Gratuito Patrocinio o Patrocinio a spese dello Stato

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# GratuitoPatrocinio  

Non sempre è possibile addebitare le spese legali allo Stato. Di seguito vedremo cos’è il Gratuito Patrocinio, chi può usufruirne, come e a chi inoltrare questa richiesta.

1. Cos’è il Gratuito Patrocinio

Il Gratuito Patrocinio è un’istituzione garantita dallo Stato che consente ai cittadini, in possesso di determinati requisiti, di farsi assistere e rappresentare in giudizio da un avvocato gratuitamente, senza incorrere, quindi, nelle spese processuali (la parcella del legale, le spese di notifica degli atti, ecc.).

Il termine “patrocinio” significa letteralmente assistenza, difesa o rappresentanza in giudizio e, dato che nel nostro sistema giudiziario è quasi sempre obbligatorio farsi assistere da un legale iscritto nell’apposito Albo, questo istituto permette alle persone in particolari condizioni di reddito di essere comunque rappresentate innanzi alla giustizia.

2. Chi può usufruirne

Possono usufruire di un avvocato a carico dello Stato tutti coloro che versano in condizioni economiche disagiate. Vediamo di seguito chi può usufruire effettivamente del Gratuito Patrocinio.

  • Il cui reddito dichiarato non superi gli 528,41€, secondo l’ultimo adeguamento ISTAT del 2017. In caso di convivenza con il coniuge, con i familiari o con altre persone, deve essere tenuto conto della somma dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare. Inoltre, in ambito penale, il limite di reddito è aumentato di 1.032,91€ per ogni membro dei familiari conviventi. Ad esempio, se il reddito dichiarato da due conviventi non supera gli 11.528,41€ ma devono affrontare una causa in ambito penale, sarà ulteriormente sommato un importo di 1.032,91€ a persona. Quindi il calcolo sarà: 11.528,41€ + 1.032,91€ + 1.032,91€ quindi, il reddito dichiarato non deve superare, solo ed esclusivamente in ambito penale, i 13.594,23€
  • Altro elemento che permette di individuare chi ha davvero diritto ad usufruire di questo istituto è la fondatezza delle ragioni, ovvero chi richiede il Gratuito Patrocinio deve specificare la causa che intende promuovere e la domanda presentata al giudice non deve essere infondata. In parole più semplici, questo significa che chi vuole chiedere il sostegno economico dello Stato per affrontare un processo deve dimostrare di avere un minimo di ragione.
  • Oltre alle normali esclusioni dalla possibilità di utilizzare questo istituto derivanti dal fatto di non rientrare nei limiti reddituali, visti poc’anzi, non ne beneficiano gli indagati, imputati o condannati per reati di evasione fiscale, coloro che sono difesi da più di un avvocato (in giudizi penali) e quelli che promuovono cause per cessione di crediti.

3. Come e a chi fare richiesta d’ammissione

La domanda di ammissione al gratuito patrocinio può essere presentata in ogni sede e grado del procedimento, perfino nel caso di mediazione.

  • In ambito civile, per beneficiare del patrocinio gratuito, è necessario compilare un’apposita domanda (cosiddetta Istanza di Ammissione) compilata e firmata, a cui va allegata la fotocopia del documento d’identità e consegnarla personalmente, oppure spedirla per mezzo di raccomandata A/R (avviso di ritorno), alla Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati che è competente nella zona in cui si svolgerà il processo.
  • In ambito penale, invece, la domanda deve essere presentata alla Segreteria dell’Ufficio del Magistrato che presiede il processo, seguendo lo stesso procedimento di compilazione e di invio della richiesta in ambito civile.

I moduli per l’istanza sono facilmente reperibili e scaricabili dal Internet, qui abbiamo un esempio del Modulo di richiesta del Comune di Milano.

Entro dieci giorni dall’invio della domanda, la segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati deve comunicare al richiedente se la sua domanda è stata accettata o respinta. In quest’ultimo caso, vi è comunque la possibilità di porre domanda al giudice che si occuperà del processo.

Non tutti gli avvocati possono svolgere questo servizio, ma solo quelli iscritti in un apposito elenco e che hanno dato la loro disponibilità.

4. Chi paga le spese

Come abbiamo detto in precedenza, lo Stato anticipa tutti i costi legati al procedimento e all’onorario dell’avvocato.

Ora vediamo quando e come recupera i soldi:

  • Se chi ha goduto del Gratuito Patrocinio dovesse vincere la causa, lo Stato recupera tutte le spese addebitandole alla parte sconfitta.
  • Se chi ha goduto del Gratuito Patrocinio dovesse perdere la causa, lo Stato non recupera le spese.

Nel caso in cui la parte soccombente dovesse essere costretta a pagare la controparte, non potrebbe evitare di farlo e, in caso di condanna, anche il non abbiente deve pagare ciò per cui è stato condannato.

Chi vuole approfondire l’argomento e documentarsi con maggior precisione può consultare il DPR 30 maggio 2002, n.115, nella parte III intitolata “Patrocinio a Spese dello Stato”.

Fonti normative

Decreto del Presidente della Repubblica, n. 115/2002 – artt. dal 74 al 141


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