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Gli arresti domiciliari: cosa sono e come funzionano

Gli arresti domiciliari rientrano tra le misure cautelari previste dal nostro ordinamento giuridico.

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Gli arresti domiciliari rientrano tra le misure cautelari previste dal nostro ordinamento giuridico.

Si tratta di una misura interdittiva equipollente, quanto agli effetti, al carcere.

Le misure cautelari si applicano prima che sia intervenuta la condanna definitiva allorché vi sia il pericolo di fuga, di inquinamento delle prove e/o di reiterazione del reato o di commissione di nuovi reati da parte della persona indiziata.

Le misure cautelari devono essere applicate seguendo il criterio dell’adeguatezza, proporzionalità e della gradualità.

Dell’adeguatezza al fine di salvaguardare la sicurezza collettiva e la proporzionalità con riferimento alla gravità dei fatti ed alla personalità di chi li subisce.

Della gradualità in quanto sono ordinate dal codice in termini di progressiva afflittività. In questi termini, in quanto misura fortemente restrittiva della libertà personale dell’imputato, gli arresti domiciliari devono essere preferiti solo alla custodia cautelare in carcere considerata l’extrema ratio. La custodia cautelare in carcere può, infatti, essere applicata obbligatoriamente solo in determinati casi espressamente contemplati dalla legge, ove il giudice intenda applicare tale misura cautelare negli altri casi è tenuto a dare congrua motivazione della sua scelta pena il blocco della concessione delle misure cautelari stesse da parte del Tribunale di Sorveglianza.

Il giudice può autorizzare l’allontanamento solo al fine di consentire alla persona ristretta agli arresti domiciliari di soddisfare indispensabili esigenze di vita o laddove versi in condizioni di assoluta indigenza che comportino l’obbligo di svolgere attività lavorativa al fine di provvedere al proprio sostentamento.

Quando lo ritiene necessario il giudice può imporre limiti o divieti alla facoltà per l’imputato di comunicare con persone diverse da quelle che con lui coabitano o che lo assistono.

1. Gli arresti domiciliari

Nello specifico con il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari il giudice prescrive all’imputato di non allontanarsi dalla propria abitazione o da altro luogo di privata dimora ovvero da un luogo di pubblica cura o di assistenza ovvero, ove istituita, da una casa famiglia protetta.

L’imputato ha, pertanto, l’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione o dagli altri siti di esecuzione della misura. Inoltre, nel caso il giudice lo abbia espressamente disposto, non può utilizzare internet, il telefono e altri mezzi di comunicazione a distanza e non può ricevere persone, al di fuori di coloro che abitano con lui o che lo assistono.

2. “Indispensabili esigenze di vita” che giustificano l’allontanamento

La nozione di “indispensabili esigenze di vita” utilizzata dal codice per giustificare l’allontanamento dell’imputato deve essere intesa non in senso meramente materiale od economico, bensì tenendo conto della necessità di tutelare i diritti inviolabili della persona.

Tale interpretazione estensiva è stata a più riprese avallata dai giudici della Suprema Corte di Cassazione, secondo i quali il riferimento alle indispensabili esigenze di vita può includere il soddisfacimento di bisogni di natura religiosa, il mantenimento delle relazioni familiari e sociali, l'espletamento delle funzioni genitoriali e, coerentemente con il dettato costituzionale inteso alla valorizzazione dei diritti fondamentali dell'individuo, l'autorizzazione all'allontanamento può essere disposta non solo per assicurare la sopravvivenza fisica della persona, ma anche per soddisfare bisogni di ordine spirituale come il trascorrere del tempo al di fuori delle mura domestiche con il figlio minore.

3. “Situazione di assoluta indigenza” ed allontanamento per motivi di lavoro

L’imputato sottoposto agli arresti domiciliari può essere autorizzato ad assentarsi per svolgere un’attività lavorativa solo nel caso in cui versi in una condizione di assoluta indigenza valutata secondo criteri di particolare rigore che non possono, però, spingersi sino a pretendere una sorta di prova legale della condizione di impossidenza del nucleo familiare dell'indagato, è tuttavia legittimo che l’autorizzazione sia rifiutata in assenza di qualsiasi documentazione che dimostri lo stato economico prospettato.

Tuttavia la concessione di tale autorizzazione non si configura come un diritto del detenuto agli arresti domiciliari e, dunque, non sono consentite attività lavorative che snaturino il regime cautelare degli arresti domiciliari, svolgendosi con continui spostamenti difficilmente controllabili.

4. Gli arresti domiciliari non sempre sono consentiti

Non sempre gli arresti domiciliari sono consentiti. La legge, infatti, esclude la possibilità di applicare tale misura cautelare nel caso in cui l’imputato, nei cinque anni precedenti al fatto per il quale si procede, sia stato condannato per il reato di evasione. Tuttavia viene fatta salva la possibilità per il giudice di ritenere il fatto di lieve entità e che le esigenze cautelari possano essere comunque soddisfatte mediante l’applicazione della misura cautelare di cui si discorre.

Infine un ulteriore divieto di applicazione di tale misura è previsto dall’art.275 cod. proc. Pen. nel caso in il giudice ritenga che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena.

5. I controlli durante gli arresti domiciliari

È consentito, in ogni momento, al pubblico ministero o alla polizia giudiziaria di controllare, anche di propria iniziativa, che l'imputato osservi le prescrizioni che gli sono state imposte.

Il giudice, quando dispone tale misura cautelare, è tenuto a prescrivere le misure di controllo con mezzi elettronici o altri strumenti tecnici, salvo il caso in cui la natura e il grado delle esigenze cautelari da soddisfare le facciano sembrare superflue.

All’imputato viene concesso di negare l’applicazione dei mezzi e degli strumenti di controllo. In tal caso egli è tenuto a fornire espressa dichiarazione da rendere all’ufficiale o all'agente incaricato di eseguire l'ordinanza che ha disposto la misura. Mentre, laddove decida di accettare, è tenuto ad agevolare le procedure di installazione.

Fatima Santina Kochtab

Fonti normative

Art.284 cod. proc. Pen.

Art.275 cod. proc. Pen.

Quando viene applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari? In quali casi è vietata l’applicazione degli arresti domiciliari? La persona ristretta può allontanarsi dal luogo ove gli stessi devono essere eseguiti? In quali modalità è consentito il controllo sull’osservanza della misura cautelare? Con chi può comunicare la persona ristretta? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente, e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.


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