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Multa per eccesso di velocità, cosa fare per contestarla?

La multa per eccesso di velocità può essere contestata proponendo ricorso, alternativamente, al Prefetto o al Giudice di Pace.

< Diritto Amministrativo e Bancario   # Multe  

1. Ricorso al prefetto

Qualora non sia stato effettuato il pagamento nella misura ridotta, nei casi in cui è consentito, il trasgressore può proporre ricorso al Prefetto del luogo in cui è stata commessa la violazione, entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notificazione della sanzione pecuniaria (art. 203 c.d.s.).

Il ricorso può essere presentato:

- all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, tramite consegna o invio a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno;

-direttamente al Prefetto, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Inoltre, con il ricorso possono essere presentati i documenti ritenuti idonei e può essere chiesta l’audizione personale.

Nel termine di 60 giorni, il responsabile dell’ufficio o del comando cui appartiene l’organo accertatore deve trasmettere al Prefetto gli atti corredati dalle deduzioni tecniche dell’organo accertatore, utili a confutare o confermare le risultanze del ricorso.

1.1 Provvedimenti del prefetto (art. 204 c.d.s.)

Dopo aver provveduto all’esame degli atti e all’audizione degli interessati, ove ne abbiano fatto richiesta, il Prefetto decide sul ricorso attraverso:

- ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento della sanzione amministrativa, nel caso in cui rigetti il ricorso;

- ordinanza di archiviazione degli atti, qualora ritenga fondato il ricorso; il ricorso si intende, altresì, accolto se siano decorsi i termini di cui all’art. 203, commi 1-bis e 2 e art. 204, comma 1, c.d.s. e non abbia adottato istanza motivata.

2. Ricorso al giudice di pace

Il ricorso al Giudice di Pace è alternativo rispetto al ricorso al Prefetto, sicchè il ricorrente deve scegliere quale strada intraprendere nella consapevolezza che i rimedi si escludono a vicenda (art. 204-bis c.d.s.).

La disciplina del ricorso in sede giurisdizionale è contenuta nell’art. 7 del d. lgs n. 150/2011, in cui è espressamente stabilito che tali controversie seguono il rito del lavoro.

Entro trenta giorni dalla data di contestazione della violazione o dalla notificazione del verbale di accertamento, è possibile proporre ricorso al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa la violazione.

Il ricorso è inammissibile se il ricorrente abbia già provveduto alla contestazione ai sensi dell’art. 203 c.d.s.

Durante il giudizio di primo grado non è necessaria l’assistenza di un difensore e le parti possono stare in giudizio personalmente.

Nel corso della prima udienza, se il ricorrente ha già presentato opposizione al Prefetto, il giudice dichiara il ricorso inammissibile pronunciando sentenza.  Invece, qualora il trasgressore o il suo avvocato non si presentino senza addurre giustificazioni, convalida con ordinanza appellabile il provvedimento opposto e provvede sulle spese, salvo che dalla documentazione allegata risulti l’illegittimità del provvedimento impugnato.

Al termine del giudizio, il giudice di pace può:

- emanare sentenza di accoglimento dell’opposizione, annullando in tutto o in parte il provvedimento opposto;

- emanare sentenza di rigetto dell’opposizione e determinare l’importo della sanzione nella misura compresa tra il minimo e il massimo edittale, il pagamento dovrà avvenire entro i 30 giorni successivi.

In quest’ultima ipotesi il giudice dovrà applicare l’eventuale sanzione accessoria prevista e la decurtazione dei punti dalla patente di guida.

Fonti normative

Codice della Strada: articoli 203, 204 e 204-bis.

lgs n. 150/2011: art. 7

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