Dichiarazione di successione, imposte ereditarie e adempimenti.

Costi della successione e adempimenti

Al di là degli aspetti giuridici molto importanti che riguardano la materia delle successioni ereditarie, un rilievo non trascurabile hanno i doveri fiscali e i conseguenti adempimenti verso lo Stato che derivano non solo da obblighi fiscali ma anche e soprattutto dalla certezza della trasmissibilità dei beni e della loro “tracciabilità”. 

La rilevanza pubblica di tali adempimenti non è trascurabile non a caso nelle varie fasi, importante è il coinvolgimento anche della figura del Notaio, che nel nostro ordinamento riveste un ruolo importantissimo.
Uno dei primi adempimenti infatti, al di là delle vicende che possono seguire all’apertura della successione tra i familiari, è la cd. Dichiarazione di successione, che deve essere presentata dagli eredi, dai chiamati all’eredità, dai legatari in un termine preciso ovvero entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide, è bene ricordarlo con la data del decesso del contribuente ovvero del de cuius.
 
La dichiarazione può essere presentata direttamente dal contribuente tramite i servizi telematici, per mezzo di un intermediario abilitato o presso l'ufficio competente dell'Agenzia delle Entrate che fornisce tutti i chiarimenti in merito.
 

3. I soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione

Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione:

  • gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari (purché non vi abbiano espressamente rinunciato o - non essendo nel possesso dei beni ereditari - chiedono la nomina di un curatore dell’eredità, prima del termine previsto per la presentazione della dichiarazione di successione) o i loro rappresentanti legali;
  • i rappresentanti legali degli eredi o dei legatari;
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta;
  • gli amministratori dell’eredità
  • i curatori delle eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari

Se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione è sufficiente presentarne una sola.

4. Contribuenti esonerati

Non c'è obbligo di dichiarazione se l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e l'attivo ereditario ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari. Queste condizioni possono venire a mancare per effetto di sopravvenienze ereditarie.

Quando nell’attivo ereditario è presente un immobile, prima di presentare la dichiarazione di successione occorre auto-liquidare le imposte ipotecaria, catastale, di bollo, la tassa ipotecaria e i tributi speciali (per esempio, per le formalità ipotecarie). 

Il pagamento delle somme dovute e calcolate in autoliquidazione avviene con addebito su un conto aperto presso un intermediario della riscossione - convenzionato con l'Agenzia delle Entrate - e intestato al dichiarante oppure al soggetto incaricato della trasmissione telematica, identificati dal relativo codice fiscale. 

Per questo, quando si compila la dichiarazione vanno indicati il codice Iban del conto sul quale addebitare le somme dovute e il codice fiscale dell’intestatario del conto corrente.

Se la nuova dichiarazione di successione viene presentata tramite l’ufficio territoriale competente dell’Agenzia delle Entrate, il pagamento può avvenire anche con il modello F24 o con addebito in conto corrente. In quest’ultimo caso occorre compilare preventivamente un modello apposito dell’Agenzia delle Entrate da consegnare all’ufficio.

5. Il versamento dell'imposta di successione

L’imposta di successione liquidata dall’ufficio territoriale competente sulla base della dichiarazione presentata può essere pagata anche a rate, con queste modalità:

  • almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
  • la parte restante, è versata in otto rate trimestrali (dodici, per importi superiori a ventimila euro), sulle quali sono dovuti gli interessi calcolati dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l'ultimo giorno di ciascun trimestre. 
La rateazione non è ammessa per importi inferiori a 1.000 euro. 

La decadenza è esclusa in caso di “lieve inadempimento”, cioè:

  • tardivo versamento della somma pari al 20%, non superiore a 7 giorni.
  • insufficiente versamento della rata, per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, a 10.000 euro
Il lieve inadempimento è applicabile anche al versamento in unica soluzione.

Appare evidente come la determinazione dell’asse ereditario ovvero la consistenza della massa dei beni caduta in successione, vada esattamente determinata in ragione anche di eventuali donazioni effettuate in vita e delle cd. collazioni che possono aumentarne il valore. In questo senso, nella quantificazione dei beni ricadenti nella successione e la determinazione delle relative quote, fondamentale è l’apporto delle conoscenze di un
notaio, tecnici qualificati e soprattutto di un avvocato competente in materia, anche al fine di evitare un contenzioso inutile e dispendioso. 
 
Soprattutto e anche in caso di cause di una certa importanza l’avvocato riveste un ruolo fondamentale nella risoluzione delle controversie ereditarie, ove ad esempio vi sia la lesione di una quota legittima, di un’eredità indivisa o di un testamento contra legem.
 

6. Novità legislative

La tassa di successione è stata motivo di discussione nel corso del 2021, in quanto Enrico Letta, segretario del Partito Democratico, ha proposto un incremento della tassa di successione sugli immobili e sugli altri beni mobili per creare un fondo da destinare ai neo 18enni, scelti in base all’ISEE, per le spese riguardanti lo studio, la formazione, il lavoro, la casa, ecc.

Questo fondo verrebbe creato portando al 20% l’aliquota dell’imposta di successione per le eredità da genitori a figli superiori ai 5.000.000 di euro. Attualmente la tassa di successione per coniuge, figli e parenti stretti è del 4% con una franchigia di 1.000.000 di euro.

In base alla proposta di Letta, la corrente franchigia resterebbe comunque in vigore e coloro che erediteranno un patrimonio non superiore a 1.000.000 di euro continueranno non pagare nulla; invece, coloro che erediteranno tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro pagheranno sempre il 4% e, infine, coloro che erediteranno più di 5.000.000 di euro pagheranno un’imposta di successione del 20%.

 
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