Guida allo ius sanguinis

Scopri tutto sulla guida allo ius sanguinis: un approfondimento completo sul diritto di cittadinanza basato sulla discendenza. Esplora le regole, i requisiti e le procedure per ottenere la cittadinanza attraverso il sangue, offrendo un'analisi dettagliata delle normative e dei casi più comuni. Leggi l'articolo per comprendere come funziona il principio dello ius sanguinis e come potresti qualificarti per ottenere la cittadinanza attraverso i tuoi antenati. La disciplina in materia di cittadinanza fa oggi capo principalmente alla legge 91/1992.

Questa legge, all’art. 1, ci indica il principio base per l’acquisizione della cittadinanza italiana, ossia l’acquisto di diritto alla nascita per coloro i cui genitori (anche solo il padre o la madre) siano cittadini italiani (articolo 1, comma 1, lettera a): si tratta della così detta modalità di acquisizione della cittadinanza jure sanguinis. Vediamo di seguito di che si tratta.

Requisiti dello ius sanguinis

Con l’espressione ius sanguinis, quindi, si intende l’acquisto della cittadinanza fondata sull’elemento della discendenza/filiazione, cioè esser nati da genitori (entrambi o anche uno solo di essi) di cittadinanza italiana, e sotto questo aspetto si distingue dallo ius soli, un modo di acquisto, quest’ultimo, oggetto di acceso dibattito in Italia, in quanto imperniato sul riconoscimento della cittadinanza per il solo fatto di essere nati in territorio italiano, a prescindere, cioè, dalla cittadinanza dei genitori. Pertanto, per ottenere la cittadinanza italiana ius sanguinis occorrono sostanzialmente tre requisiti:

  1. La discendenza da genitore italiano (anche uno solo dei due); quando lo straniero, nato in uno stato estero, ma che abbia discendenza da un avo cittadino italiano, può chiedere che gli venga riconosciuta la cittadinanza italiana per diritto di sangue.
  2. La presenza di continuità nella trasmissione della cittadinanza; vale a dire che il dante causa (colui da cui si discende e per effetto del quale si acquista la cittadinanza) non abbia acquisito altra cittadinanza di paese diverso, prima della nascita del figlio, oppure anche dei suoi discendenti in linea retta, prima della nascita della successiva generazione, fino ad arrivare al richiedente medesimo. In pratica, si tratta di provare che la serie di trasmissioni della cittadinanza non si sia mai interrotta fino alla nascita dell’ultimo discendente;
  3. Assenza di atti espressi di rinuncia alla cittadinanza

Procedura di richiesta dello ius sanguinis

La procedura da seguire per la richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis può presentarsi in due differenti modalità: amministrativa o giudiziaria.

Istanza in sede amministrativa

Mediante la presentazione di una domanda (istanza) c/o l’Autorità consolare se il richiedente risiede all’estero, o al Sindaco del Comune di residenza se risiede in Italia. Davanti al Sindaco occorrerà ottenere l’iscrizione all’anagrafe ai fini della presentazione dell’istanza, ma a tal fine non è richiesto un permesso di soggiorno, bensì è sufficiente la dichiarazione di presenza, soprattutto nei casi in cui chi richiede il riconoscimento della cittadinanza italiana non sia residente in Italia.

La dichiarazione di presenza è un documento rilasciato in luogo del permesso di soggiorno per coloro che debbano soggiornare per un periodo inferiore ai 3 mesi, quindi per motivi di turismo, studio o per compiere un affare di interesse personale, quale, appunto, la richiesta di riconoscimento della cittadinanza italiana.

Istanza in sede giudiziaria

In questo caso, occorre presentare un ricorso (necessaria, in tal caso, la presenza del patrocinio di un avvocato), da proporsi dinanzi al Tribunale Civile di Roma. Il comma 36 dell'art. 1 della legge di riforma del processo civile n. 206 del 26.11.2021 ha previsto, quando l'attore risiede all'estero, quale foro territorialmente competente per le cause di accertamento dello stato della cittadinanza italiana “iure sanguinis”, quello del comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani.

La strada giudiziale diventa una scelta obbligata allorquando il Consolato competente a ricevere la domanda amministrativa richieda tempi di attesa lunghi per convocare i richiedenti (in alcuni casi si parla di anni).

Documentazione

La domanda deve essere accompagnata e sostenuta da documenti attestanti la discendenza, tra i quali:

- documenti di riconoscimento del richiedente;

- passaporto e regolarità del soggiorno (es dichiarazione di presenza); atti integrali (o storici) di nascita di tutti i suoi discendenti, ivi compreso quello della persona rivendicante la cittadinanza italiana;

- atto integrale di morte dell’antenato italiano;

- atti di matrimonio dei suoi discendenti in linea retta, compreso quello dei genitori del richiedente;

- certificato rilasciato dalle competenti autorità dello stato estero di emigrazione, attestante che l’avo italiano emigrato dall’Italia non acquistò la cittadinanza dello Stato estero di emigrazione prima della nascita dell’ascendente dell’interessato;

- Ulteriore documentazione variabile in base al caso concreto.

Non va tralasciato di ricordare che, per i documenti suddetti formati all'estero, devono essere tradotti in lingua italiana e muniti di apostille (certificazione di convalida internazionale) per i paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja 1961, o altra forma di attestazione consolare. La richiesta di cittadinanza ius sanguinis comporta un costo di circa 250 euro oltre una marca da bollo da 16 euro.

Casi particolari e situazioni speciali dello ius sanguinis

Le situazioni e casi particolari sono legati alla singola circostanza di fatto. Pertanto, occorre sempre valutare il caso concreto per determinare sia la possibilità di presentare l’istanza di riconoscimento, in via amministrativa o giudiziale, e sia il tipo di documentazione da allegare.

La casistica è ampia e numerosa, si andrà, dunque, dalla ipotesi più semplice, cioè la nascita da genitore con cittadinanza italiana, a quella più complessa, quando occorre risalire al lontano antenato avo e ricostruire la discendenza. Si ricordi che, in applicazione del principio dello ius sanguinis, il discendente di emigrato italiano all’estero, il quale non abbia conseguito la cittadinanza straniera, può rivendicare a sua volta la cittadinanza italiana. Ne deriva che, anche i discendenti di seconda, terza e quarta generazione, di emigrati italiani, possono essere dichiarati cittadini italiani.

Vantaggi, diritti e doveri della cittadinanza ottenuta tramite ius sanguinis

La cittadinanza indica il rapporto tra un individuo e lo Stato, ed è in particolare uno status, denominato civitatis, al quale l'ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. Sappiamo che ogni cittadino straniero regolarmente (e non) in Italia gode degli stessi diritti fondamentali dei cittadini italiani.

Allo stesso modo soggiace nel caso di violazione di doveri, sia in ambito civile che penale. Nel caso di commissione di reati si applica il principio locus commissi delicti secondo il quale la legge nazionale si applica a tutti i soggetti siano essi cittadini o stranieri che delinquono nel territorio dello Stato, ex art. 6 del codice penale, il cui primo comma statuisce che:

“Chiunque commette un reato nel territorio dello Stato è punito secondo la legge italiana”.

Pertanto, una volta acquisita la cittadinanza italiana lo straniero viene ad acquisire quella condizione giuridica di appartenenza allo Stato italiano acquisendo lo status di cittadino italiano, al quale l’ordinamento nostrano riconosce diritti e doveri che tale relazione comporta.

Si tratta della soggezione alla Costituzione italiana ed alle norme dell’ordinamento giuridico italiano. I diritti e doveri sono quelli indicati nella Parte 1, Titolo 1 della Costituzione italiana (artt. 13-28). Tra i principali diritti collegati espressamente alla cittadinanza italiana troviamo il diritto di voto o quelle di beneficiare delle prestazioni assistenziali e previdenziali, o la possibilità di ricoprire incarichi pubblici. Tra i doveri, l’obbligo di fedeltà e difesa dello Stato.

Conclusioni

Quando ormai la vita dello straniero viene, per svariati motivi, a legarsi nel tempo al territorio italiano, tanto da diventare la propria patria di adozione, chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana rappresenta la naturale conseguenza del percorso di integrazione sorto e maturato con il territorio stesso.

Qualora, poi, lo straniero abbia una discendenza da cittadino italiano è un motivo in più per richiederne il riconoscimento, atteso i vantaggi che ne comporta per chi già risiede in Italia. Ma non solo. La richiesta può provenire anche dal cittadino non residente in Italia, qualora questi accerti la propria discendenza da un avo italiano. Ciò rappresenta un indubbio vantaggio del riconoscimento della cittadinanza per ius sanguinis e potersi stabilire in Italia senza dover ricorrere alle continue richieste di visti, permessi di soggiorno e relativi rinnovi periodici.

Avvocato Marco Mosca

Marco Mosca

Sono l'Avv. Marco Mosca ed opero da 12 anni nel campo giuridico. Ho maturato una significativa esperienza in molti settori del diritto, in particolare nell'ambito della materia societaria e di tutto ciò che ad essa è collegato. Pertan ...