Cosa sono e quali sono gli atti giudiziari

Guida legale ai principali atti giudiziari dei processi civili, penali e amministrativi in Italia

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1. Cosa sono gli atti giudiziari

Si definiscono atti giudiziari tutti gli atti che provengono dagli organi del tribunale (Es. giudici, cancelleria, ufficiale giudiziario) sia esso civile o penale. Non sono invece qualificabili come tali, gli atti provenienti da autorità amministrative come Equitalia, agenzia delle entrate, polizia o carabinieri, ecc.

Per poter parlare di atti giudiziari il mittente non deve necessariamente essere un giudice, in quanto potrebbe essere anche un avvocato. In genere la busta che contiene un atto giudiziario è di colore verde, la raccomandata può essere consegnata a mano da un ufficiale giudiziario o da un postino, quest’ultimo nel caso in cui non trova nessuno in casa rilascia nella cassetta delle poste un avviso di giacenza.

Essendo l’elenco della tipologia degli atti in questione molto vasto è impossibile sapere in anticipo di cosa si tratti, l’unico modo possibile per conoscerne il mittente, e quindi il contenuto, è quello di recarsi presso l’ufficio postale competente e ritirare la raccomandata.

Gli atti giudiziari possono essere civili, penali o amministrativi, vediamoli meglio nel dettaglio:

  • Atti giudiziari civili, quando provengono da un Tribunale Civile, possono essere citazioni in giudizio, comunicazioni di ricorsi in appello o cassazione, oppure potrebbe trattarsi di atti di precetto, notifiche di sfratti per morosità o si può essere citati come testimoni. Comunque, nel processo civile essendo tantissimi gli atti prodotti spesso non vengono comunicati alle parti ma piuttosto ai loro legali;
  • Atti giudiziari penali, quando provengono da un Tribunale Penale, essi sono in genere i più temuti, in quanto riguardano processi particolarmente delicati, potrebbe trattarsi di informazioni di garanzia, ossia la comunicazione che si è indagati per un fatto illecito, con la precisazione della data ed ora in cui è stato commesso e l’invito all’interessato di avvalersi di un avvocato al fine esercitare il proprio diritto di difesa. Oppure potrebbe trattarsi di una comunicazione inerente la richiesta di archiviazione di un caso o la comunicazione di conclusione di indagini preliminari;
  • Atti giudiziari amministrativi, provengono dal Tribunale Amministrativo, e possono riguardare ricorsi al TAR o al Consiglio di Stato.

2. Come intuire il contenuto di una busta verde

Nel caso in cui ci venga rilasciato un avviso di giacenza possiamo subito capire se il contenuto della raccomandata, che non ci è stata consegnata perché eravamo assenti, sia relativo proprio ad un atto giudiziario, basta infatti fare riferimento al codice identificativo. Vediamo di seguito nel dettaglio di quali codici stiamo parlando:

  • Codici 75,76,77,78,79, solitamente sono codici che riguardano multe generiche, contravvenzioni, e non sempre atti giudiziari;
  • Codice 787, esso è espressamente riferito agli atti giudiziari, avvisi di pagamento, atti di citazione o avvisi di pagamento per tasse non versate.

3. Cosa fare quando si riceve un atto giudiziario

Abbiamo chiarito che se il postino o l’ufficiale giudiziario vi ha consegnato una busta verde oppure se è stato lasciato nella vostra cassetta della posta un avviso di ricevimento di colore verde si tratta di un atto giudiziario, pertanto soltanto una volta aperta la busta potrete realmente sapere di che cosa si tratti.

La cosa da fare una volta aperta la busta è quella di consultare il proprio legale di fiducia, ma nell’immediato è possibile capire abbastanza in quanto l’intestazione dell’atto è indicativa della provenienza dello stesso.

In genere negli atti giudiziari è sempre previsto un termine entro in quale attivarsi, in quanto se non si reagisce la difesa potrebbe essere pregiudicata. Non è comunque mai conveniente evitare di ritirare il plico e lasciar correre, infatti, la notifica si considera perfezionata per il destinatario, una volta che siano trascorsi 10 giorni dall’invio della raccomandata contenente l’avviso del tentativo di consegna e della giacenza.

Inoltre, decorsi 180 giorni dalla consegna dell’avviso si riterrà compiuta la giacenza di conseguenza l’atto non potrà più essere ritirato e verrà rispedito al mittente considerato come notificato, quindi produttivo di effetti giuridici. Nella circostanza in cui il plico è stato consegnato da un ufficiale giudiziario ma non è arrivato al ricevente lo stesso verrà depositato nella casa comunale.

4. Gli atti giudiziari più comuni

  1. Sentenze: si tratta di provvedimenti emessi dai Giudici, mediante i quali viene resa nota la decisione di merito ovvero la decisione su una questione pregiudiziale o di rito, che gli stessi prendono nel corso di un procedimento;
  2. Ordinanze: sono quei provvedimenti emessi sempre dal Giudice nel corso di un procedimento, proprio al fine di regolarne lo svolgimento e per risolvere questioni procedurali insorte tra le parti. Si tratta di un provvedimento ad efficacia provvisoria, in quanto il suo contenuto è destinato ad essere superato da quello della sentenza, ma deve essere comunque portato a conoscenza delle parti;
  3. Decreti: il Giudice pronuncia il Decreto d’ufficio o su istanza di parte qualora decida su attività relative al processo, ma anche quando dispone provvedimenti cautelari o adotta decisioni che rientrano nella volontaria giurisdizione. Il Decreto è, di norma, un atto che viene adotto al di fuori dell’udienza, senza contraddittorio tra le parti – ad eccezione di alcuni casi specificatamente previsti;
  4. Citazioni: si tratta proprio dell’atto mediante il quale una parte cita l’altra a comparire nell’udienza fissata nell’atto stesso, al fine di discutere le proprie ragioni. È l’atto mediante il quale viene avviata una causa, e deve essere necessariamente notificato a soggetto che viene citato a comparire, in modo che anch’egli, a sua volta, possa predisporre una difesa adeguata;
  5. Precetti: si tratta, nello specifico, di un avviso al debitore dell’imminente avvio del pignoramento, contenente anche l’intimazione al pagamento della somma dovuta entro un termine di 10 giorni;
  6. Intimazione a testimoniare: si tratta di un avviso ai testimoni a comparire in un’udienza durante la quale verranno interrogati da parte del Giudice sui fatti del giudizio di cui hanno una determinata conoscenza.

5. La tassazione degli atti giudiziari

La tassazione degli atti giudiziari è specificamente prevista dall’Art. 37 del D.P.R. n.131/1986: tale previsione normativa sancisce, infatti, gli atti dell'autorità giudiziaria in materia di controversie civili con i quali un giudizio viene definito anche solo parzialmente, così come i decreti ingiuntivi esecutivi, i provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali e le sentenze che dichiarano efficaci sentenze straniere all'interno dello Stato sono soggetti all'imposta di registro.

L’importo da versare varia a seconda del tipo di atto cui ci si riferisce e dipende da diverso ufficio competente. Tale imposta va pagata anche qualora gli atti a cui si riferisce siano a loro volta ancora impugnabili, oppure siano già stati impugnati, salvo conguaglio o rimborso in base ad una successiva sentenza passata in giudicato.

In particolare, è bene ricordare inoltre che la richiesta di registrazione deve essere inviata al fisco in base alla tipologia degli atti giudiziari:

  • se la causa è civile: entro 5 giorni dalla pubblicazione della sentenza;
  • se la causa è penale: 5 giorni dal passaggio in giudicato;
  • procedure esecutive: 20 giorni dalla pubblicazione del provvedimento.

Dopo avere ricevuto tutti i documenti il Fisco provvederà a tassare gli atti, imponendo il relativo pagamento alle parti interessate entro 60 giorni: di solito è l’avvocato che si fa carico dell’onere di controllare se è necessario saldare tali cifre – infatti, non sempre l’imposta di registro è dovuta.

Da un punto di vista generale sono anche previste esenzioni fiscali per quanto riguarda:

  • inabilitazioni e interdizioni;
  • recupero crediti professionali;
  • estinzione del giudizio;
  • omologazione del concordato fallimentare;
  • sentenze del Giudice di Pace, con valore inferiore a 1.033 euro.

Il pagamento di tale imposta grava su entrambe le parti in causa in modo solidale, ciò significa che per il fisco non viene fatta distinzione tra parte vittoriosa o perdente del processo, l’unico aspetto che viene valutato è il pagamento delle tasse. Nella realtà accade, di fatto, che sia la parte che abbia dato causa al processo che paghi anticipatamente tutte le spese al fine di velocizzare i tempi e proseguire con i procedimenti necessari. Ma, le spese del giudizio, alla fine, vengono sempre addebitate alla parte soccombente, che dovrà quindi rimborsare anche le imposte di registro.

6. Cosa cambia nel 2019

A partire dal 10 giugno 2019 Poste Italiane ha deciso di aumentare in modo significativo il costo per la notifica di un atto giudiziario, a causa delle recenti modifiche alla Legge n. 890/1982 e delle conseguenti delibere dell’Agcom.

L’aumento riguarda le seguenti comunicazioni:

  • la Comunicazione di Avvenuta Notifica, CAN: inviata al destinatario se il plico è stato ritirato da un soggetto diverso, per informarlo dei fatti;
  • la Comunicazione di Avvenuto Deposito, CAD: inviata quando il plico viene riconsegnato all’ufficio postale competente in quanto il destinatario risulta irreperibile.

Si tratta, infatti, di un aumento significativo, dal momento che le buste che avranno un peso fino a 20 grammi avranno una maggiorazione di 3 euro. Questo significa che il costo per la notifica di un atto giudiziario passa da circa 6,80 a 9,50, arrivando fino a 20 euro se le buste sono più pesanti.

In alcuni casi, perciò, soprattutto per quanto riguarda multe per piccole infrazioni, si rischia di pagare più per la notifica che per la sanzione amministrativa.

È bene ricordare, in conclusione, che esiste, comunque, una valida alternativa alla notifica a mezzo posta per risparmiare sui costi, ma anche per potere ricevere in modo più veloce e semplice le comunicazioni importanti: dal 1 febbraio 2018, infatti, è possibile utilizzare la PEC come domicilio digitale, ovvero come un indirizzo nel quale ricevere ovvero mediante il quale inviare le comunicazioni importanti.

Alice Gottani

Leonilde Di Tella

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