Quando è possibile impugnare una cartella di Equitalia?

Termini e requisiti per la presentazione del ricorso contro una cartella di pagamento di Equitalia.

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Equitalia S.p.A. è (era) la società italiana (a totale controllo pubblico) nata nel 2005 – con il nome di Riscossione S.p.A. – che ha lo specifico incarico di occuparsi della riscossione dei tributi su tutto il territorio nazionale. Dal 1 luglio 2017, così come previsto dal Decreto Legge n. 193 del 2016, convertito dalla Legge n. 225 del 2016, le sue funzioni vengono svolte dalla neo-costituita Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Se, per qualsiasi motivo, vi viene recapitata una cartella di Equitalia (la continueremo a chiamare così), fate bene attenzione a tutto quanto viene nella stessa indicata e, se ritenete infondato l’addebito, presentate ricorso.

I motivi per impugnare una cartella di pagamento, come vedrete qui di seguito, sono infatti diversi, ma bisogna fare attenzione a rispettare tutti i requisiti ed a presentare il ricorso entro i termini previsti dalla Legge.

Ma vediamo meglio quanto appena detto.

1. La presentazione del ricorso

La prima cosa saggia da fare quando si riceve una cartella di pagamento di Equitalia è rivolgersi ad un professionista, il quale saprà darvi tutte le indicazioni necessarie per impugnarla; in ogni caso, è bene sapere che ci sono due circostanze nelle quali è possibile presentare il ricorso personalmente, ovvero:

- Innanzi al Giudice di Pace, per le multe che non superino il valore di 1.100 Euro;

- Innanzi alla Commissione Tributaria, per le imposte di valore non superiore a 3.000 Euro.

Tenete in considerazione, inoltre, che per le liti fiscali fino ai 20.000 Euro è necessario, prima di attivare il contenzioso, presentare un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, la cosiddetta mediazione tributaria.

2. I termini

Come anticipato, la cosa più importante da tenere in considerazione per l’impugnazione di una cartella di Equitalia sono i termini entro i quali presentare il ricorso. Trascorsi questi, non sarà più possibile farlo neanche se la cartella di pagamento è ingiusta, quindi è bene fare molta attenzione!

Vediamo quali sono:

- 60 giorni dalla notifica della cartella per i ricorsi da presentare alla Commissione Tributaria, quando si tratta di pagamento di tasse e tributi;

- 40 giorni dalla notifica della cartella per i ricorsi da presentare al Tribunale Ordinario, quando si tratta di pagamento di contributi previdenziali;

- 30 giorni dalla notifica della cartella per i ricorsi da presentare al Giudice di Pace, quando si tratta di pagamento di multe;

- senza scadenza è invece il caso in cui si voglia presentare ricorso per contestare la mancata notifica della cartella di pagamento, ove il contribuente sia venuto a sapere per qualsiasi motivo di essere debitore di Equitalia (perché, ad esempio, si subisce il fermo dell’automobile).

3. I motivi di impugnazione

Fermo restando che, come già detto sub 1, il miglior modo per verificare se ci sono i presupposti per impugnare una cartella di Equitalia è rivolgersi ad un professionista del settore, qui di seguito potete trovare un elenco esemplificativo dei casi che più di frequente si verificano.

3.1 Decorso dei termini prescrizionali

I termini prescrizionali variano in base alla tipologia di contestazione che viene avanzata, ed in questa sede non è possibile elencarli tutti.

Il principio, in ogni caso, è basato sulla necessaria esigenza di certezza che deve sussistere sia in capo allo Stato che, ovviamente, in capo al contribuente, il quale non può essere lasciato “per sempre” nell’incertezza di ricevere o meno una cartella esattoriale.

3.2 Mancanza di adeguata motivazione

Ogni atto di accertamento deve avere una motivazione chiara, per permettere al singolo cittadino di capire, in maniera adeguata, quali sono gli elementi che hanno portato alla generazione della cartella.

Tale vizio, tuttavia, deve essere sempre valutato dal Giudice nella sua intensità (e nelle sue conseguenze), in quanto spesso la pretesa erariale di pagamento viene considerata più “forte”.

3.3 Richiesta di imposte già versate

Spesso capita che, per un errore, la cartella di pagamento si fondi su una imposta od una tassa già versata dal soggetto; in tali casi, chiaramente, la richiesta di Equitalia è assolutamente illegittima e, per evitare costi, si può tentare di contattare direttamente l’ente.

Per tutte questi ragioni, quindi, è bene fare sempre molta attenzione, perché i motivi di impugnazione possono essere i più disparati.

Fonti normative

- Decreto Legge n. 193 del 2016;

- Legge n. 225 del 2016.

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