Ricongiungimento familiare: quali sono i termini e le condizioni?

Avere la famiglia accanto è il desiderio di qualunque persona, e questo vale ancora di più per gli extracomunitari che, oltre a trovarsi in un territorio straniero, si ritrovano spesso anche con una famiglia molto distante. Ma vediamo come è possibile sopperire al disagio di un extracomunitario con l’istituto del ricongiungimento familiare.

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1. Ricongiungimento familiare

Il ricongiungimento familiare consente ai cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti nel territorio italiano, di richiedere l’ingresso dei loro familiari nello stesso territorio al fine di ricostituire l’unità della famiglia.

Per ottenere l’ingresso dei familiari è necessario richiedere un visto per il ricongiungimento familiare. Il visto può essere richiesto dal componente della famiglia che sia titolare per un periodo non inferiore a un anno di uno dei seguenti documenti:

  • Titolare di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo
  • Titolare di permesso per asilo politico
  • Titolare di permesso per protezione sussidiaria
  • Titolare di permesso per motivi di studio, religiosi o familiari
  • Titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo
  • Titolare di permesso per attesa cittadinanza

Anche il possesso della ricevuta di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno dà il diritto alla richiesta per il rilascio del nulla osta per il ricongiungimento familiare.

2. Familiari titolari del ricongiungimento familiare

Il titolare del permesso di soggiorno nel territorio italiano può chiedere il ricongiungimento familiare a favore di:

  • coniuge non legalmente separato e maggiorenne;
  • partner unito civilmente;
  • figli minori anche se nati fuori dal matrimonio;
  • figli maggiorenni a carico, qualora non possano provvedere al proprio sostentamento in ragione del loro stato di salute che comporti un’invalidità totale (100%);
  • genitori a carico e invalidi totalmente o genitori ultrasessantacinquenni, qualora non abbiano altri figli o questi siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi problemi di salute. Per loro è necessario anche stipulare un’assicurazione sanitaria.
  • ascendenti diretti di primo grado di un minore titolare dello status di rifugiato.

Non è possibile chiedere il ricongiungimento a favore di fratelli o sorelle, nonni e nipoti, a meno che uno di questi familiari conviva già con il possessore del permesso di soggiorno: sarà però necessario richiedere il visto per motivi di famiglia.

3. Condizioni per ottenere il ricongiungimento familiare

Affinché un cittadino italiano o un extracomunitario regolarmente soggiornante possa ottenere il ricongiungimento familiare è necessario che dimostri il possesso di:

  • Un reddito minimo: si tratta di un importo pari a quello dell’assegno sociale aumentato del 50% per ogni familiare. Gli importi vengono aggiornati annualmente e tengono conto anche della presenza di figli minori.

Per il calcolo del reddito si tiene conto del reddito complessivo, e quindi anche di quello prodotto dai familiari conviventi.

  • Un alloggio adeguato, che possieda cioè i requisiti di idoneità abitativa e rispetti i criteri igienico-sanitari. Affinché queste condizioni siano verificate è necessario che l’alloggio sia di un certo numero di mq per ogni camera in base al numero di abitanti, che rispetti l’altezza minima e le norme sull’aerazione e sull’impianto di riscaldamento.
  • Il legame familiare attraverso il certificato attestante lo stato di famiglia o il matrimonio.

4. Procedura per ottenere il ricongiungimento familiare

Colui che vuole ottenere il visto d’ingresso per un proprio familiare deve compilare la relativa richiesta online sul sito del Ministero dell’Interno. La richiesta deve quindi contenere:

  • Fotocopia del permesso di soggiorno di durata almeno pari a 1 anno.
  • Marca da bollo di 16 euro
  • Fotocopia del passaporto del richiedente
  • Fotocopia del passaporto del familiare da ricongiungere
  • Certificato di famiglia del richiedente (va chiesto presso il Comune di residenza)
  • Certificato di matrimonio tradotto e legalizzato dal consolato italiano, se il familiare è sposato;
  • Certificato di vedovanza, se il familiare è vedovo;
  • Documentazione attestante l’eventuale invalidità del familiare;
  • Documentazione che attesti la parentela (va chiesta al consolato italiano);
  • Documentazione riguardante le caratteristiche dell’alloggio (viene rilasciata dal Comune);
  • Documentazione attestante il reddito (CUD, 730, Modello Unico);
  • Il modello con il quale il titolare dell’appartamento si rende disponibile ad ospitare il familiare del richiedente, se il richiedente è ospite presso di lui;
  • Un modello particolare se il richiedente è ospite e il familiare da ricongiungere è un minore di 14 anni;
  • Il modello con il quale il datore di lavoro attesta l’assunzione del lavoratore, se il richiedente è un lavoratore subordinato.

Sarà poi compito dello Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura del luogo di dimora accertare la sussistenza dei requisiti oggettivi per il rilascio del nulla osta (titolo di soggiorno, reddito, alloggio).

Successivamente si provvederà ad inviare una comunicazione scritta all’interessato affinché si presenti all’ufficio per fornire la documentazione in originale. Se lo Sportello ritiene che sussistano in concreto tutti i presupposti, procede al rilascio del nulla osta entro 90 giorni dalla presentazione della domanda. Nel caso in cui invece l’ufficio emani un provvedimento di diniego è possibile fare ricorso presso il Tribunale Ordinario del luogo di residenza.

A questo punto l’Ambasciata Italiana del paese di origine del familiare da ricongiungere dovrà verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi (legami di parentela) e, in assenza di cause ostative dovrà rilasciare il visto entro i successivi 30 giorni.

In questo modo potrà avvenire l’ingresso in Italia del familiare da ricongiungere e sarà necessario presentare i documenti richiesti presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione entro un certo periodo dall’entrata in Italia.

Fonti normative

Artt. 28-29 D. lgs. n. 286/1998 (Testo Unico sull’Immigrazione)

Art. 6 D.P.R. n. 394/1999

Circolare n. 2805 del 31.07.2017

Legge 46 del 13.04.2017

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