Cds Giurisdizionale - RomaSEZIONE III25 novembre 2025Respinto

Sentenza n. 202509284/2025

Diniego Concessione Della Cittadinanza Italiana

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un soggetto ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento di diniego adottato dall'amministrazione competente in merito alla richiesta di concessione della cittadinanza italiana. Il ricorrente, presumibilmente uno straniero che aveva inoltrato domanda di naturalizzazione o di acquisizione della cittadinanza attraverso una delle procedure ordinarie previste dalla legge italiana, si è visto respingere la propria istanza dall'ufficio amministrativo competente. Ritenendo illegittimo tale diniego e deduttivamente leso nei propri diritti, il ricorrente ha impugnato il provvedimento dinanzi al giudice amministrativo di secondo livello. La controversia ha ad oggetto la valutazione dei presupposti e dei requisiti necessari per l'acquisto della cittadinanza italiana nel caso concreto e l'eventuale erroneità dell'istruttoria amministrativa svolta.

Il quadro normativo

La materia della cittadinanza italiana è disciplinata principalmente dal Codice Civile, in particolare dalle disposizioni transitorie finali sulla cittadinanza, nonché da varie leggi speciali che hanno modificato ed integrato nel tempo la disciplina originaria. I principali criteri di acquisto della cittadinanza sono il diritto di sangue (ius sanguinis), il matrimonio con cittadino italiano, la naturalizzazione per residenza continuativa nel territorio italiano per il periodo prescritto dalla legge, e specifiche ipotesi di acquisto previste da trattati internazionali. L'amministrazione è tenuta a verificare il possesso di tutti i requisiti richiesti dalle norme applicabili e deve provvedere secondo le procedure amministrative ordinarie e con il dovuto rispetto dei termini procedurali e dei diritti di difesa del ricorrente. La decisione amministrativa in materia di cittadinanza è soggetta al controllo giurisdizionale del giudice amministrativo, il quale valuta la legittimità del provvedimento anche sotto il profilo della corretta ricostruzione dei fatti e dell'applicazione della norma sostanziale al caso concreto.

La questione giuridica

La controversia si incentra sulla corretta interpretazione e applicazione dei requisiti normativi per l'acquisto della cittadinanza italiana e sulla valutazione se il provvedimento amministrativo di diniego sia stato adottato sulla base di una corretta istruttoria fattuale e sulla corretta qualificazione dei presupposti richiesti. Si discute cioè se l'amministrazione abbia correttamente accertato il possesso o la mancanza dei requisiti prescritti dalla legge, oppure se abbia commesso errori nella valutazione della documentazione prodotta o nell'interpretazione delle norme applicabili. In particolare, la questione giuridica concerne se il ricorrente abbia effettivamente posseduto i requisiti necessari al momento della presentazione della domanda e se l'amministrazione sia stata corretta nel respingere la richiesta sulla base del rilievo che detti requisiti mancavano.

La motivazione del giudice

Il Consiglio di Stato, sezione terza, ha esaminato complessivamente la documentazione prodotta dalle parti, la ricostruzione dei fatti operata dall'amministrazione e le argomentazioni giuridiche esposte dal ricorrente. Accertato il contenuto dei fascicoli amministrativi e verificata la corretta interpretazione della normativa applicabile sulla cittadinanza italiana, il collegio ha ritenuto che l'amministrazione avesse correttamente valutato il mancato possesso di uno o più requisiti previsti dalla legge quale presupposto indispensabile per la concessione della cittadinanza stessa. Il giudice ha confermato che la ricostruzione fattuale operata dall'ufficio amministrativo era corretta e supportata dalla documentazione acquisita; ha altresì escluso che sussistessero elementi tali da determinare un'illegittimità procedimentale nel procedimento amministrativo. Pertanto, il collegio ha ritenuto legittimo il provvedimento di diniego e infondato nel merito il ricorso proposto dal ricorrente, poiché questi non aveva effettivamente soddisfatto i requisiti richiesti dalla legge per l'acquisto della cittadinanza italiana.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso proposto dal ricorrente, confermando in tal modo la legittimità del provvedimento amministrativo di diniego della concessione della cittadinanza italiana. Il ricorrente rimane pertanto privo della cittadinanza italiana e dovrà, qualora intenda proseguire in tale direzione, provvedere a rimuovere gli ostacoli che hanno impedito al momento della valutazione iniziale il riconoscimento dello status di cittadino italiano. Non sono state disposte condanne al pagamento delle spese processuali salvo quanto previsto dalla normativa ordinaria in materia di gravami amministrativi.

Massima

L'amministrazione competente in materia di cittadinanza opera secondo il principio di legalità e può legittimamente diniegare la concessione della cittadinanza italiana qualora il ricorrente non dimostri il possesso integrale di tutti i requisiti prescritti dalla legge applicabile al momento della presentazione della domanda.

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