Per le attività svolte occasionalmente non è necessaria l’apertura della partita Iva ed è possibile stipulare un contratto di lavoro autonomo occasionale. In questo caso si può quindi emettere una fattura senza partita Iva? Vediamolo nel dettaglio andando ad analizzare questa tipologia contrattuale.

fattura senza partita iva

1. Come si registra una prestazione occasionale

Per accedere alle prestazioni occasionali subordinate (vedi, ad esempio, i servizi della colf o di una baby sitter), coloro che le utilizzano devono effettuare la registrazione nella apposita sezione “prestazioni occasionali” presente sul sito dell’INPS (www.inps.it).

2. Come fare fattura elettronica a privati senza partita Iva?

L'obbligo di emissione della fattura in formato elettronico vige anche nei confronti dei consumatori finali; quindi, un titolare di Partita Iva deve emettere la fattura elettronica nei confronti di un privato cittadino. Questo obbligo non sussiste solo nel caso in cui il titolare di partita iva sia escluso dall'obbligo di emissione in modalità elettronica (ad esempio appartenente al regime dei forfettari).

In caso di un consumatore finale, il soggetto che emette la fattura deve indicare come “Codice destinatario” un codice, convenzionale, corrispondente a 7 volte zero “0000000”. Inoltre, va riempito il campo contenente il “Codice Fiscale” del consumatore, non essendo quest’ultimo titolare di una partita iva da inserire nell’apposito riquadro. Se tali dati non vengono inseriti o non sono compilati in maniera corretta, la fattura viene automaticamente scartata dal sistema SDI, poiché risulta essere incompleta.

Lo SDI recapita al cliente privato la fattura, mettendola a disposizione nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate, più nello specifico nella sezione “fatture e corrispettivi”. Importante sottolineare che la fattura originale, in formato XML, deve essere consegnata al cliente come sopraesposto, mentre una copia analogica della fattura, leggibile (es. in formato PDF), deve essere consegnata al cliente in modalità cartacea o informatica (es. per email), a meno che lo stesso non rifiuti di riceverla.

L’unico modo per inquadrare legalmente chi esegue attività professionali saltuarie e sporadiche, di ridotta entità, è quello della prestazione di lavoro autonomo occasionale.

3. Il lavoratore autonomo occasionale può emettere una fattura senza partita Iva?

L’attività del lavoratore autonomo occasionale è inquadrabile tra quelle autonome (Art. 2222 c.c.), esercitate senza alcun vincolo di subordinazione né di coordinamento. Non è necessaria però l’apertura della partita Iva in quanto il lavoratore autonomo occasionale svolge, a favore di un committente, una prestazione in modo saltuario e senza il requisito dell’organizzazione e della professionalità.

In linea generale, le prestazioni occasionali presentano le caratteristiche qui elencate:

  • Il prestatore rilascia una ricevuta (al posto di emettere fattura);
  • superati i 5.000 euro annui (da intendersi come la somma di tutti i compensi, e non per singolo committente) vi è l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e di versare i contributi sulla parte eccedente, ripartendo l’importo tra lavoratore (1 terzo) e committente (2 terzi);
  • se i compensi sono corrisposti da un’azienda con sede in Italia, occorre applicare la ritenuta d’acconto (pari al 20%), per cui il limite di 5.000 euro per l’iscrizione alla Gestione Separata INPS è da considerarsi come 4.000 euro di incasso e 1.000 euro di ritenute;
  • non è possibile effettuare prestazioni occasionali della durata maggiore di 30 giorni l’anno (per ciascun committente).

Ad ogni modo, nel momento in cui il prestatore è chiamato ad iscriversi alla GS INPS non ha più vantaggio ad utilizzare ie prestazioni occasionali. Piuttosto, aprire la Partita IVA è la soluzione migliore, in quanto permette di lavorare senza limiti temporali o economici, scegliere un regime fiscale agevolato per pagare meno tasse e pubblicizzare prodotti e servizi nella maniera che si preferisce.

4. I limiti delle prestazioni occasionali

Le attività di lavoro autonomo occasionale consentono al contribuente di eseguire, oltre alla propria attività lavorativa abituale (lavoro dipendente, autonomo o d’impresa), un’attività professionale saltuaria, nel rispetto di alcuni limiti.
In sostanza, quel che rimane adesso, è quanto stabilito all’art. 2222 del Codice Civile, riguardante il contratto d’opera: “Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina particolare nel libro IV”.

Affinché si possa parlare di lavoro autonomo occasionale, occorre quindi che vengano rispettati dei limiti qualitativi:

  • assenza di abitualità. L’attività non deve essere prolungata nel tempo, bensì sporadica. La durata massima consentita è di 30 giorni per anno solare per ciascun committente.
  • mancanza di organizzazione e coordinamento.

5. Fattura senza Partita IVA? Chiamatela ricevuta per prestazione occasionale

Chi compie la prestazione occasionale deve rilasciare al committente, all’atto dell’incasso del compenso, una ricevuta. Non può essere emessa la fattura in quanto il lavoratore occasionale non è soggetto IVA.

Nella ricevuta per prestazione occasionale non è previsto quindi l’addebito dell’Iva ma soltanto quello della ritenuta d’acconto del 20%. Se il committente è un privato, oppure ha una partita Iva a regime agevolato, la ritenuta non è effettuata.

La ricevuta deve contenere:

  • i dati anagrafici del lavoratore occasionale (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale);
  • le generalità del committente;
  • il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • l’importo lordo del compenso concordato;
  • la ritenuta d’acconto del 20% (del compenso lordo);
  • l’importo netto percepito, dato dal compenso lordo meno ritenuta;
  • la data, il luogo e la firma del lavoratore e del ricevente.

Quando l’importo del compenso per prestazione occasionale supera i 77,47 euro, sulla ricevuta originale dovrà essere apposta una marca da bollo da 2 euro.

La ricevuta ha una duplice funzione:

  • certifica al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta;
  • permette di rendicontare i compensi percepiti per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.

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6. Novità legislative

L’articolo 13 del Decreto Legge 21 ottobre 2021, n. 146, convertito con modificazioni in Legge 17 dicembre 2021, n. 215, al fine di contrastare l’utilizzo di questa forma contrattuale per mascherare una posizione lavorativa di tipo subordinato, ha disposto a carico dei committenti l’obbligo di effettuare una comunicazione preventiva all’Ispettorato Territoriale del Lavoro con l’inizio attività dei lavoratori autonomi occasionali. La comunicazione di avvio della prestazione può essere fatta:

  • on line, attraverso il sito internet servizi.lavoro.gov.it;
  • tramite posta elettronica certificata, trasmettendo un apposito modello;
  • via sms;
  • tramite app;
  • via fax (solo in caso di malfunzionamento dei sistemi informatici).

L’obbligo riguarda i rapporti avviati dopo l’entrata in vigore della disposizione o anche avviati prima e ancora in corso alla data del 21 dicembre 2021. La comunicazione doveva avvenire entro il 18 gennaio 2022 per:

  • le collaborazioni iniziate prima o dopo il 21.12.21 e attive alla data dell’11.01.2022;
  • le collaborazioni iniziate dopo il 21.12.21 e cessate prima dell'11 .01.2022.

Nessun obbligo di comunicazione per le collaborazioni iniziate e cessate entro il 21 dicembre 2021. La comunicazione preventiva è quindi obbligatoria prima dell’inizio della prestazione del lavoratore autonomo occasionale per le collaborazioni iniziate dopo l’11.01.2022.

L’omessa o la ritardata comunicazione viene punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore autonomo occasionale.

Fonti normative

Articolo 2222 Codice Civile

D.Lgs. n. 276/2003

D.Lgs. 81/2015

D.L. n. 50/2017

D.L. n. 146/2021 conv. da L. n. 215/2021

Nota n. 29-2022 dell’Ispettorato del lavoro

Avvocato Doriana Sorrentino
Doriana Sorrentino

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma. Master II Livello in Diritto e Processo Tributario. Avvocato e responsabile area Compliance. Partecipazione a numerosi corsi di alta formazione in ambito giuridico. ...