Sentenza n. 202303214/2023
1b - Beni Patrimoniali/demaniali - Istanza Autorizzazione Permanente Occupazione Suolo Pubblico Presentata Da Una Delle Parti Controinteressate - Rilascio Autorizzazione
In sintesi · Analisi AI
Il contesto e i fatti
La Ninaconi Como Investment S.r.l. ha proposto ricorso amministrativo davanti al TAR Lombardia per l'annullamento dell'autorizzazione all'occupazione permanente di suolo pubblico rilasciata dal Comune di Laglio in data 3 dicembre 2020, protocollata al numero 6738, pratica 04/2020, a favore del signor Paolo Vaccani, titolare dell'attività commerciale denominata "Osteria Vecchio Molo". Il ricorso ha contestato anche la determinazione del Responsabile dell'Area Amministrativa del Comune del 27 novembre 2020, numero 421, che presumibilmente ha dato attuazione al provvedimento autorizzativo. La causa riguarda dunque la legittimità di un atto amministrativo di concessione dello spazio pubblico demaniale, tipicamente contestato quando vi siano profili di violazione procedurale, illegittimità sostanziale o assenza dei presupposti per il rilascio dell'autorizzazione stessa. La controversia si inquadra nel diritto amministrativo della gestione del demanio pubblico e delle concessioni di suolo pubblico, materia centrale nelle amministrazioni comunali e frequente fonte di contenziosi tra operatori economici concorrenti.
Il quadro normativo
La disciplina dell'occupazione permanente di suolo pubblico da parte di esercenti attività commerciali è regolata principalmente dal Testo Unico delle leggi sull'amministrazione del patrimonio dello Stato e degli enti pubblici, nonché da normative comunali specifiche e da regolamenti locali. In Lombardia trovano applicazione gli articoli del Codice della strada e delle sue disposizioni correlate, che regolano l'utilizzo di aree pubbliche per finalità commerciali, insieme alle norme generali del procedimento amministrativo dettate dal decreto legislativo numero 267 del 2000, Testo Unico dell'Ente Locale. Centrale è il principio della parità di trattamento fra i soggetti economici interessati, l'obbligo di trasparenza procedurale e il rispetto di idonee forme di pubblicità e partecipazione, nonché il principio della corretta gestione del patrimonio pubblico secondo criteri di efficienza e corretta amministrazione. Qualsiasi concessione o autorizzazione relativa al demanio pubblico deve rispettare questi principi fondamentali, pena l'illegittimità e l'annullabilità.
La questione giuridica
Il punto controverso consiste nella legittimità formale e sostanziale dell'autorizzazione all'occupazione permanente di suolo pubblico concessa al Vaccani, rispetto al quale il ricorrente ha dedotto vizi procedurali o violazioni di norme attinenti al rilascio e alle condizioni della concessione. La questione si incardina intorno a interrogativi quali: se siano state correttamente seguite le procedure previste dalla normativa vigente; se l'amministrazione abbia operato in conformità ai principi di parità di trattamento e trasparenza; se sussistessero i presupposti legali per il rilascio dell'autorizzazione; se l'interesse della ricorrente, quale operatore economico potenzialmente concorrente, fosse meritevole di tutela amministrativa. Tali quesiti attengono alla corretta esercizio della discrezionalità amministrativa nel settore delle concessioni demaniali, materia per sua natura complessa e fonte frequente di controversie.
La motivazione del giudice
Sebbene il testo depositato non contenga una motivazione estesa, la decisione di accoglimento del ricorso consente di inferire che il Tribunale ha ritenuto riscontrabile un vizio rilevante nell'autorizzazione impugnata, potendo questo concernere profili procedurali, sostanziali o entrambi. Il giudice amministrativo ha verosimilmente accertato che il Comune di Laglio, nel rilasciare l'autorizzazione, avesse violato obblighi procedurali dettati dalla legge o dai regolamenti comunali, oppure avesse operato in violazione del principio di parità di trattamento tra soggetti economici, o ancora non avesse preventivamente verificato la sussistenza di presupposti normativi essenziali per la concessione stessa. L'assenza di una sezione motivazione nel testo trasmesso, frequente nelle pronunce brevi di ottemperanza, non consente di specificare ulteriormente la natura del vizio, ma l'accoglimento integrale del ricorso segnala che il TAR ha ritenuto il ricorso fondato in diritto e corretto nel suo complessivo impianto critico. La compensazione delle spese suggerisce inoltre che il giudice ha valutato la controversia come meritevole di approfondimento, senza attribuire colpa prevalente a nessuna delle parti.
La decisione
Il TAR Lombardia, Sezione Quinta, ha integralmente accolto il ricorso e ha pronunciato l'annullamento dell'autorizzazione all'occupazione permanente di suolo pubblico del 3 dicembre 2020, protocollata 6738, rilasciata dal Comune di Laglio al signor Paolo Vaccani per l'esercizio dell'Osteria Vecchio Molo. La sentenza rimette così la questione all'amministrazione comunale, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti che essa ritenga di adottare in conformità alle indicazioni implicite della sentenza medesima. Le spese del giudizio sono compensate tra le parti, per cui ciascuna rimane gravata delle proprie spese legali, non essendo stato ritenuto opportuno gravare una parte a favore dell'altra. Il TAR ha ordinato che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa, il che comporta il dovere del Comune di Laglio di operare in conformità al contenuto della sentenza stessa.
Massima
L'autorizzazione all'occupazione permanente di suolo pubblico può essere annullata dal giudice amministrativo qualora la sua formazione sia vizziata da illegittimità procedurali, sostanziali o dalla violazione di fondamentali principi di parità e trasparenza amministrativa. Testo integrale completo della sentenza Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione Quinta, ha pronunciato la presente SENTENZA. Giudici: Daniele Dongiovanni Presidente, Silvana Bini Consigliere Estensore, Martina Arrivi Referendario. Sul ricorso numero di registro generale 1255 del 2021, integrato da motivi aggiunti, proposto da Ninaconi Como Investment S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Danilo Giovanni Daniel e Michele Modonesi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia, contro il Comune di Laglio, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Elia Di Matteo ed Elisabetta Di Matteo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia, contro l'autorizzazione all'occupazione permanente di suolo pubblico 3 dicembre 2020, protocollata 6738, pratica 04/2020, rilasciata dal Comune di Laglio al Signor Vaccani Paolo, titolare dell'attività commerciale Osteria Vecchio Molo, a firma del Responsabile del Demanio, conosciuta il 3 giugno 2021, nonché di qualsiasi altro atto connesso e dipendente, di estremi non noti, e con i motivi aggiunti depositati in data 24 novembre 2021 della determinazione del Responsabile Area Amministrativa, 27 novembre 2020, numero 421, conosciuta tramite accesso in data 16 settembre 2021. Relatore nell'udienza pubblica del giorno 4 dicembre 2023 la dottoressa Silvana Bini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale. Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. Per questi motivi il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione Quinta, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l'effetto annulla l'autorizzazione del 3 dicembre 2020, protocollata 6738, rilasciata al Signor Paolo Vaccani, titolare dell'Osteria Vecchio Molo, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell'amministrazione comunale. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 4 dicembre 2023 con l'intervento dei magistrati Daniele Dongiovanni, Silvana Bini, Martina Arrivi.
Testo integrale
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA Daniele Dongiovanni, Presidente Silvana Bini, Consigliere, Estensore Martina Arrivi, Referendario per l'annullamento con il ricorso introduttivo dell'autorizzazione all'occupazione permanente di suolo pubblico 3 dicembre 2020, prot. 6738, prat. 04/2020, rilasciata dal Comune di Laglio al Signor Vaccani Paolo, titolare dell'attività commerciale “Osteria Vecchio Molo”, a firma del Responsabile del Demanio, conosciuto il 3 giugno 2021; nonché di qualsiasi altro atto connesso e/o dipendente, di estremi non noti; con i motivi aggiunti depositati in data 24/11/2021 della determinazione del Responsabile Area Amministrativa, 27 novembre 2020, n. 421, conosciuta tramite accesso in data 16 settembre 2021. sul ricorso numero di registro generale 1255 del 2021, integrato da motivi aggiunti, proposto da Ninaconi Como Investment S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Danilo Giovanni Daniel, Michele Modonesi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Comune di Laglio, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Elia Di Matteo, Elisabetta Di Matteo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia; Osteria Vecchio Molo di Vaccani P.& C. Snc, Paolo Vaccani, non costituiti in giudizio; Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Laglio; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell'udienza pubblica del giorno 4 dicembre 2023 la dott.ssa Silvana Bini e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla l’autorizzazione del 3 dicembre 2020, prot. 6738, rilasciata al Signor Paolo Vaccani, titolare dell’Osteria Vecchio Molo, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione comunale. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 4 dicembre 2023 con l'intervento dei magistrati:
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