito, qualsiasi circostanza inerente alla commissione dei fatti che possa essere utile (quali, a titolo esemplificativo: il luogo in cui è avvenuto il fatto, le modalità peculiari di commissione dello stesso, eventuali persone che siano state presenti in loco, etc.) a comprendere la reale portata dei fatti.

Qualora gli sia possibile identificare eventuali soggetti presenti e che abbiano parimenti assistito alla commissione dei fatti sarà utile che, identificatoli, inserisca nella propria dichiarazione i dati anagrafici degli stessi ed ogni ulteriore dato che li renda agevolmente reperibili.

Come sapere chi ti ha segnalato all’autorita?

Orbene, giunti a questo punto della trattazione e della disamina dell’argomento occorre domandarsi se un soggetto possa in qualche modo conoscere se qualcuno lo abbia segnalato all’autorità.

Posto che, come si è già avuto modo di dire nei paragrafi precedenti, di norma non si procede all’accettazione di esposti che siano formulati in forma anonima, la giurisprudenza prevalente opina nel senso che deve ritenersi sussistente un diritto del singolo all’accesso ad esposti e segnalazioni, in conseguenza dei quali sia stato sottoposto a controlli o, comunque, al fine di garantirgli l’opportunità di prepararsi la difesa.

Tale opportunità è, secondo l’opinione preponderante, garantita, mediante la presentazione di un’apposita richiesta di accesso agli atti (cfr. in tal senso le pronunce Tar Toscana n. 898/2017 del 03/07/2017 e Consiglio di Stato n. 82/2008), in quanto non sembrano sussistere ragioni valide a nascondere il nominativo di colui che presenti un esposto.

Tuttavia, non v’è chi non veda che tale facoltà in talune occasioni potrebbe confliggere con il diritto alla riservatezza. Sicché, di norma, l’accesso viene, comunque, consentito dopo un’attenta valutazione da effettuarsi caso per caso e che sia l’esito di un opportuno contemperamento degli interessi.

Conlusione

Per concludere, si può constatare come l’esposto sia uno strumento, concesso a ciascun privato cittadino, al fine di collaborare con le autorità a fronte del compimento di atti che si ritengano, se non addirittura sussumibili sotto fattispecie di natura penale, in ogni caso contrastanti con i diritti di taluni soggetti o del soggetto che lo presenti.

Fonti normative

  • Tar Toscana, sentenza n. 898 del 3 luglio 2017
  • Cons. Stato sentenza n. 82 del 2008

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Avvocato Gianluca Di Finizio
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