Il TAR, acronimo di Tribunale Amministrativo Regionale, è un tribunale di primo grado specializzato in ambito amministrativo ed è ubicato in ogni capoluogo di regione. Hanno diritto a rivolgersi tutti i cittadini che pensano che un determinato atto amministrativo abbia danneggiato il proprio interesse legittimo.

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1. Che cos’è il TAR?

I Tribunali Amministrativi Regionali (TAR), aventi competenza generale di primo grado sugli atti amministrativi, furono istituiti con la legge 6 dicembre 1971 n.1034. Tali organi di giustizia amministrativa trovano specifico fondamento nell’articolo 125 della Costituzione, come novellato a segutio della Riforma del 2001, e, di regola, hanno sede nel capoluogo regionale. Come anticipato, si tratta di organi di giustizia amministrativa di primo grado le cui sentenze sotto appellabili dinnanzi il Consiglio di Stato. I TAR in Italia sono 20 con circoscrizione corrispondente al territorio della relativa regione, tuttavia, in alcune regioni vi sono delle sezioni distaccate. Predetti organi sono composti da un Presidente e da almeno 5 giudici amministratvi regionali. I Presidenti sono nominati annulamente con DPR.

2. La procedura per il ricorso al TAR

Anzitutto, vediamo quali sono i requisiti ed i termini per il ricorso al tar: 

  • Limiti di tempo: per fare ricorso al TAR non devono essere passati più di 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’atto amministrativo che si vuole impugnare;
  • Valido motivo: deve sussistere un valido motivo per proporre un ricorso al tribunale amministrativo regionale, ovvero l’atto amministrativo impugnato deve ledere obbligatoriamente un interesse legittimo, altrimenti il ricorso non sarà ammissibile;
  • Avvocato specializzato: per far fronte a tutte le procedure occorre nominare un avvocato esperto in diritto amministrativo.

Nel caso in cui uno solo di questi elementi venisse meno, il TAR andrà a considerare il ricorso inammissibile e lo rigetterebbe, non aprendosi quindi alcun tipo di giudizio.

Una volta verificati tutti i requisiti necessari, entro 30 giorni bisogna depositare il ricorso agli Uffici della Segreteria del TAR ed è da questo preciso istante che inizia il processo.

Oltre all’annullamento dell’atto ingiusto, si può richiedere il risarcimento del danno anche nel corso del giudizio, ma si hanno a disposizione 120 giorni dalla data di pubblicazione dell’atto amministrativo che si è impugnato.

Al termine del processo il TAR emette la sua sentenza, che ha validità immediata, ma resta comunque sentenza di primo grado ed è quindi impugnabile.

Per impugnare questa sentenza, si deve fare ricorso al Consiglio di Stato (che opera come tribunale di secondo grado) entro 60 giorni dalla notifica della sentenza stessa.

Non esiste un terzo grado di appello se la decisione del Consiglio di Stato non è favorevole, ma si può eventualmente ricorrere alla Corte di Cassazione se può essere messa in discussione la legittimità giurisdizionale.

3. Il costo del ricorso

Non si può fare una stima precisa dei costi per il ricorso al tar ma, mediamente, il costo si aggira intorno ai 3.500/4.000€, anche se il costo per la procedura di ricorso al TAR può salire fino a 6.000/8.000€ non essendoci vincoli per la parcella dell’avvocato.

L’art. 24 Cost. tratta il gratuito patrocinio a spese dello Stato per le persone meno abbienti e anche per i ricorsi al tribunale amministrativo regionale, difatti, ne hanno diritto tutte le persone che hanno un reddito inferiore a 11.528,41€.

4. Fonti normative

Codice di Processo Amministrativo (C.P.A.)

Art. 24 Cost.

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