Come rinnovare il permesso di soggiorno in Italia

// Diritto Internazionale e dell'Immigrazione  

La procedura di rinnovo del permesso di soggiorno è soggetta a costi e tempi ben precisi; se non rispettati lo straniero è soggetto ad espulsione dal territorio nazionale.

Gli stranieri che intendono soggiornare per un periodo superiore ai 3 mesi nel territorio italiano devono, per legge, richiedere il permesso di soggiorno. Tuttavia questo documento presenta una scadenza, al termine della quale è necessario richiedere il rinnovo. Scopriamo insieme qual è la procedura e quali sono i costi e tempi.

1. Quando e come effettuare il rinnovo del permesso di soggiorno?

È bene precisare fin da subito che esistono diversi tipologie di permessi di soggiorno, che si differenziano in base ai motivi per cui sono richiesti. Ad esempio è necessario rivolgersi ad uffici postali, Comuni e patronati abilitati per le seguenti ipotesi:

- Affidamento

- Adozione

- Motivi religiosi

- Residenza elettiva

- Studio (per periodi superiori a tre mesi)

- Missione

- Asilo Politico (rinnovo)

- Tirocinio formazione professionale

- Attesa riacquisto cittadinanza

- Attesa occupazione

- Carta di soggiorno stranieri (ora denominata "Permesso di Soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo")

- Lavoro Autonomo

- Lavoro Subordinato

- Lavoro sub-stagionale

- Famiglia

- Famiglia minore con minori di 14-18 anni

- Soggiorno lavoro art. 27

- Status apolide (rinnovo)

- Conversione soggiorno da altra tipologia a: lavoro subordinato, autonomo, famiglia, studio, residenza elettiva

- Duplicato Permesso

- Carta soggiorno

- Aggiornamento Permesso-Carta soggiorno (inserimento figli)

Per tutti gli altri casi invece, lo straniero deve obbligatoriamente rivolgersi allo Sportello Unico Immigrazione presso la Prefettura della provincia in cui ha preso dimora; alcuni di questi sono:

- Affari

- Cure Mediche

- Gara sportiva

- Motivi Umanitari

- Asilo Politico (Richiesta-rilascio)

- Minore età

- Giustizia

- Status apolide (rilascio)

- Integrazione minore

- Invito

Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto entro tempistiche ben precise:

- entro 90 giorni prima della scadenza per motivi di lavoro subordinato a tempo indeterminato

- entro 60 giorni prima della scadenza per motivi di lavoro subordinato a tempo determinato

- entro 30 giorni per tutte le altre ipotesi.

In ogni caso, tale documento è rinnovato per una durata non superiore a quella stabilita con rilascio iniziale. Il documento viene rilasciato, rinnovato o convertito entro venti giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda.

2. Quali sono i costi del rinnovo del permesso di soggiorno?

Il permesso di soggiorno elettronico, sia nel caso in cui venga rilasciato per la prima volta che nel caso in cui venga rinnovato, è soggetto ad un costo fisso che dovrà essere pagato mediante bollettino di conto corrente situato in tutti gli sportelli postali. Tale costo ha subito un incremento lo scorso anno con un decreto interministeriale, passando da 27,50 a 30,46€.

La presentazione della domanda deve avvenire presso un ufficio postale a cui deve essere allegata una marca da bollo da 16,00€. Inoltre la presa in carico dall’operatore delle poste e la successiva spedizione della pratica presenta un ulteriore costo di 30€.

3. Qual è l’iter per presentare il rinnovo permesso di soggiorno?

Il rinnovo del permesso di soggiorno comporta un iter differente a seconda della tipologia: per i documenti richiesti presso la Prefettura competente la procedura è eseguita con l’ausilio del personale competente. Per tutte le tipologie di permesso indicato nell’elenco al paragrafo 1, lo straniero deve rivolgersi presso gli uffici delle Poste Italiane. Qui è possibile ritirare gratuitamente il kit per procedere con la domanda, la quale deve essere compilata con penna nera ed in stampatello.

Dopo aver inserito tutti i dati negli appositi spazi, è necessario recarsi presso un ufficio postale e allegare al kit:

- la marca da bollo da 16€

- la ricevuta di pagamento del bollettino da 30,46€

- una copia del codice fiscale

- una copia del permesso di soggiorno da rinnovare

- una copia del passaporto o di qualsiasi altro documento identificativo

- una copia del contratto di lavoro e del modello Unificato Lav, qualora il motivo della richiesta sia un lavoro subordinato

- una copia del contratto di affitto o di un certificato di ospitalità che garantisce la propria idoneità alloggiativa

- i documenti che provino il motivo per cui viene o è stato richiesto il permesso di soggiorno.

Tutti questi documenti devono essere inseriti all’interno della busta, che tuttavia deve rimanere obbligatoriamente aperta, essendo onere dell’operatore delle Poste sigillarla. Poiché questa atto giuridico è strettamente personale, l’invio deve essere compiuto dallo straniero in persona, esibendo un documento di identità valido. La spedizione avviene tramite “assicurata”, dietro il pagamento di 30€: la ricevuta è di fondamentale importanza in quanto non solo rappresenta la prova della richiesta di rinnovo, bensì contiene una serie di credenziali che permettono alla persona di entrare nell’area riservata del sito della Polizia di Stato o del Portale Immigrazione al fine di controllare lo stato della pratica.

Una volta provveduto alla spedizione, la procedura per rinnovare il permesso di soggiorno non è conclusa. Verrà rilasciata una lettera di convocazione che obbliga lo straniero a presentarsi presso gli uffici competenti (ad esempio Questura) per rilascio delle impronte digitali e per l’eventuale integrazione dei documenti non inseriti nella busta. Successivamente verrà fissato un secondo appuntamento (mediante lettera raccomandata) al fine di consegnare il permesso di soggiorno rinnovato.

4. Rinnovo permesso di soggiorno scaduto: è possibile?

Cosa accade tuttavia se il permesso di soggiorno risulta scaduto? È possibile in questo caso rinnovare il permesso di soggiorno? Si tratta di una serie di domande legittime e che hanno importanti conseguenze per lo straniero. La procedura indicata in precedenza presuppone il rispetto dei termini indicati al paragrafo 1 (30, 60 o 90 giorni) sia da parte dello straniero sia da parte delle autorità italiane, le quali devono rilasciare o rinnovare tale atto entro 20 giorni dalla domanda.

Poiché, soprattutto nelle grandi città, vi sono numerose richieste è possibile riscontrare dei ritardi nel rinnovo del permesso di soggiorno: in queste eventualità, qualora la mora non dipenda dallo straniero, questo è legittimato a restare nel territorio nazionale. Se al contrario la mora della procedura dipende per una propria inadempienza la situazione si può complicare: entro 60 giorni dalla scadenza è possibile richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno, nelle modalità indicato. Oltre i 60 giorni di ritardo la permanenza diviene irregolare e viene disposta l’espulsione da parte del questore, come indicato nello stesso art. 13 del Testo Unico sull’Immigrazione.

Sul tale questione sono intervenute anche le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, le quali hanno illustrato una possibile eccezione da far vantare dinanzi a questo rigido orientamento. Con la sentenza 7892/2003 si stabilisce la sussistenza della causa di forza maggiore che ha comportato il ritardo di oltre 60 giorni nella procedura di rinnovo del permesso di soggiorno. In questo modo è possibile frenare l’espulsione derivante dal ritardo eccessivo: le Sezioni Unite hanno ribadito che la forza maggiore può operare anche nei casi di rinnovo del permesso di soggiorno, in mancanza di una esplicita disposizione di legge che ne vieta l’utilizzo.

Fonti normative

Art. 13 Testo Unico dell’Immigrazione

Sentenza 7892/2003 Sezioni Unite della Corte di Cassazione

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