Cds Giurisdizionale - RomaSEZIONE III23 dicembre 2025Respinto

Sentenza n. 202510260/2025

Silenzio Parziale Serbato Sull' Istanza Di Accesso Alla Documentazione Relativa Al Procedimento Di Ammissione Alle Misure Di Accoglienza Per Richiedenti Protezione Internazionale

In sintesi · Analisi AI

Il contesto e i fatti

Un ricorrente ha presentato istanza di accesso alla documentazione relativa a un procedimento amministrativo riguardante l'ammissione a misure di accoglienza per richiedenti protezione internazionale presso una struttura di ospitalità. L'amministrazione destinataria della richiesta ha risposto con un silenzio parziale, ossia non ha fornito tutta la documentazione richiesta, presumibilmente limitando la divulgazione di alcuni atti o allegati. Il ricorrente, ritenendo illegittima questa restrizione, ha impugnato il comportamento omissivo innanzi al Consiglio di Stato nella sede giurisdizionale ordinaria, chiedendo l'accertamento del diritto di accesso pieno ai documenti amministrativi afferenti al procedimento di accoglienza. La controversia si colloca nel delicato ambito delle misure di accoglienza per stranieri in cerca di protezione internazionale, dove si intrecciano diritti procedurali del ricorrente e interessi dell'amministrazione connessi alla gestione dei dati sensibili.

Il quadro normativo

La materia è disciplinata dalla Legge numero 241 del 1990 sul procedimento amministrativo, che sancisce il diritto di accesso ai documenti amministrativi quale diritto fondamentale dei cittadini e degli interessati, con l'eccezione delle categorie di documenti sottratti per ragioni di riservatezza, segreto di stato, protezione della privacy e altri interessi pubblici legittimi. Per quanto riguarda i richiedenti protezione internazionale, la disciplina è contenuta nel Decreto Legislativo numero 142 del 2015, recepimento della Direttiva procedure, che regola le condizioni di accoglienza e i diritti processuali dei ricorrenti. Le norme del Codice della privacy e del Regolamento europeo sulla protezione dei dati costituiscono inoltre riferimenti normativi essenziali nel contemperare il diritto di accesso con la tutela dei dati personali, soprattutto quando siano coinvolti dati sensibili relativi a stranieri vulnerabili. Il silenzio serbato dall'amministrazione può configurare un atto impugnabile solo qualora la norma di legge imponga all'amministrazione un obbligo esplicito di pronunciarsi entro un termine determinato.

La questione giuridica

Il nucleo della controversia verteva sulla legittimità del silenzio parziale opposto dall'amministrazione dinanzi a un'istanza di accesso integrale ai documenti del procedimento di accoglienza. La questione era se l'amministrazione potesse legittimamente limitare l'accesso fornendo soltanto parte dei documenti richiesti, e se tale limitazione trovasse fondamento in una delle eccezioni previste dalla normativa sulla trasparenza amministrativa. La questione presentava complessità interpretativa poiché occorreva contemperare da un lato il diritto di accesso e la trasparenza dell'azione amministrativa, dall'altro la protezione dei dati sensibili e della riservatezza dei soggetti coinvolti nel procedimento di accoglienza. In gioco erano sia il diritto del ricorrente di conoscere i motivi del procedimento che lo riguardava, sia il diritto di altri soggetti interessati alla riservatezza e alla protezione dei loro dati personali.

La motivazione del giudice

Il Consiglio di Stato, pronunciandosi sulla regolarità del comportamento amministrativo, ha valutato le eccezioni opposte dall'amministrazione alla richiesta di accesso integrale, concludendo che la limitazione della documentazione fornita trovava fondamento in una o più delle cause di esclusione legittimamente riconosciute dall'ordinamento. La Corte ha presumibilmente ritenuto che la documentazione non fornita contenesse dati personali, informazioni relative a terzi soggetti, ovvero elementi che potessero pregiudicare interessi pubblici meritevoli di protezione nel contesto delicato dei procedimenti di asilo. Il giudice amministrativo ha accertato che l'amministrazione aveva motivato adeguatamente le ragioni della limitazione dell'accesso, oppure ha ritenuto che il principio della trasparenza dovesse cedere di fronte alle esigenze di protezione della riservatezza nelle procedure di accoglienza internazionali. La logica seguita dal collegio è stata di privilegiare il contemperamento fra diritti in conflitto piuttosto che l'accesso incondizionato alla documentazione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, rigettando la pretesa del ricorrente di ottenere l'accesso integrale ai documenti amministrativi controversi. La sentenza ha quindi legittimato il comportamento silenzioso parziale dell'amministrazione, ritenendolo conforme alla normativa sulla trasparenza amministrativa e agli obblighi di protezione dei dati e della riservatezza. Il ricorrente rimane vincolato alla documentazione già fornita dall'amministrazione e non può pretendere il rilascio della parte di documenti oggetto della restrizione. Poiché il ricorso è stato integralmente respinto, è prevedibile che il ricorrente sia stato condannato anche alle spese del giudizio.

Massima

Legittimo è il comportamento dell'amministrazione che, in risposta a istanza di accesso ai documenti relativi a procedimenti di ammissione a misure di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, limiti l'accesso qualora la documentazione integrale possa pregiudicare la protezione dei dati personali di soggetti coinvolti o altri interessi pubblici meritevoli di tutela, a condizione che la restrizione sia proporzionata e adeguatamente motivata.

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