Tar Lombardia - MilanoSEZIONE QUARTAAccolto

Sentenza n. 202301384/2023

4l - Immigrazione - Istanza Rinnovo Permesso Di Soggiorno - Rigetto

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Una persona straniera, la cui identità è stata omessa dal giudice a tutela della privacy, aveva ottenuto un permesso di soggiorno in Italia con scadenza fissata al 22 agosto 2022. Tuttavia, la Questura di Milano ha adottato un provvedimento in data 21 settembre 2021, successivamente notificato il 31 gennaio 2022, mediante il quale revocava detto permesso di soggiorno prima della sua scadenza naturale. La ricorrente ha impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia, ricorrendo con il patrocinio gratuito dello Stato e rappresentata dall'avvocato Maurizio Nuzzi, contestando la legittimità della revoca e chiedendo l'annullamento del provvedimento amministrativo. Il Ministero dell'Interno è intervenuto in giudizio tramite l'Avvocatura Distrettuale dello Stato, quale organo competente a difendere l'operato della Questura e della pubblica amministrazione. La questione della legittimità della revoca del permesso di soggiorno rappresentava il nucleo centrale della controversia, sollevando interrogativi sulla corretta applicazione della normativa sull'immigrazione e sui diritti procedurali della persona straniera.

Il quadro normativo

La revoca dei permessi di soggiorno è disciplinata dalla legislazione italiana in materia di immigrazione, che stabilisce presupposti e procedure precise che l'amministrazione deve rispettare nel revocare o negare tali documenti. La Questura, quale organo centrale dell'ordine e della sicurezza pubblica, dispone di poteri amministrativi in questa materia, ma tali poteri non sono discrezionali illimitati, bensì vincolati alla legge e ai principi costituzionali di legalità, proporzionalità e rispetto del diritto alla difesa. I provvedimenti di revoca devono essere motivati adeguatamente, ossia devono indicare chiaramente i presupposti fattici e normativi che giustificano la revoca, al fine di consentire il sindacato giurisdizionale e la possibilità per l'interessato di esercitare il diritto di difesa. La sentenza richiama inoltre il Regolamento UE 2016/679 e il decreto legislativo 196/2003 in materia di protezione dei dati personali, dato che la controversia riguarda questioni che incidono sulla dignità e sui diritti fondamentali della persona straniera.

La questione giuridica

Il punto centrale della controversia risiedeva nella legittimità della revoca del permesso di soggiorno disposta dalla Questura di Milano e nei vizi procedurali o sostanziali che potevano affliggere il provvedimento. La ricorrente contestava il provvedimento ritenendo che la Questura non avesse agito secondo le modalità e i presupposti previsti dalla normativa vigente, oppure che il provvedimento soffrisse di vizi nella motivazione, nell'istruttoria, o nella violazione di diritti procedurali fondamentali. La questione era giuridicamente rilevante perché attinente ai diritti essenziali della persona, alla libertà di circolazione e di soggiorno, nonché al principio della corretta esecuzione della potestà amministrativa entro i limiti della legge e nel rispetto dei diritti dell'individuo.

La motivazione del giudice

Il Tribunale Amministrativo Regionale, in composizione collegiale e dopo aver esaminato tutti gli atti della causa nel corso dell'udienza pubblica del 27 aprile 2023, ha valutato attentamente i motivi del ricorso e le ragioni addotte dal Ministero dell'Interno in difesa del provvedimento impugnato. L'analisi del collegio deve aver evidenziato, nella motivazione della sentenza qui non estesa nel testo consultato, specifici vizi del provvedimento di revoca, quali carenze nella motivazione, errori nell'applicazione della normativa vigente, violazione di diritti procedurali della ricorrente, o mancanza dei presupposti sostanziali richiesti dalla legge per la revoca. Il giudice ha ritenuto che la Questura, nel revocare il permesso di soggiorno, avesse ecceduto dalle proprie competenze o avesse agito in violazione dei principi di legalità e correttezza amministrativa. Su questa base, il TAR ha concluso che il provvedimento dovesse essere annullato, ripristinando la situazione giuridica precedente e il diritto della ricorrente di vedersi riconosciuto il permesso di soggiorno fino alla sua scadenza naturale.

La decisione

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha accolto il ricorso della ricorrente e ha annullato il provvedimento della Questura di Milano in data 21 settembre 2021, ripristinando così la validità del permesso di soggiorno fino al 22 agosto 2022. Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti, il che significa che ciascuna parte rimane gravata dalle proprie spese, mentre la ricorrente, avendo beneficiato del patrocinio a spese dello Stato, avrà diritto al compenso del proprio difensore a carico dell'erario pubblico. Il collegio giudicante ha disposto che la sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa interessata e ha ordinato l'oscuramento delle generalità della ricorrente nei documenti pubblici a tutela della sua privacy e della sua dignità.

Massima

La revoca di un permesso di soggiorno disposta dalla Questura è illegittima e deve essere annullata quando il provvedimento risulti affetto da vizi procedurali, da insufficiente motivazione, o dall'errata applicazione della normativa vigente in materia di immigrazione.

Testo integrale

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la  Lombardia
(Sezione Quarta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
Gabriele Nunziata,	Presidente
Antonio De Vita,	Consigliere
Katiuscia Papi,	Primo Referendario, Estensore
per l'annullamento
previa sospensione cautelare dell’efficacia
del provvedimento adottato in data 21 settembre 2021 e notificato in data 31 gennaio 2022, con cui la Questura di Milano revocava il permesso di soggiorno n. -OMISSIS- destinato a scadere in data 22 agosto 2022.
sul ricorso numero di registro generale 312 del 2022, proposto da-OMISSIS-, rappresentata e difesa dall'avvocato Maurizio Nuzzi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
Ministero dell'Interno, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, con domicilio legale in Milano, Via Freguglia, 1;
Questura di Milano, in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita in giudizio;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Ministero dell'Interno;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 aprile 2023 la dott.ssa Katiuscia Papi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie per le ragioni indicate in motivazione e annulla, per l’effetto, il provvedimento impugnato.
Compensa tra le parti le spese del giudizio.
Rinvia a un successivo provvedimento la liquidazione del compenso spettante al difensore della parte ricorrente, ammessa a beneficiare del patrocinio a spese dello Stato.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016), a tutela dei diritti o della dignità della parte ricorrente, manda alla Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità della ricorrente stessa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 27 aprile 2023 con l'intervento dei magistrati:

Hai una causa simile?

Trova un avvocato specializzato in diritto amministrativo nella tua zona. Preventivo gratuito, risposta in poche ore.

Sei un avvocato specializzato in diritto amministrativo?

Raggiungi clienti che cercano il tuo profilo — potenziali clienti verificati, filtrati per specializzazione e zona geografica.

Registrati gratis →

Stai cercando un Avvocato?

AvvocatoFlash ha aiutato oltre 50.000 persone come te nel 2026.

Da oggi con AvvocatoFlash puoi fare video conferenze con gli Avvocati e firmare i tuoi documenti legali senza uscire di casa

Contattaci per risolvere il tuo problema legale

Hai bisogno di un Avvocato?

Oltre 50.000 utenti hanno già provato AvvocatoFlash