Tar Lombardia - BresciaSEZIONE PRIMA23 febbraio 2026Accolto

Sentenza n. 202600256/2026

Ambiente - Impianto Produttivo - A.i.a. - Modifica Progettuale - Valutazione Ambientale Preliminare (v.a.p.) - Istanza - Diniego

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un'azienda titolare di un impianto produttivo assoggettato al regime dell'Autorizzazione Integrata Ambientale ha inteso modificare il proprio assetto progettuale, per il quale ha ritenuto opportuno richiedere una valutazione ambientale preliminare al fine di stabilire se la modifica costituisse un progetto di competenza della procedura di valutazione d'impatto ambientale in senso stretto. L'amministrazione competente ha negato l'istanza, senza fornire una motivazione articolata rispetto ai presupposti normativi che avrebbero potuto giustificare l'esclusione dalla procedura di screening preliminare. Il ricorrente ha impugnato dinanzi al TAR il diniego amministrativo, lamentando la violazione del diritto di accesso alla procedura di valutazione preliminare e l'omissione di una adeguata istruttoria.

Il quadro normativo

La materia è disciplinata dal decreto legislativo 3 aprile 2006, numero 152, e successive modificazioni, il quale prevede che i progetti di cui all'Allegato II possono essere sottoposti a una valutazione ambientale preliminare allo scopo di stabilire se debbano essere assoggettati a valutazione d'impatto ambientale. Per le modifiche agli impianti sottoposti ad AIA, la normativa in materia ambientale contempla specifici criteri di screening per valutare la significatività dell'impatto. Le amministrazioni devono pronunciarsi espressamente sulla richiesta di VAP, fornendo una motivazione idonea a giustificare l'accoglimento o il rigetto, conformemente ai principi di trasparenza e di proporzionalità amministrativa.

La questione giuridica

Il punto centrale della controversia risiede nella legittimità della scelta amministrativa di negare il diritto del ricorrente di accedere alla procedura di valutazione ambientale preliminare, senza una previa e corretta istruttoria. In particolare, era controverso se l'amministrazione potesse escludere sommariamente dalla procedura di screening una modifica progettuale senza analizzare i fattori di significatività ambientale e senza fornire una motivazione puntuale basata sui criteri di localizzazione, caratteristiche del progetto e sensibilità ambientale dell'area.

La motivazione del giudice

Il tribunale amministrativo regionale ha ritenuto che il diniego fosse infondato sotto il profilo procedurale e sostanziale. In primo luogo, ha osservato che l'amministrazione non aveva svolto una istruttoria adeguata rispetto ai parametri previsti dalla normativa nazionale e dalle linee guida europee in materia di screening ambientale. In secondo luogo, il TAR ha rimarcato che la semplice affermazione che la modifica non costituiva un progetto di significativa rilevanza ambientale non poteva costituire motivazione sufficiente per escludere la procedura preliminare di valutazione. Il giudice ha infine evidenziato che il diritto del cittadino e dell'impresa ad accedere alle procedure amministrative di valutazione ambientale rappresenta un principio inderogabile della normativa comunitaria e nazionale, e che il rifiuto di avviare anche soltanto la fase di screening viola tale diritto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha annullato il provvedimento di diniego della istanza di valutazione ambientale preliminare. Di conseguenza, l'amministrazione è stata condannata ad accogliere la richiesta di VAP e a procedere con l'istruttoria di screening secondo la normativa vigente, valutando positivamente la domanda del ricorrente secondo i criteri e i parametri previsti dal decreto legislativo numero 152 del 2006.

Massima

La negazione di una istanza di valutazione ambientale preliminare relativa alla modifica di un impianto assoggettato ad AIA è illegittima se non supportata da una motivazione specifica e articolata che analizzi concretamente i fattori di significatività ambientale secondo i parametri normativi vigenti.

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