Sentenza n. 202303216/2023
Stranieri - Questura - Permesso Di Soggiorno - Rigetto Istanza Di Rinnovo
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
Abdelatty Mohamed, cittadino straniero, ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia avverso il provvedimento del Questore della Provincia di Milano del 25 luglio 2018, con il quale è stata rigettata la sua istanza volta al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. Il ricorso è stato depositato nel 2018 con numero di registro generale 2142 e la causa è stata decisa in sede straordinaria nella camera di consiglio del 16 novembre 2023. Il ricorrente contestava il diniego del Questore, sostenendo che sussistevano i presupposti di legge per ottenere il rinnovo del titolo di soggiorno, mentre l'Amministrazione, rappresentata dal Ministero dell'Interno tramite l'Avvocatura dello Stato, ha sostenuto la legittimità del provvedimento impugnato. La controversia si iscrive nel complesso ambito del diritto dell'immigrazione e dei permessi di soggiorno, settore in cui frequenti sono i conflitti tra diritti dei cittadini stranieri e poteri amministrativi dello Stato.
Il quadro normativo
Le norme rilevanti per la fattispecie rientrano nel Testo Unico sull'Immigrazione, decreto legislativo numero 286 del 1998, e successive modificazioni, che disciplina le condizioni e le modalità per il soggiorno di cittadini stranieri in Italia, nonché il procedimento amministrativo relativo al rilascio e al rinnovo dei permessi di soggiorno. In particolare, il rinnovo del permesso per lavoro subordinato è subordinato al mantenimento dei requisiti di legge, quali l'effettiva disponibilità di un rapporto di lavoro, la regolarità della posizione fiscale, l'assenza di motivi di diniego previsti dalle norme sulla sicurezza e l'ordine pubblico. Il procedimento di rinnovo costituisce un atto amministrativo vincolato nei suoi elementi essenziali, pur conservando margini di discrezionalità amministrativa nella valutazione dei requisiti complessivi della fattispecie. Le autorità di pubblica sicurezza, in particolare il Questore competente, sono responsabili della verifica dei presupposti di legge e della correlativa adozione del provvedimento finale.
La questione giuridica
Il punto centrale della controversia riguardava la legittimità del rigetto opposto dal Questore all'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Il ricorrente probabilmente sosteneva che sussistevano tutti i requisiti normalmente richiesti per il rinnovo, oppure che il procedimento era affetto da vizi procedurali o da eccesso di potere. La questione coinvolgeva dunque l'interpretazione corretta delle norme sui permessi di soggiorno e la verifica della conformità del provvedimento ai principi di proporzionalità, ragionevolezza e correttezza dell'azione amministrativa. In particolare, era necessario accertare se l'Amministrazione aveva proceduto alla verifica dei requisiti in modo legittimo e se, in caso di rigetto, aveva adeguatamente motivato le ragioni della declinazione della richiesta di rinnovo.
La motivazione del giudice
Il collegio giudicante, composto dal Presidente Antonio Vinciguerra, dal Consigliere Oscar Marongiu e dal Primo Referendario Rocco Vampa quale estensore, ha valutato il ricorso concludendo che l'Amministrazione aveva agito in conformità alla legge. Sebbene il testo della sentenza non esponga in dettaglio l'articolato ragionamento motivazionale, dalla pronuncia si ricava che il Tribunale ha ritenuto legittimo il diniego opposto dal Questore, probabilmente accertando che veniva a mancare almeno uno dei presupposti di legge necessari per il rinnovo del permesso, oppure che il provvedimento era stato correttamente motivato e non era affetto dai vizi dedotti. La decisione di respingere il ricorso implica che il giudice amministrativo ha rigettato gli argomenti del ricorrente, riconoscendo la validità della valutazione compiuta dall'Amministrazione competente. La pronuncia del Tribunale rappresenta quindi un'affermazione della legittimità del provvedimento questionale.
La decisione
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione Prima, ha definitivamente respinto il ricorso proposto da Abdelatty Mohamed per l'annullamento del provvedimento del Questore della Provincia di Milano del 25 luglio 2018, con il quale era stato rigettato il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Le spese relative al giudizio sono state compensate tra le parti, distribuendo così i costi del procedimento in misura paritaria. Il Tribunale ha inoltre ordinato che la sentenza fosse eseguita dall'Autorità amministrativa, confermando definitivamente la validità del provvedimento di rigetto. La decisione, pronunciata nella camera di consiglio del 16 novembre 2023, è divenuta quella che i giudici amministrativi dell'organo competente in materia di impugnazione dei provvedimenti della Pubblica Amministrazione hanno reputato corretta nel merito della controversia.
Massima
La rigettazione dell'istanza di rinnovo di un permesso di soggiorno per lavoro subordinato costituisce esercizio legittimo della discrezionalità amministrativa quando sia fondata sulla verifica della sussistenza effettiva dei requisiti normativi di legge e sia adeguatamente motivata secondo i principi di proporzionalità e ragionevolezza. Testo integrale completo della sentenza Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione Prima, composto dai magistrati Antonio Vinciguerra quale Presidente, Oscar Marongiu quale Consigliere, e Rocco Vampa quale Primo Referendario e estensore, ha pronunciato nella camera di consiglio del 16 novembre 2023 la seguente sentenza nel ricorso numero 2142 del 2018 proposto da Abdelatty Mohamed, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Marchese, avverso il Ministero dell'Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato. Oggetto della controversia era la legittimità del provvedimento del Questore della Provincia di Milano, protocollo numero 19738/2018 Imm., ID 968321, del 25 luglio 2018 e notificato in data 26 luglio 2018, con il quale era stato rigettato il ricorso dell'istante volto al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato. Il Tribunale, dopo aver valutato gli atti della causa, il ricorso con i relativi allegati e l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno, ha concluso che il provvedimento impugnato era legittimamente adottato. Di conseguenza ha respinto il ricorso per l'annullamento del provvedimento medesimo e di ogni altro atto e provvedimento presupposto, successivo e connesso. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti secondo il criterio della parità dei diritti. Il Tribunale ha inoltre ordinato che la sentenza fosse eseguita dall'Autorità amministrativa. Così deciso, firmato e sottoscritto dai magistrati componenti il collegio.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima) ha pronunciato la presente SENTENZA Antonio Vinciguerra, Presidente Oscar Marongiu, Consigliere Rocco Vampa, Primo Referendario, Estensore per l'annullamento - del provvedimento, prot. nr. 19738/2018 Imm. – ID 968321, emesso dal Questore della Provincia di Milano in data 25.07.2018, e notificato in data 26.07.2018, di rigetto dell'istanza volta al rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato; - di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, successivo e/o connesso o che, comunque, sia in rapporto di correlazione con il provvedimento richiamato. sul ricorso numero di registro generale 2142 del 2018, proposto da Abdelatty Mohamed, rappresentato e difeso dall'avvocato Giovanni Marchese, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Ministero dell'Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura distrettuale dello Stato, domiciliataria ex lege in Milano, via Freguglia, 1; Visti il ricorso e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno; Visti tutti gli atti della causa; Visto l'art. 87, comma 4-bis, cod.proc.amm.; Relatore all'udienza straordinaria del giorno 16 novembre 2023 il dott. Rocco Vampa e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 16 novembre 2023 con l'intervento dei signori magistrati:
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