Il divorzio breve in comune

Il cd. divorzio breve è stato introdotto in Italia dalla legge n.55 del 6 maggio 2015 che permette di ridurre notevolmente i tempi per sciogliere il matrimonio , non essendo, tra l’altro, più necessario rivolgersi al Tribunale.

divorzio breve in comune

Alle condizioni che andremo ad approfondire di seguito, gli ex coniugi potranno ricorrere alla negoziazione assistita o rivolgersi direttamente al Sindaco del Comune in cui il matrimonio è stato celebrato, con un notevole risparmio di tempo e di spese legali.

1. Come funziona il divorzio breve in comune?

I coniugi potranno concludere davanti al Sindaco, o del comune di residenza di uno di loro o di quello presso cui è stato celebrato il matrimonio, un accordo di separazione, divorzio o modifica delle condizioni dei provvedimenti precedenti senza, dunque, la necessità di rivolgersi ad un avvocato divorzista.

Dal punto di vista giuridico, tale accordo avrà la stessa valenza di un provvedimento emanato dal Giudice. In caso di separazione o divorzio, il sindaco, una volta ricevuto l’accordo e, non prima di 30 giorni dalla ricezione, invita i coniugi a comparire davanti a lui per la conferma definitiva.

2. Quando è possibile divorziare in comune?

Tuttavia, come anticipato, i coniugi potranno ricorrere a tale “modalità” di divorzio nei seguenti casi:

  • non vi siano figli minori;
  • non vi siano figli maggiorenni portatori di handicap grave o incapaci;
  • non vi siano figli maggiorenni non economicamente autosufficienti;
  • l’accordo di separazione non contiene patti di trasferimento patrimoniale come la divisione dei beni mobili e immobili acquistati durante il matrimonio ecc.., ad eccezione dell’assegno di mantenimento che invece può essere corrisposto al coniuge con il reddito più basso.

Se non è possibile, per le suddette eccezioni, richiedere il divorzio in Comune, i coniugi potranno in ogni caso procedere attraverso la richiesta in Tribunale o la negoziazione assistita di un avvocato divorzista per parte.

3. Quanto si paga per il divorzio in comune?

Il costo di un divorzio in Comune è di 16 euro, pari ai diritti da versare all’ufficio di stato civile.

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Quanto costa il divorzio breve in comune?
Il costo del divorzio in comune è di soli 16 euro, corrispendenti ai diritti da versare all'ufficio di stato civile. Questo lo rende una soluzione economicamente molto vantaggiosa rispetto al divorzio giudiziale.
Quali sono i requisiti per divorziare in comune?
È possibile divorziare in comune solo se non ci sono figli minori, figli maggiorenni disabili o non autosufficienti economicamente. Inoltre, l'accordo non deve contenere trasferimenti di beni mobili e immobili, ad eccezione dell'assegno di mantenimento.
Dove si presenta la richiesta di divorzio breve?
La richiesta si presenta davanti al Sindaco del comune di residenza di uno dei coniugi oppure del comune in cui il matrimonio è stato celebrato. Non è necessario rivolgersi a un avvocato per questa procedura.
Come funziona il divorzio davanti al Sindaco?
I coniugi presentano un accordo di divorzio al Sindaco. Dopo almeno 30 giorni dalla ricezione, il Sindaco invita i coniugi a comparire per la conferma definitiva. L'accordo ha la stessa valenza legale di un provvedimento del Giudice.
Si possono dividere i beni nel divorzio in comune?
No, nel divorzio in comune non è possibile includere accordi per il trasferimento di beni mobili e immobili. È ammesso solo l'assegno di mantenimento al coniuge con reddito più basso. Per la divisione dei beni è necessario ricorrere al tribunale o alla negoziazione assistita.