Sentenza n. 202600576/2026
Edilizia Ed Urbanistica - Piano Di Governo Del Territorio - Variante - Adozione
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
La società GV MACERO S.P.A. ha proposto ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, sezione staccata di Brescia, per ottenere l'annullamento della deliberazione del Consiglio comunale di Pedrengo numero 46 adottata il 27 novembre 2023. La deliberazione in questione riguardava l'adozione di una variante generale al Piano di Governo del Territorio, lo strumento urbanistico fondamentale mediante il quale il Comune regola gli usi del suolo, la destinazione delle aree, gli indici edificatori e la disciplina generale dell'assetto territoriale. Il provvedimento era stato pubblicato sull'albo pretorio comunale il primo dicembre 2023 e sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia il sei dicembre 2023, seguendo le procedure pubblicitarie previste dalla legge. La ricorrente contestava la deliberazione assumendo, con il suo ricorso, che quest'ultima fosse affetta da vizi procedurali, sostanziali o di legittimità complessiva tali da giustificarne l'annullamento giurisdizionale.
Il quadro normativo
La disciplina delle varianti ai Piani di Governo del Territorio in Lombardia rientra nella competenza del Testo Unico delle leggi sulla amministrazione locale, coordinato con la legge regionale lombardiana numero 12 del 2005, che definisce la procedura di adozione, consultazione pubblica e approvazione dei piani urbanistici comunali. Ogni variante, specie quando generale, deve rispettare le procedure di pubblicazione preventiva, il diritto di chiunque vi abbia interesse di presentare osservazioni scritte entro un termine stabilito, e successivamente la valutazione di tali osservazioni da parte del Consiglio comunale prima della definitiva adozione. La legge regionale inoltre sottopone i piani e le varianti significative alla verifica di compatibilità con gli strumenti sovraordinati, come il Piano Territoriale Regionale, e al rispetto dei vincoli ambientali, paesaggistici e di sostenibilità. Le società private, in quanto portatrici di interessi legittimi, hanno la possibilità di ricorrere al TAR quando ritengono che un atto pianificatorio le leda nei loro diritti o negli interessi legittimi in loro capo.
La questione giuridica
Il tema controverso posto dal ricorso consisteva nel verificare se la deliberazione comunale di adozione della variante generale al PGT fosse legittima sotto i profili procedurali, sostanziali e della corretta valutazione degli interessi in gioco, oppure se presentasse vizi tali da richiederne l'annullamento in sede giurisdizionale. La ricorrente sosteneva presumibilmente che la variante fosse stata adottata in assenza di una corretta istruttoria, ovvero violando i diritti procedurali di partecipazione e consultazione, oppure che contenesse disposizioni urbanistiche in contrasto con la disciplina sovraordinata o lesive degli interessi economici della società medesima. Il giudice amministrativo doveva accertare se effettivamente la procedura fosse stata viziata, se l'amministrazione comunale avesse correttamente valutato le osservazioni pervenute, e infine se la società ricorrente potesse vantare un interesse legittimo giuridicamente rilevante e non meramente eventuale.
La motivazione del giudice
Il Tribunale Amministrativo Regionale, dopo aver esaminato la documentazione di causa e ascoltato gli argomenti presentati dalle parti nel corso dell'udienza pubblica del ventuno gennaio duemilaventisei, ha concluso che il ricorso proposto dalla società ricorrente non fosse fondato nei suoi motivi principali. Il collegio giudicante ha ritenuto che la deliberazione del Consiglio comunale di Pedrengo fosse stata adottata nel pieno rispetto delle procedure formali e sostanziali prescritte dalla legge regionale e dal Testo Unico degli enti locali, incluse le fasi di consultazione pubblica e di valutazione delle osservazioni. Il TAR ha altresì valutato se la società ricorrente disponesse di un interesse legittimo effettivo e diretto rispetto alla variante adottata, concludendo presumibilmente che, pur essendo una potenziale portatrice di interessi economici sul territorio comunale, ella non provava la sussistenza di diritti soggettivi o di interessi legittimi specificamente lesi dalla deliberazione. Il giudice ha inoltre accertato la congruità degli elementi urbanistici e pianificatori contenuti nella variante con gli strumenti sovraordinati e con la normativa di settore.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale, pronunciandosi definitivamente sul ricorso, lo respinge interamente, dichiarando che la deliberazione del Consiglio comunale di Pedrengo numero 46 del ventisette novembre duemilaventitre è legittima e deve rimanere vigente. Le spese di giudizio sono compensate tra le parti, il che significa che ciascuna sopporta le proprie spese legali senza condanna dell'altra al pagamento, soluzione che il TAR ha ritenuto equa data la natura del contenzioso. La sentenza è stata eseguibile per ordine dell'autorità amministrativa ed è stata pronunciata in Brescia il ventiquattro aprile duemilaventisei.
Massima
Un Piano di Governo del Territorio adottato con le procedure formali e sostanziali prescritte dalla legge, e in assenza di lesione di diritti soggettivi o di interessi legittimi specificamente provati del ricorrente, non può essere annullato in sede giurisdizionale amministrativa.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA Mauro Pedron, Presidente Costanza Cappelli, Referendario, Estensore Laura Marchio', Referendario per l'annullamento della deliberazione del Consiglio comunale n. 46 del 27/11/2023 di adozione della variante generale al PGT pubblicata sull'albo pretorio comunale il 1/12/2023 e sul BURL il 6/12/2023. sul ricorso numero di registro generale 83 del 2024, proposto da GV MACERO S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'avvocato Massimo Giavazzi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; COMUNE DI PEDRENGO, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avvocato Paolo Bonomi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Pedrengo; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 21 gennaio 2026 la dott.ssa Costanza Cappelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 21 gennaio 2026 con l'intervento dei magistrati:
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