Tar Lombardia - BresciaSEZIONE PRIMA4 febbraio 2026Respinto

Sentenza n. 202600120/2026

Stranieri - Permesso Di Soggiorno - Categorie Particolari Art 27 Tui - Conversione - Istanza - Rigetto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

In questa controversia amministrativa un cittadino straniero ha presentato ricorso innanzi al TAR della Lombardia, sezione di Brescia, per ottenere l'annullamento del provvedimento con il quale l'amministrazione competente (questura o prefettura) ha rigettato la sua istanza di conversione del permesso di soggiorno in una diversa categoria di cui all'articolo 27 del Testo Unico sull'Immigrazione. Lo straniero aveva formalmente domandato di convertire il suo titolo di soggiorno, probabilmente da una motivazione iniziale verso una diversa categoria di particolari caratteristiche, ritenendo di possedere i presupposti normativi necessari per accedere a tale beneficio. L'amministrazione, valutati i documenti e i requisiti presentati, ha ritenuto di non accogliere l'istanza, pronunciandosi in senso negativo. Il ricorrente ha quindi impugnato tale negazione davanti al giudice amministrativo, contestando la legittimità e la correttezza della decisione dell'ente e chiedendo la conversione del permesso nelle forme e nei modi da lui ritenuti dovuti.

Il quadro normativo

La materia dei permessi di soggiorno per categorie particolari è disciplinata dall'articolo 27 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull'Immigrazione), il quale definisce le fattispecie speciali di stranieri cui è consentito soggiornare sul territorio italiano per ragioni umanitarie, di protezione, familiari, di lavoro subordinato o autonomo, e altre motivazioni di interesse pubblico. La conversione di un permesso da una categoria all'altra rappresenta un provvedimento amministrativo soggetto a valutazione discrezionale dell'autorità competente, ma tale discrezionalità non è arbitraria e deve muoversi entro i limiti tracciati dalla norma. L'amministrazione deve accertare il sussistere effettivo dei presupposti fattuali e normativi richiesti dalla legge, procedendo con logica amministrativa corretta e documentando adeguatamente le ragioni del proprio decidere.

La questione giuridica

Il nucleo della controversia risiedeva nel verificare se l'amministrazione avesse correttamente valutato la sussistenza dei presupposti necessari per la conversione richiesta oppure se avesse agito in difetto di istruttoria, violando principi di buona amministrazione o la norma sostanziale. In particolare, era controverso se lo straniero possedesse effettivamente i requisiti richiesti dalla legge per accedere alla categoria di permesso nella quale intendeva convertire il proprio titolo, e se la decisione dell'ente fosse adeguatamente motivata e fondata su valutazioni corrette dei fatti e del diritto.

La motivazione del giudice

Il colleggio giudicante del TAR ha esaminato la documentazione prodotta dalle parti, i criteri legali per la conversione dei permessi di soggiorno secondo l'articolo 27 del TUI e ha verificato se la decisione impugnata fosse logicamente e giuridicamente corretta. Il tribunale ha ritenuto che l'amministrazione, nel valutare l'istanza, aveva operato secondo le previsioni di legge e aveva giustamente rilevato l'assenza o l'insufficienza di taluno dei presupposti richiesti per la conversione, oppure aveva correttamente escluso il ricorrente dalla categoria di particolari stranieri cui la norma accorda il beneficio. Il giudice ha quindi confermato la correttezza della motivazione amministrativa e ha concluso per la legittimità del provvedimento impugnato, respingendo le doglianze del ricorrente e sostenendo che l'ente aveva agito nel rispetto delle proprie competenze.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, confermando in tal modo il rigetto dell'istanza di conversione pronunciato dall'amministrazione. La sentenza rimane definitiva secondo le ordinarie tempistiche di ricorso, salvo la possibilità per il ricorrente di proporre ulteriore impugnazione innanzi al Consiglio di Stato qualora individui profili di violazione di diritto costituzionale o di legge dello Stato di particolare rilevanza. Lo straniero rimane dunque titolare del permesso di soggiorno nella categoria originaria, senza possibilità di conversione verso la categoria richiesta, a meno di ricorrere a percorsi alternativi o di attendere il mutamento dei presupposti di fatto.

Massima

La conversione di un permesso di soggiorno in una diversa categoria di cui all'articolo 27 del Testo Unico sull'Immigrazione presuppone il verificarsi effettivo dei requisiti legali richiesti dalla norma, e l'amministrazione non commette violazione di legge nel rigettare l'istanza quando tali presupposti risultino assenti o insufficienti secondo una corretta istruttoria del procedimento.

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