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Chi paga le tasse di successione?

A seguito della scomparsa di una persona cara, sorgono a carico dei suoi prossimi congiunti alcuni obblighi di natura fiscale, tra cui il pagamento dell’imposta di successione. Vediamo la misura dovuta da ognuno di essi e le conseguenze in caso di mancato pagamento.

< Diritto di Famiglia e Successioni   # Tasse&Imposte   # Successione  

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1. L’imposta di successione

L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema del diritto successorio e, più precisamente, quali sono i soggetti tenuti a seguito della morte del defunto al pagamento dell’imposta di successione, dopo aver assolto l’obbligo di rendere la dichiarazione di successione.

Propedeutica al pagamento dell’imposta di successione è infatti la dichiarazione di successione, attraverso la quale i soggetti che subentrano nella titolarità dei rapporti giuridici, attivi e passivi, che facevano capo al defunto.

In questo modo, si rende noto al fisco le generalità del defunto e quelle di coloro che succedono nel suo patrimonio e, inoltre, l’ammontare complessivo del compendio ereditario. Questo, permettere all’Agenzia dell’Entrate di calcolare la misura dell’imposta di successione, dovuta dai soggetti obbligati. Di conseguenza, permette anche di comunicare ad ogni erede l’importo da questi dovuto all’erario, attraverso l’avviso di liquidazione, da soddisfare entro i successivi 60 giorni tramite il modello F24.

Qualora l’imposta di successione sia superiore a 1.000 €, è possibile richiedere il pagamento frazionato fino ad un massimo di dodici rate trimestrali per importi eccedenti i ventimila euro, versando entro sessanta giorni dall’avviso di liquidazione, almeno il 20% dell’imposta dovuta.

In caso d’inadempimento al pagamento del 20% o di una rata, si verifica la decadenza della rateazione e, di conseguenza, il pagamento dell’imposta maggiorato di interessi e sanzioni.

1.1 Pagamento delle tasse di successione

I soggetti obbligati al pagamento dell’imposta di successione, sono coloro che succedono nel patrimonio del defunto a titolo di erede o di legatario, nonché coloro che siano immessi temporaneamente nella gestione del patrimonio dell’assente e coloro che succedono nel patrimonio di una persona di cui sia stata dichiarata la morte presunta.

A fini d’imposta, fino a quando l’eredità non sia stata accettata, da tutti i chiamati a succedere nel patrimonio del defunto, sono ritenuti eredi tutti i soggetti che non abbiano formalizzato la loro rinuncia a succedere.

A tal fine, è previsto l’esonero dal pagamento delle tasse di successione per color che abbiano rinunziato all'eredità o che abbiano richiesto la nomina di un curatore non avendo beni ereditari in loro possesso, a condizione che la rinuncia o la richiesta di nomina sia avvenuta antecedente alla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione di successione.

La richiesta, deve essere fatta entro un anno dalla morte del defunto, dandone comunicazione per iscritto tramite raccomandata all’ufficio di registro competente per territorio. È necessario, inoltre, allegare alla stessa la copia della rinuncia o della richiesta di nomina, che devono essere autenticate dal cancelliere del tribunale, ove si è aperta la successione.

1.2 In che misura gli eredi pagano: responsabilità solidale e franchigie

Per quanto riguarda l’importo dovuto da ogni erede, anche se ognuno di essi è tenuto al pagamento della propria quota rapportata alla quota dell’eredità in cui subentra, questo è responsabile solidamente nei confronti del fisco al pagamento delle tasse di successione. In mancanza del pagamento spontaneo da parte di ognuno di essi della propria quota, l’erario, può chiedere ad uno solo di essi il pagamento totale di quanto dovuto, il quale avrà poi il diritto di regresso nei confronti degli altri, potendo pretendere dagli stessi il rimborso di quanto pagato.

Alla regola generale, fanno eccezione:

  • l’erede che abbia accettato l'eredità col beneficio d’inventario, il quale è obbligato in solido con gli altri soggetti soltanto entro il limite della quota di eredità che gli spetterebbe;
  • i chiamati a succedere che non abbiano ancora accettato l’eredità, obbligati in solido al pagamento delle tasse di successione entro il limite di valori dei beni ereditari che siano in loro possesso;
  • coloro che succedono a titolo di legato, i quali sono tenuti al pagamento dell'imposta relativa ai rispettivi legati.

L’ordinamento, prevede alcune franchigie, ossia soglie diversificate rispetto al grado di parentela che lega i successori al defunto al di sotto delle quali l’imposta non è dovuta e le aliquote a cui sono assoggettati gli eredi:

  • franchigia fino a 1.000.000 € di valore dell’eredità e aliquota al 4% per l’importo superiore, per il coniuge, figli ed ascendenti;
  • franchigia di € 100.000 € e aliquota al 6% per fratelli e sorelle del defunto;
  • nessuna franchigia per gli altri parenti fino al 4° grado ed affini fino al 3° grado, con aliquota al 6%;
  • nessuna franchigia per tutti gli altri soggetti, con aliquota al 8%.

Qualora, il successore, abbia una disabilità, la franchigia è aumentata a 1.500.000 €.

1.3 Cosa accade se si paga in ritardo e cosa accade se non si paga

Qualora i soggetti tenuti al pagamento delle tasse di successione non vi provvedono o vi provvedono parzialmente entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, è prevista una maggiorazione d’imposta pari al 30%. Tuttavia, tale maggiore importo si riduce della metà qualora avvenga il pagamento spontaneo, entro trenta giorni dalla scadenza del termine.

In tal caso, il versamento va effettuato comprendendo oltre a quanto dovuto a titolo di imposta di successione, contando anche gli interessi legali, calcolati dal giorno in cui il pagamento è esigibile fino a quello del versamento ed infine la sanzione ridotta.

Nel caso in cui, invece, le tasse di successione non vengano pagate, l’Agenzia delle Entrate provvede d’ufficio all’accertamento fiscale e notifica la cartella esattoriale. comprensiva dell’importo dovuto a titolo d’imposta. Questa, verrà maggiorata dalle sanzioni per il mancato versamento nonché dagli interessi, calcolati nella misura del 4,5% per ogni semestre di ritardo.

Fonti normative

Decreto Legislativo 31 ottobre 1990, n. 346: Testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta sulle successioni e donazioni

Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471: Riforma delle sanzioni tributarie non penali in materia di imposte dirette, di imposta sul valore aggiunto e di riscossione dei tributi

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