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Vittime di usura ed estorsione: cosa fare?

Estorsione ed usura: in cosa consistono questi reati e cosa possono fare le vittime?

< Diritto Penale   # Usura   # Estorsione  

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1. Il reato di estorsione nella normativa.

L’articolo 629 del Codice penale prevede il reato di estorsione, commesso laddove qualcuno venga obbligato, con violenza o minaccia, a fare o non fare qualcosa. In questo modo il soggetto agente cerca di trarre per sé od altri un ingiusto profitto causando un danno alla vittima.

Questo reato è di tipo comune, quindi chiunque può realizzarlo, ed è anche plurioffesivo in quanto è un delitto contro il patrimonio che lede l’interesse personale della vittima nella sua autodeterminazione ma anche la sua integrità fisica.

Esso è un cosiddetto reato ad evento, infatti per sussistere devono verificarsi una serie di eventi:

  • la coazione relativa: devono essere esternate minacce o utilizzata violenza sulla vittima;
  • il compimento dell’atto imposto: cioè l’obbligo imposto tramite violenza o minaccia di fare, non fare o dare parte del patrimonio;
  • danno: è la conseguenza logica e naturale dell’imposizione da parte dell’agente;
  • il profitto: che è ovviamente ingiusto ed è il vero obiettivo del soggetto agente.

2. Elemento oggettivo ed elemento soggettivo del reato di estorsione.

La condotta specifica di questo reato consiste nella costrizione, nell’imposizione alla vittima di fare o non fare qualcosa. La conseguenza del compimento di questo obbligo consiste nell’ingiusto profitto che l’agente otterrà e quindi anche nel danno che avrà la vittima stessa.

Poniamo un esempio pratico basilare: un individuo minaccia di picchiarvi, di fare del male alla vostra famiglia se voi non andate in banca a prelevare la metà dei soldi che avete sul vostro conto. Voi, pur di evitare le gravi conseguenze che vi sono state prospettate, fate quello che vi è stato detto e consegnate i soldi. È evidente il nesso tra la condotta (minaccia o violenza) e l’ingiusto profitto (il soggetto agente avrà “guadagnato” la metà del vostro patrimonio). Tutto questo causando un danno ingiusto a voi, la vittima: avete perso metà dei vostri soldi. Si tratta praticamente di un ricatto.

Il legislatore ha previsto che, dal punto di vista soggettivo, al fine dell’identificazione della fattispecie, fosse sufficiente il dolo generico, quindi basta che il soggetto agente abbia coscienza e volontà rispetto alla condotta che realizza, che abbia consapevolezza di agire illegittimamente. Ad esempio, laddove l’agente fosse convinto che il profitto realizzato non sia ingiusto, non si potrebbe ravvisare il reato di estorsione.

3. Le aggravanti speciali dell’articolo 629 c.p.

Il legislatore ha previsto una serie di aggravanti che, laddove presenti, comportano un inasprimento della pena che, in alcuni casi, può arrivare a 20 anni. Molte sono le stesse del reato di rapina (art. 628 c.p.). Esse sono riscontrate quando:

  • violenza e minaccia vengono perpetrate con uso di armi, da persona travisata o da più persone unite;
  • la violenza induce la vittima in uno stato di incapacità di intendere e di volere;
  • il fatto viene commesso nell’abitazione della vittima o comunque in un posto in cui si ostacoli la difesa pubblica o privata, ovvero in un mezzo di trasporto pubblico;
  • il fatto viene commesso contro chi abbia appena fruito di un servizio in banca, in ufficio postale o a sportelli automatici;
  • la vittima ha più di 65 anni.

4. Il reato di usura: fattispecie e caratteristiche.

L’articolo 644 del Codice penale prevede che se un soggetto si fa promettere o dare qualcosa, per sé o altri e in cambio di una prestazione di denaro o di un’altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, commette il reato di usura e può essere condannato ad una pena da 2 a 10 anni accompagnata da una multa. Alla stessa pena soggiace il mediatore.

Ogni volta che viene data una somma di denaro in prestito e questa, logicamente, deve poi essere restituita, si producono degli interessi sul capitale. Questi interessi costituiscono un guadagno per la banca o comunque per il soggetto che ha prestato la somma di denaro. La legge è intervenuta per regolarizzare questi interessi, stabilendo un limite oltre il quale essi sono considerati usurari.

L’usura può essere di due tipi:

  1. presunta: si supera semplicemente la soglia di usura stabilita dalla legge;
  2. concreta: si abusa dello stato di difficoltà in cui verte la vittima del reato. Questa difficoltà viene sfruttata a favore dell’agente e diventa lo strumento attraverso il quale si ottiene una sproporzione nelle prestazioni. Ad esempio: chiedete in prestito una somma di denaro perché avete perso il lavoro ed avete una scadenza di un pagamento che non potete mancare. Vi viene dato ciò di cui avete bisogno ma, successivamente, vi viene richiesta la somma prestata con l’aggiunta di una cifra spropositata come interesse. È evidente che le prestazioni non sono paritarie. La difficoltà del soggetto non è tuttavia da confondere con lo stato di bisogno, cioè quella condizione in cui non si possono soddisfare i propri bisogni primari (e che rappresenta un aggravante della fattispecie).

È un delitto a dolo generico: il soggetto agente ha la volontà e la consapevolezza di concludere un contratto in uno stato di non parità delle prestazioni. È praticamente uno scambio di prestazioni alternative: un soggetto presta una somma di denaro facendosi promettere o dare interessi o altri vantaggi usurari.

5. Cosa fare se si è vittima di usura o estorsione?

Prima di tutto, quando si è vittima di usura o estorsione, è indispensabile denunciare il fatto alle Forze dell’Ordine; per le vittime il legislatore ha anche dedicato un numero verde istituito presso l’ufficio Relazioni pubbliche presso il Ministero dell’Interno (800 999 000), utilizzabile anche da chi ancora non è vittima di usura o estorsione ma ha necessità di informazioni. È inoltre possibile rivolgersi ad una serie di associazioni e fondazioni ed accedere ad una serie di benefici e tutele istituiti appositamente per le vittime di usura.

Il legislatore è intervenuto anche dal punto di vista normativo: nel caso dell’estorsione, con la legge 44 del 1999, è stata prevista la possibilità di un’elargizione a favore di chi sia vittima di estorsione per il ristoro del danno patrimoniale subito. Per poter avere accesso all’elargizione è necessari ala presenza di alcune condizioni:

  • non avere aderito o aver cessato di aderire alle richieste estorsive;
  • la vittima non deve aver concorso nel compimento del fatto delittuoso;
  • la vittima non deve essere sottoposta a misura di prevenzione o relativi procedimenti;
  • il delitto da cui è derivato il danno oppure anche laddove si trattasse di intimidazione di danno ambientale, deve essere riferito all’autorità giudiziaria con l’indicazione di tutti i particolari di cui si è a conoscenza.

Per poter accedere al fondo è necessario fare richiesta alla Prefettura in cui si sono svolti i fatti entro 120 giorni dalla denuncia o da quando si ha avuto conoscenza del fatto che l’indagine abbia rivelato la presenza di elementi identificativi del reato di estorsione.

Questa elargizione è concessa, ai sensi dell’articolo 3 della legge 44 del 99, a chi eserciti un’attività economica di varia natura, commerciale o artigianale, una libera arte o professione, che abbia subito un danno a beni mobili o immobili, lesioni personali, danni sotto forma di mancato guadagno (collegato all’attività esercitata), subiti come conseguenza di adesione alle richieste estorsive ovvero in quanto non abbiano voluto aderire a tali richieste. Giustamente non solo queste categorie di soggetti possono accedere all’elargizione: negli articoli successivi la legge specifica che possano accedere anche altri soggetti diversi da quelli indicati precedentemente (art. 6 legge 44/99).

Denunciare questi fatti è un dovere morale del cittadino ma anche la strada per poter uscire da situazioni pericolose e di difficoltà.

Sara Barbalinardo

Fonti normative

Codice penale: artt. 644, 629, 628.

Legge 23 febbraio n°. 44 del 1999, pubblicata in G.U. 51 del 3 marzo 1999: “Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura”.

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