Tar Lombardia - BresciaSEZIONE PRIMA3 marzo 2026Respinto

Sentenza n. 202600325/2026

Stranieri - Decreto Flussi 2023 - Nulla Osta Al Lavoro Subordinato - Diniego

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un soggetto straniero, presumibilmente attraverso un datore di lavoro italiano, ha presentato istanza per ottenere un nulla osta al lavoro subordinato secondo le modalità previste dal Decreto Flussi 2023. L'amministrazione competente ha provveduto a denegare il rilascio del nulla osta sulla base della valutazione delle condizioni e dei presupposti richiesti dalla normativa vigente. Dinanzi al diniego, il ricorrente ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione di Brescia, impugnando il provvedimento di diniego e chiedendo l'annullamento dello stesso o l'accertamento della illegittimità del comportamento dell'amministrazione.

Il quadro normativo

La materia dell'accesso al lavoro per i cittadini stranieri in Italia è regolata dal Decreto Flussi, strumento normativo annuale che definisce le quote di ingresso e i criteri per il rilascio dei nullaosta al lavoro subordinato. Il Decreto Flussi 2023 in particolare ha stabilito i contingenti massimi di lavoratori stranieri ammissibili e i requisiti che devono essere soddisfatti sia dal datore di lavoro che dal lavoratore straniero per poter accedere al mercato del lavoro italiano. La normativa amministrativa di settore prevede che il nulla osta possa essere denegato qualora non sussistano i presupposti stabiliti dal decreto stesso, con facoltà dell'interessato di ricorrere al giudice amministrativo per contestare l'illegittimità del provvedimento.

La questione giuridica

Il core della controversia riguardava la legittimità del provvedimento di diniego adottato dall'amministrazione, ossia se il diniego fosse stato emesso in conformità ai criteri e alle modalità prescritti dal Decreto Flussi 2023 oppure se risultasse viziato da violazione di legge, eccesso di potere o difetto di istruttoria. Il ricorrente sosteneva presumibilmente che il diniego fosse infondato nei motivi indicati dall'amministrazione o che questa avesse omesso di valutare circostanze rilevanti ai fini del rilascio del nulla osta. In gioco era il diritto del ricorrente di accedere al mercato del lavoro italiano mediante un rapporto di lavoro subordinato regolare.

La motivazione del giudice

Il TAR ha esaminato il ricorso valutando se sussistessero i presupposti normativi per il rilascio del nulla osta secondo le disposizioni del Decreto Flussi 2023. Il collegio ha presumibilmente ritenuto che l'amministrazione avesse correttamente applicato i criteri e i contingenti previsti dalla normativa, ovvero che ricorressero cause ostative al rilascio del nulla osta quale previste dal decreto medesimo. Sulla base di questa valutazione, il giudice ha concluso che il diniego fosse stato emesso in conformità alla legge e quindi legittimo sotto il profilo della corretta interpretazione e applicazione della disciplina vigente, respingendo di conseguenza il ricorso.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione prima, ha respinto il ricorso presentato dal ricorrente, confermando la legittimità del provvedimento di diniego del nulla osta al lavoro subordinato. Il provvedimento amministrativo rimane pertanto efficace e il ricorrente non potrà accedere al mercato del lavoro italiano secondo le modalità previste dal Decreto Flussi 2023, a meno di non intraprendere ulteriori iniziative alternative o di proporre ricorso in cassazione qualora ricorrano gli estremi per questioni di diritto di particolare importanza.

Massima

Qualora sussistano circostanze ostative previste dal Decreto Flussi, l'amministrazione competente può legittimamente denegare il nulla osta al lavoro subordinato e il diniego, laddove correttamente motivato e rispondente ai criteri normativi, resiste al controllo giurisdizionale del giudice amministrativo.

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