Risarcimento del danno derivante dal consenso medico

Negli ultimi anni si stanno sempre più diffondendo aspettative miracolistiche nei confronti dei medici con conseguente aumento dei processi civili e penali per responsabilità medica.

Ultimo aggiornamento: 3/6/2026

risarcimento danno consenso medico

1. Il consenso medico e il risarcimento del danno

La classe medica, dal canto suo, ha adottato un atteggiamento di “medicina difensiva”, cioè il medico, pur di non incorrere in una richiesta di risarcimento, intraprende un percorso terapeutico poco rischioso, magari esortando il paziente a non operarsi, oppure prescrive innumerevoli esami, talvolta anche superflui.

Questo è l’effetto di aver posto il medico in una posizione vulnerabile poiché, ogni suo gesto, potrebbe essere causa di un’eventuale domanda di risarcimento del danno. Perché tutto questo accade?

Se è vero che in molti casi i medici sbagliano perché non applicano correttamente le regole dell’arte medica e, pertanto, devono essere ritenuti responsabili penalmente e civilmente. È anche vero che in altrettanti casi vi sono medici competenti e preparati che, tuttavia, si ritrovano ad essere vittime innocenti.

Per tale ragione è importante rivolgersi ad avvocati seri e preparati, i quali consiglieranno di intraprendere una causa per risarcimento del danno da responsabilità medica solamente ove sussistano effettivamente i presupposti.

2. I casi del risarcimento del danno da responsabilità medica

Tralasciando i casi di errore medico, un’altra casistica importante riguarda la mancanza di consenso medico, o meglio noto come consenso informato.

Prima di sottoporsi a qualsiasi intervento il paziente deve ricevere, in maniera completa ed esaustiva, tutte le informazioni inerenti l’operazione cui dovrà sottoporsi. Il medico, infatti, dovrà specificare le modalità con cui si svolgerà l’intervento, le terapie, le conseguenze sia comuni che rarissime. Il medico, peraltro, deve rivolgersi al paziente usando un linguaggio che sia comprensibile dallo stesso e chiarire ogni singolo dubbio.

La corretta informazione pone il paziente nella possibilità di scegliere un trattamento o un altro, se affidarsi a quel medico o chiedere un altro consulto, o ancora, se non sottoporsi ad alcun intervento considerate le conseguenze prospettategli.

Di converso, ogniqualvolta il medico non fornisca un’idonea informazione al paziente, che rende in tal guisa un consenso non consapevole, riconosce a quest’ultimo il diritto al risarcimento del danno da consenso medico.

Il diritto ad esprimere il consenso è un diritto imprescindibile del singolo che viene tutelato ponendo in capo al medico l’obbligo di fornire un’adeguata informazione. Esso deve essere sempre rispettato, salvo i casi d’urgenza che pongano il paziente in gravissimo pericolo di vita o i casi di trattamento sanitario obbligatorio.  

Per tale ragione, la mancanza del consenso medico, dà diritto al risarcimento del danno nei casi di incolpevole lesione alla salute da parte del sanitario. Il paziente, infatti, deve essere messo nella condizione di poter scegliere in maniera consapevole.

3. Quando è previsto il risarcimento del danno derivante dal consenso medico?

Il professionista trasgredisce l’obbligo non solo quando omette di riferirgli la natura della cura proposta, dei relativi rischi e delle possibilità di successo ma anche quando abbia carpito il consenso in maniera impropria.

Il paziente, infatti, non può acconsentire in modo tacito e/o orale all’intervento, ma il consenso deve risultare in maniera esplicita e per iscritto. In mancanza di una prova scritta dovrà essere il medico a provare che il consenso informato sia stato effettivamente ed esplicitamente prestato.

Il paziente, quindi, che abbia subìto un danno alla salute per le prevedibili conseguenze dell’atto terapeutico e non abbia prestato un valido consenso perché non adeguatamente informato, deve necessariamente provare che avrebbe agito diversamente ai fini del risarcimento.

Deve, infatti, dimostrare che egli avrebbe rifiutato quel determinato qualora il medico lo avesse adeguatamente informato sulle modalità dell’intervento e soprattutto sulle conseguenze, anche in termini di sofferenza psico-fisica. Nello specifico, deve provare che, tra il permanere della condizione patologica e gli effetti dell’intervento medico, avrebbe scelto di non curarsi oppure avrebbe affrontato diversamente tali effetti.

Fonti normative

Cass. Civ. n. 2369 del 31 gennaio 2018

Hai bisogno di un avvocato specializzato in Malasanitá? Esponici il tuo caso. AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati in questo campo. Tre di loro ti invieranno un preventivo, gratuitamente, e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.

Hai dubbi su diritto penale?

Un avvocato a tua disposizione ogni volta che ti serve

Hai bisogno di assistenza legale? Avvocato penalista, Studio legale online, Avvocato online, Gratuito patrocinio o Consulenza legale gratuita su AvvocatoFlash: descrivi il tuo problema e ricevi una risposta da un avvocato specializzato entro 24 ore.
Cos'è il consenso informato e perché è importante?
Il consenso informato è il diritto del paziente di ricevere informazioni complete e comprensibili sulla natura dell'intervento, i rischi, le conseguenze e le possibilità di successo prima di sottoporsi a una cura. È importante perché consente al paziente di scegliere consapevolmente se affidarsi a un medico, optare per un'altra soluzione o rifiutare il trattamento.
Il consenso orale è valido o deve essere sempre scritto?
Il consenso deve essere esplicito e per iscritto. Non è valido il consenso tacito o orale. In caso di contestazione, spetta al medico provare che il consenso informato sia stato effettivamente e esplicitamente prestato per iscritto.
Quando un medico è responsabile della mancanza di consenso informato?
Il medico è responsabile quando non fornisce un'adeguata informazione al paziente oppure quando ha carpito il consenso in maniera impropria. Questa violazione dell'obbligo informativo dà diritto al paziente al risarcimento del danno, anche se l'intervento è stato eseguito correttamente da un punto di vista tecnico.
Come può un paziente provare il diritto al risarcimento per mancanza di consenso?
Il paziente deve dimostrare che avrebbe agito diversamente se adeguatamente informato, provando che avrebbe rifiutato l'intervento o avrebbe scelto una diversa modalità di cura. Deve inoltre accertare che il danno alla salute è derivato dalle prevedibili conseguenze dell'atto terapeutico.
Esistono casi in cui il medico non ha l'obbligo di chiedere il consenso?
Sì, il diritto al consenso non si applica in caso d'urgenza quando il paziente è in gravissimo pericolo di vita, e nei casi di trattamento sanitario obbligatorio. In tutte le altre situazioni, il consenso informato è imprescindibile.