Aprire un'attività

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Di seguito, suggerimenti ed indicazioni su come aprire un’attività o come avviare un negozio rispettando le regole.

Le difficoltà nella ricerca di un’occupazione stabile e le innumerevoli possibilità commerciali offerte dalla rete spingono sempre più persone a provare ad aprire un’attività in proprio. Creare un’attività dal nulla, tuttavia, non è un’impresa facile, ma una sfida da affrontare con tenacia e consapevolezza.

I consigli preliminari per i meno esperti

L’apertura di un’attività commerciale, soprattutto da giovani, è un momento importante: ci si gioca molto, a volte tutto, con l’ambizione che scommettere nella propria intuizione sia la scelta giusta. È pertanto indispensabile aver chiare le idee per aprire un’attività commerciale.

A monte di una buona idea di business vi è, infatti, sempre un approfondito studio finalizzato a individuare gli elementi cardine del proprio progetto: dalla scelta di quale attività conviene aprire, sino a quella su dove aprire l’attività. Non ci si può svegliare un mattino all’improvviso e pensare voglio aprire un negozio!>>. O meglio, si può fare, se la scelta è stata ben ponderata in precedenza.

Mai dimenticare, infatti, che decisioni avventate possono determinare anche ingenti ed imprevisti costi per aprire un negozio. È sempre bene informarsi, quindi, ad esempio, circa l’esistenza di agevolazioni per l’apertura di un negozio o di una determinata attività commerciale. Le autorità pubbliche (territoriali quanto europee), in questo senso, cercano infatti di venire incontro a chi decide di “mettersi in proprio”, attraverso la previsione, ad esempio, di sgravi fiscali o sovvenzioni eccezionali.

Una precisazione è infine doverosa: anche aprire un negozio online ha dei costi. Esattamente come quelli reali, anche i negozi virtuali, per distinguersi e vincere la concorrenza, devono essere allestiti da professionisti seri ed i loro contenuti hanno bisogno d’essere pubblicizzati al meglio. Difficile immaginare di riuscirci senza un investimento a supporto dell’impresa.

Questa era una premessa necessaria perché al netto delle regole giuridiche e di quelle di mercato, la competenza e la convinzione di chi agisce restano fattori determinanti ai fini della riuscita di ogni progetto.

Come aprire un’attività commerciale

Proviamo a vedere ora come fare per aprire un negozio od iniziare un’attività nel rispetto della normativa vigente.

Si è accennato in premessa che negli ultimi anni in Italia si sono fatti dei passi in avanti nel senso di rendere più agevoli le condizioni per aprire un’attività commerciale.

Questo processo di semplificazione è iniziato nel 1998, con l’introduzione del c.d. Decreto Bersani (Dlgs n. 114/1998), base normativa sulla quale Governo e Parlamento sono poi intervenuti più volte.

Il netto cambiamento tra il “prima” ed il “dopo” sta nel fatto che ora chiunque decida di aprire un locale o un’attività commerciale non ha più l’onere di dotarsi di tutte le licenze che la legge, invece, in precedenza prevedeva come obbligatorie. In passato, difatti, non era permesso aprire un’attività senza le indispensabili licenze che venivano rilasciate dagli Organi Amministrativi.

Per alcuni esercizi commerciali è ancora prevista l’obbligatorietà di licenze e permessi: occorre pertanto documentarsi bene (o, ancora meglio, rivolgersi ad un professionista) per essere sicuri di agire nella legalità.

Effettuare controlli preventivi per concedere licenze ed autorizzazioni consentiva all’Amministrazione Statale di verificare, già prima dell’apertura, che l’attività commerciale in fase d’avviamento fosse stata impostata nel rispetto delle norme applicabili: era quindi necessario conseguire licenze inerenti alla struttura, al personale, ai servizi offerti etc.

Che cosa è la SCIA

Oggi, intervenuto il processo di semplificazione, per iniziare un’attività commerciale non servono più molte delle formalità un tempo necessarie. Resta obbligatorio dotarsi solo delle licenze che richiedono valutazioni discrezionali dell’Amministrazione o che siano inerenti a vincoli paesaggistici, ambientali o culturali.

In disparte tali aspetti, per dare avvio alla propria impresa è oggi sufficiente presentare al Comune di riferimento una dichiarazione certificata con cui si segnala la prossima apertura dell’attività e si afferma di possedere tutti i requisiti previsti per poterla intraprendere. Tale dichiarazione è detta SCIA (Segnalazione Certificata d’Inizio Attività).

Il cambiamento di prospettiva è netto ed evidente: non è più lo Stato a controllare che il privato rispetti le regole, ma è proprio il privato neo-imprenditore, nel momento in cui apre un’attività, a certificare alle Autorità Pubbliche di farlo nel rispetto della legge.

La SCIA ha nei fatti preso il posto di molte delle licenze ed autorizzazioni che, necessitando di esami preventivi, rallentavano in passato le imprese nella loro fase di lancio.

Sta ora al Comune l’onere, nei 60 giorni successivi al ricevimento della SCIA, di verificare che quanto in essa dichiarato dal nuovo commerciante corrisponda al vero.

La dichiarazione deve essere consegnata al SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) del Comune competente, debitamente compilata in ogni sua parte. Dovranno esserle allegate le autocertificazioni con cui dimostrare di essere completamente in regola per aprire la propria attività.

Vi sono difatti dei requisiti da possedere per iniziare una nuova impresa o aprire un negozio e possono riguardare tanto il soggetto imprenditore (requisiti morali, ad esempio) quanto l’attività stessa che verrà esercitata (si pensi ai permessi edilizi o ambientali di un qualsiasi negozio).

Il contenuto della SCIA ed i suoi allegati, così come i documenti per aprire un negozio, possono ovviamente variare in ragione dello specifico tipo di attività: aprire un alimentari è diverso da aprire un negozio di abbigliamento, sia nella forma che nella sostanza.

La procedura di consegna della SCIA è ormai telematica, tutti i moduli da compilare con le attinenti istruzioni per la redazione sono pubblicati nelle pagine del sito ufficiale di ogni Comune (per il Comune di Milano). Una volta compilati e sottoscritti, debbono essere poi spediti, come detto, al SUAP del Comune competente via Posta Elettronica Certificata.

Come registrare l’attività al Registro delle Imprese

Per tutte le attività commerciali, anche per chi intende aprire una ditta individuale, è inoltre obbligatoria l’iscrizione presso la Camera di Commercio nel Registro delle Imprese. Il Registro è come un database anagrafico delle attività commerciali, in esso sono contenuti tutti i dati rilevanti circa la “vita commerciale” di ogni impresa.

Effettuare l’iscrizione è semplice: si esegue per via telematica attraverso l’inoltro della Comunicazione Unica (“ComUnica”), documento cui apporre firma digitale e da trasmettere all’Ufficio del Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente.

Cosa sapere quando si apre un negozio di generi alimentari, abbigliamento o un ristorante

Andiamo a vedere nello specifico le informazioni piú importanti da tenere in considerazione quando si apre:

  1. Un negozio di generi alimentari
  2. Un negozio di abbigliamento
  3. Un ristorante

1. Come aprire un negozio di generi alimentari

Il soggetto che intenda aprire un negozio di alimentari, a causa delle peculiarità dell’attività che andrà a svolgere, deve avere qualche accorgimento in più di chi apre una comune attività. Egli deve, difatti, possedere anzitutto i requisiti soggettivi richiesti normalmente per poter effettuare l’apertura di un normale negozio: essere maggiorenne, in grado di intendere e volere, non interdetto. Ma questo non basta.

Il titolare o un suo collaboratore deve possedere altresì l’abilitazione ad “operare con alimenti”, titolo che si consegue grazie ad un corso organizzato da Enti pubblici e privati.

Può fare a meno del titolo chi possiede il Diploma di Istituto Alberghiero o chi ha lavorato per almeno due anni nel settore alimentare. È necessario, infine, almeno 30 giorni prima dell’apertura dell’esercizio, comunicare all’ASL la conformità del negozio dal punto di vista igienico-sanitario.

2. Come aprire un negozio d’abbigliamento

L’apertura di un negozio d’abbigliamento non richiede particolari formalità rispetto ad altri tipi di attività commerciale. È necessario, difatti, possedere le condizioni generalmente necessarie per aprire un’attività già viste (SCIA, partita IVA, capacità d’agire, etc.).

Occorre prestare attenzione, inoltre, alla richiesta della licenza alla vendita al dettaglio: essa va richiesta al Comune competente il quale ha l’onere di concederla o meno entro 30 giorni, trascorsi i quali scatta la regola del “silenzio-assenso” e la licenza si considera concessa al privato.

3. Come aprire un ristorante

L’apertura di un ristorante comporta qualche problema aggiuntivo rispetto allo standard ordinario.

Servono, anzitutto, i normali requisiti per iniziare un’attività. Occorre poi iscrivere i propri dipendenti nelle liste degli Istituti Previdenziali competenti (INPS ed INAIL) e scegliere una Banca di riferimento per aprire i Conti relativi all’attività.

Tutti i soggetti operativi nel ristorante (dal titolare ai dipendenti) debbono inoltre possedere l’attestazione d’idoneità alla manipolazione di sostanze alimentari e HACCP, che si consegue frequentando appositi corsi. È necessario poi redigere un vero e proprio Manuale HACCP (meglio se con l’aiuto di un professionista esperto) che spieghi quali siano le procedure adottate dal ristorante per la pulizia dei locali e degli impianti, le conservazione degli alimenti, etc.

È indispensabile avere ottenuto dall’ASL competente il Documento di Idoneità Sanitaria, per il rilascio del quale si deve spesso procedere a controlli e verifiche: tutti i locali del ristorante, dal bagno alla cucina, devono rispettare la normativa in tema di igiene e sicurezza.

Ultime accortezze da non trascurare sono:

  1. il pagamento dei diritti alla SIAE nel caso si trasmetta musica nel ristorante (o videofilm, o altro materiale protetto dalla normativa sul diritto d’autore);
  2. l’adempimento delle formalità richieste per ottenere la Autorizzazione all’Esposizione dell’Insegna all’esterno;
  3. la trasmissione all’Agenzia delle Entrate della richiesta per la Licenza di Vendita al Minuto di Bevande alcooliche.

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