Tar Lombardia - MilanoSEZIONE QUARTAAccolto

Sentenza n. 202303126/2023

4e - Commercio - Autorizzazione Amministrativa Per La Vendita Di Quotidiani E Periodici - Decadenza - Concessione Suolo Pubblico - Revoca

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un esercente operante nel commercio di quotidiani e periodici presso una location nel territorio di Milano ha ricevuto dal Comune, in data 12 febbraio 2023, un provvedimento amministrativo di decadenza dell'autorizzazione per l'esercizio della vendita al dettaglio e contemporanea revoca della concessione di suolo pubblico. Il Comune ha motivato tale decisione con il rilievo di inadempienze amministrative, senza però fornire nel provvedimento le specifiche violazioni contestate o le ragioni che avessero condotto al venir meno dei presupposti per il mantenimento della concessione. La situazione si è ulteriormente complicata con la cancellazione della ditta individuale del ricorrente dal registro delle imprese, provvedimento anch'esso adottato senza comunicazione preventiva e privo di idonea motivazione.

Il quadro normativo

La materia delle concessioni di suolo pubblico e delle autorizzazioni commerciali è disciplinata dal decreto legislativo 114 del 1998 e dalle normative regionali e comunali in materia di commercio. In particolare, le concessioni di suolo pubblico possono essere revocate o il soggetto dichiarato decaduto solo in presenza di precise violazioni e nel rispetto del procedimento amministrativo previsto dalla legge 241 del 1990 sulla trasparenza amministrativa. La revoca di una concessione costituisce un provvedimento ablatorio che incide patrimonialmente sul titolare ed è pertanto soggetta alle garanzie procedurali di avviso di avvio del procedimento, diritto di difesa e motivazione adeguata e specifica.

La questione giuridica

Il nucleo della controversia verteva sulla legittimità del provvedimento di revoca della concessione e decadenza dell'autorizzazione, con particolare riguardo al rispetto delle procedure amministrative imposte dalla legge generale sul procedimento e dalle disposizioni di settore applicabili. Era rilevante, inoltre, comprendere se il Comune avesse correttamente individuato e provato le presunte inadempienze amministrative che costituissero il presupposto fattuale e giuridico della revoca, nonché se il provvedimento fosse stato adottato secondo criteri proporzionali rispetto alla gravità dell'inadempimento. La questione assumeva rilievo anche con riguardo alla cancellazione della ditta dal registro delle imprese, sulla quale occorreva verificare il nesso di causalità e la legittimità procedimentale.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha ritenuto che il provvedimento del Comune di Milano fosse affetto da vizi di legittimità di notevole rilievo. In primo luogo, il collegio ha evidenziato come la motivazione addotta dal Comune si limitasse a una generica menzione di inadempienze amministrative senza articolare specificamente quale diritto fosse stato violato, in quale circostanza, e con quale gravità tale violazione avesse determinato il venir meno dei presupposti della concessione. Tale carenza motivazionale risultava particolarmente rilevante trattandosi di un provvedimento che incideva significativamente sulla posizione economica e patrimoniale del ricorrente. In secondo luogo, il TAR ha considerato la mancanza di rispetto delle forme procedurali previste dalla legge sul procedimento amministrativo, compreso il diritto di partecipazione e di difesa dell'interessato. Inoltre, il giudice amministrativo ha ritenuto che la revoca apparisse sproporzionata e non adeguatamente giustificata rispetto alla concreta situazione di fatto, sottolineando come il Comune non avesse fornito elementi sufficienti per comprendere il fondamento fattuale e giuridico della propria decisione.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, accogliendo integralmente il ricorso, ha annullato il provvedimento del Comune di Milano avente ad oggetto la decadenza dell'autorizzazione e la revoca della concessione di suolo pubblico, nonché ha dichiarato illegittimo il provvedimento conseguente di cancellazione della ditta dal registro delle imprese. Tale annullamento comporta il ripristino dello status quo ante, cioè il ritorno della situazione alle condizioni precedenti l'adozione del provvedimento impugnato, e obbliga il Comune a rifondere i danni eventualmente cagionati dal provvedimento illegittimo. Le spese di giudizio sono compensate tra le parti, e la sentenza è ordinata di esecuzione immediata dall'autorità amministrativa.

Massima

La revoca di una concessione di suolo pubblico per presunte inadempienze amministrative è illegittima quando il provvedimento sia privo di motivazione specifica e articolata delle violazioni contestate e non rispetti le garanzie procedimentali previste dalla legge generale sul procedimento amministrativo. Testo integrale completo della sentenza: Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sezione Quarta, ha pronunciato la presente sentenza nella camera di consiglio del 30 novembre 2023 con l'intervento del Presidente Gabriele Nunziata, del Consigliere Estensore Silvia Cattaneo e della Referendaria Valentina Caccamo. Il ricorso numero 568 del 2023 è stato proposto da una persona fisica, rappresentata dall'avvocato Barbara Antonella Alessandro, avverso il provvedimento del Comune di Milano avente ad oggetto la decadenza dell'autorizzazione amministrativa per la vendita di quotidiani e periodici e la revoca della relativa concessione di suolo pubblico presso l'esercizio situato nel territorio comunale, notificato in data 12 febbraio 2023, per presunte inadempienze amministrative. Nel ricorso era altresì chiesta l'annullamento e l'accertamento di nullità del provvedimento di cancellazione della ditta individuale dal registro delle imprese. Il Comune di Milano, rappresentato dagli avvocati Antonello Mandarano, Donatella Silvia, Anna Tavano, Sara Francesca Simone, Gloria Centineo Cavarretta Mazzoleni e Chantal Rho, si è costituito in giudizio per contrastare le pretese ricorrenti. La Camera di Commercio di Milano Monza e Brianza e l'Anna Rita Vigliaroli non si sono costituite nel giudizio. Dopo le istruttorie e l'udienza pubblica del 30 novembre 2023, il Tribunale ha esaminato la documentazione e sentito i difensori delle parti. Ritenuto e considerato quanto sopra esposto in fatto e in diritto, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, definitivamente pronunciando sul ricorso, lo accoglie integralmente. Per l'effetto, annulla il provvedimento impugnato del Comune di Milano di decadenza dell'autorizzazione e revoca della concessione di suolo pubblico, nonché dichiara la nullità del conseguente provvedimento di cancellazione della ditta dal registro delle imprese. Le spese della causa sono compensate tra le parti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa. Così deciso in Milano nel giorno 30 novembre 2023.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Gabriele Nunziata,	Presidente
Silvia Cattaneo,	Consigliere, Estensore
Valentina Caccamo,	Referendario
per l'annullamento
- del provvedimento del Comune di Milano avente ad oggetto “decadenza dell'autorizzazione amministrativa per la vendita di quotidiani e periodici e revoca della relativa concessione di suolo pubblico presso l'esercizio sito in -OMISSIS-, per inadempienze amministrative” notificato in data 12.2.2023;
- di ogni atto presupposto, consequenziale o, in ogni caso, connesso a quelli espressamente impugnati ed espressamente, per l'annullamento e/o l'accertamento e/o la dichiarazione di nullità/inefficacia anche in via incidentale del provvedimento non conosciuto con cui è stata disposta la cancellazione della ditta individuale dal registro delle imprese.
sul ricorso numero di registro generale 568 del 2023, proposto da
-OMISSIS-, rappresentato e difeso dall'avvocato Barbara Antonella Alessandro, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Comune di Milano, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonello Mandarano, Donatella Silvia, Anna Tavano, Sara Francesca Simone, Gloria Centineo Cavarretta Mazzoleni e Chantal Rho, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso gli uffici dell’avvocatura comunale, in Milano, via della Guastalla 6;
Camera di Commercio di Milano Monza e Brianza, non costituita in giudizio;
Anna Rita Vigliaroli, non costituita in giudizio;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Milano;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 30 novembre 2023 la dott.ssa Silvia Cattaneo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 30 novembre 2023 con l'intervento dei magistrati:

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