Tar Piemonte - TorinoSEZIONE PRIMA1 dicembre 2025DICHIARA CESSATA MAT

Sentenza n. 202501719/2025

Riconoscimento Della Cittadinanza Iure Sanguinis - Ottemperanza Della Sentenza N. 2426/2024, Repert. N. 3937/2024, Depositata Dal Tribunale Ordinario Di Torino, Nona Sezione Civile, In Data 22/04/2024, Munita Di Certificato Di Passaggio In Giudicato In Data 25/06/2024

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Il ricorrente ha presentato ricorso al Tribunale ordinario di Torino per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis, ovvero il riconoscimento del diritto alla cittadinanza italiana per discendenza da un antenato italiano che aveva trasmesso la condizione di cittadino secondo le leggi vigenti. Il Tribunale ordinario ha accolto il ricorso con sentenza del 22 aprile 2024, ordinando il riconoscimento della cittadinanza e, per logica conseguenziale, imponendo agli uffici pubblici competenti (Prefettura e autorità consolari) di dare corso a tale riconoscimento attraverso i provvedimenti amministrativi necessari. La sentenza è diventata irrevocabile il 25 giugno 2024. Tuttavia, a distanza di mesi dalla conclusione del giudizio ordinario, gli uffici non avevano ancora ottemperato completamente agli obblighi derivanti dalla sentenza, continuando a negare le certificazioni e i riconoscimenti amministrativi necessari per l'esercizio della cittadinanza. Di fronte a questa inerzia della pubblica amministrazione, il ricorrente ha presentato ricorso al TAR per ottenere l'ottemperanza coattiva della sentenza già acquisita.

Il quadro normativo

La materia del riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis è disciplinata dalla legge numero 91 del 1992, che regola la cittadinanza della Repubblica italiana e stabilisce i criteri per l'acquisto della cittadinanza per trasmissione generazionale. In particolare, la legge prevede che la cittadinanza si trasmetta dal genitore al figlio se la filiazione è stata legittimata e riconosciuta secondo le norme civilistiche. Nel contesto amministrativo, competenti al riconoscimento sono la Prefettura del luogo di residenza, gli uffici dello stato civile e le autorità consolari italiane per i ricorrenti residenti all'estero. I ricorsi per ottemperanza di sentenze giudiziali sono disciplinati dal codice del processo amministrativo e seguono la procedura accelerata del ricorso straordinario al TAR, con l'obiettivo di garantire che i provvedimenti giudiziali acquisiti con efficacia di giudicato siano effettivamente e integralmente eseguiti dalla pubblica amministrazione.

La questione giuridica

Il punto centrale della controversia era se gli uffici pubblici competenti avessero adeguatamente ottemperato alla sentenza di riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis, fornendo al ricorrente tutti i certificati, i provvedimenti e le comunicazioni amministrative necessarie per l'esercizio concreto dei diritti connessi alla cittadinanza italiana. La questione riguardava quindi non solo l'obbligo astratto della pubblica amministrazione di rispettare le sentenze giudiziali divenute irrevocabili, ma anche il problema pratico dell'esecuzione puntuale degli obblighi derivanti da tali sentenze, specialmente in materia di diritti fondamentali come la cittadinanza.

La motivazione del giudice

Il TAR ha ritenuto che nel corso del procedimento, verosimilmente in seguito alla presentazione del ricorso medesimo, gli uffici pubblici competenti avessero finalmente provveduto a dare esecuzione alle disposizioni della sentenza del Tribunale ordinario, completando i procedimenti amministrativi necessari al riconoscimento formale della cittadinanza e al rilascio della documentazione pertinente. Il collegio ha quindi valutato che la ragione del ricorso era venuta meno nel suo fondamento pratico, dal momento che il risultato sostanziale perseguito dal ricorrente era stato raggiunto. Questa circostanza ha determinato l'impossibilità di pronunciare una decisione nel merito, poiché il contenzioso non aveva più un oggetto concreto su cui decidere. Il TAR ha dunque dichiarato cessata la materia del contendere, operando la chiusura della controversia amministrativa con una pronuncia che, sebbene formalmente di non accoglimento, riflette comunque il prevalere degli interessi del ricorrente.

La decisione

Il TAR Piemonte ha dichiarato cessata la materia del contendere, disponendo in tal modo che il ricorso non necessitava di pronuncia nel merito poiché l'oggetto della controversia aveva cessato di sussistere. Questa pronuncia comporta l'estinzione del processo amministrativo senza decisione di accoglimento o rigetto, ma con il riconoscimento implicito che gli uffici hanno assolto i loro obblighi di ottemperanza. Il ricorrente ha di fatto conseguito l'obiettivo della sua azione, ovvero il riconoscimento e la registrazione della cittadinanza italiana presso gli uffici competenti.

Massima

La pubblica amministrazione è vincolata all'esecuzione integrale e puntuale delle sentenze giudiziali passate in giudicato in materia di cittadinanza, e il mancato adempimento costituisce violazione del diritto fondamentale alla cittadinanza che può essere azionato dinanzi al giudice amministrativo mediante ricorso per ottemperanza.

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