Il procedimento di cittadinanza ha visto negli ultimi tempi interventi di modifica normativa, amministrativa, organizzativa e tecnico-informatica che ne hanno cambiato le caratteristiche essenziali e posto in essere una revisione delle regole operative. La procedura di lavorazione della domanda di cittadinanza è gestita dal nuovo sistema informativo, appena entrato in esercizio in sostituzione del portale “SICITT”, chiamato CIVES. Esso è modellato in gran parte per rispondere alle mutate esigenze procedimentali e deve essere utilizzato appieno per garantire la migliore attuazione delle più recenti disposizioni.

domanda di cittadinanza italiana

1. Come faccio a sapere a che punto è la mia pratica di cittadinanza?

Al fine di verificare lo stato di avanzamento della domanda di cittadinanza, bisogna accedere a questo indirizzo internet, inserendo le credenziali SPID, e recarsi in “Cittadinanza-> Comunicazioni/stato pratica”. In mancanza di credenziali SPID, attraverso il portale potrete configurare la vostra identità digitale, non essendo più consentito l’accesso alla piattaforma in mancanza di identità digitale .

Al fine di consultare la domanda inviata, da residente in Italia, una volta effettuato l'accesso con SPID, occorre recarsi nell’area denominata “Cittadinanza->Associa pratica-> cliccare su Associa pratica” ed ivi inserire i dati richiesti ed il relativo numero di pratica (ovvero il K10 o K10/C). L'accesso al portale da parte dei richiedenti la cittadinanza residenti all'estero, invece, è consentito sia inserendo le credenziali SPID sia inserendo le credenziali ottenute a seguito della mera registrazione al portale.

Al fine di consultare la domanda inviata da un soggetto residente all'estero, occorre inserire i dati dell’identità digitale, in mancanza, procedere ad una nuova registrazione in sostituzione della precedente. Effettuato l'accesso, occorre recarsi nella sezione “Cittadinanza->Associa pratica-> cliccare su Associa pratica” ed ivi inserire i dati richiesti ed il relativo Numero Pratica (ovvero il K10 o K10/C es: K10/0000001).
Per consultare, invece, la domanda inviata in forma cartacea, una volta effettuato l'accesso, con SPID o con le credenziali ottenute a seguito della nuova registrazione nel caso di richiedenti residenti all'estero, occorre recarsi nella sezione “Cittadinanza->Associa pratica-> cliccare su "Primo accesso alla domanda cartacea" e compilare i campi richiesti.

È opportuno precisare che spesso capita che la fase riportata dal Portale non corrisponde alla fase reale della pratica di cittadinanza. In tal caso l’unico modo certo per verificare con esattezza lo stato della pratica di cittadinanza è attraverso l’ausilio dello strumento di accesso agli atti, per il quale è preferibile avvalersi dell’ausilio di un professionista.

2. Quanto dura la fase 7 della cittadinanza 2022?

La fase 7 è la fase conclusiva della pratica per l’ottenimento della cittadinanza. In detta fase, la pratica volta ad ottenere la cittadinanza italiana è stata accolta dall’Amministrazione Pubblica e l’ufficio competente si impegna a porre in essere tutti gli adempimenti necessari affinché il soggetto istante possa ottenere il provvedimento favorevole. Ciò significa che il soggetto interessato riceverà la notifica del provvedimento conclusivo, per poi successivamente recarsi di persona al Comune di residenza e richiedere il cosiddetto “giuramento”.

Avuto riguardo ai termini ed alla durata per la definizione del procedimento per la concessione e/o rigetto della richiesta di cittadinanza, la normativa vigente indica un termine complessivo di mesi 48 per le domande presentate entro il 20 dicembre 2020 e di mesi 24 (prorogabile a mesi 36) per le domande successive al 20 dicembre 2020.

Decorsi 48 mesi, infatti, l’Amministrazione è obbligata ex lege ad adottare un provvedimento, positivo o negativo, per tanto, in assenza, il richiedente, attraverso l’ausilio di un avvocato, può presentare una diffida ad adempiere, a mezzo della quale si intima all’Amministrazione a provvedere entro un termine perentorio.

3. Cosa vuol dire che l'istruttoria si è conclusa con provvedimento attualmente agli organi competenti per la firma?

Tale fase procedimentale, dal 01 luglio 2019, così descritta: “La procedura relativa alla pratica in questione è conclusa ed il relativo provvedimento è stato inviato agli Organi competenti per i conseguenti adempimenti e determinazioni “, rappresenta l’espletamento della precedente ed indica che le valutazioni dei vari uffici sono terminate ed i vari pareri sono stati trasmessi agli organi competenti.

Questo, però, non significa che la domanda è andata a buon fine, infatti, il relativo provvedimento potrebbe essere anche negativo a causa dei pareri forniti dagli uffici coinvolti e pertanto la domanda di cittadinanza sarà respinta. In caso di valutazione positiva, una volta sentito il Consiglio di Stato, il decreto di concessione della cittadinanza italiana, ai sensi dell’art. 9 della Legge 91/1992, viene predisposto dal Ministero dell’Interno e inviato alla Presidenza della Repubblica, al fine di apporvi firma.

4. Cosa vuol dire pratica definita riceverà una comunicazione dalla Prefettura Consolato?

In questa fase la pratica è stata accolta dall’Amministrazione Pubblica e l’ufficio competente si impegna a porre in essere tutti gli adempimenti necessari affinché il soggetto istante possa ottenere il provvedimento favorevole. Ciò significa che l’UTG competente provvederà alla notifica, al soggetto richiedente, il quale dovrà successivamente recarsi di persona al Comune di residenza al fine di richiedere la sottoposizione al c.d. “giuramento”, sopracitato, recitando il relativo formulario, ovvero “di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato” ex. art. 10 della L. 91/1992.

È opportuno ricordare che:

  • Il giuramento deve aversi entro sei mesi dalla data di consegna del Decreto di conferimento della Cittadinanza Italiana.
     
  • Per prestare giuramento, il cittadino interessato deve concordare con l’Ufficio, il giorno e l’ora nei quali può essere effettuato.
     
  • Il giuramento va fatto entro sei mesi dalla data di ricevimento del Decreto di conferimento della Cittadinanza Italiana.

L’acquisto della cittadinanza italiana decorre dal giorno successivo a quello in cui viene prestato il giuramento. Quindi, da tal momento, si acquista effettivamente lo status di cittadini italiani così potendo cambiare la carta d’identità al Comune e richiedere il rilascio del passaporto italiano alla Polizia di Stato.

5. I figli minori di età

In tanti si chiedono cosa succeda ai figli minorenni dopo che i genitori diventano cittadini italiani. Ebbene, secondo la normativa vigente, i figli minori conviventi con il genitore che ha giurato diventano italiani, previa attestazione da parte del Sindaco. Il concetto di convivenza, richiamato dall'art. 14 della L. n.91/1992, non deve consistere nella mera iscrizione anagrafica al medesimo indirizzo del genitore, divenuto italiano, e del figlio minore, bensì il legame che lega il genitore al figlio in modo stabile e duraturo può andare ben oltre una mera coabitazione.

Innanzitutto è necessario ricordare come "La residenza del cittadino in anagrafe registrata e certificabile, ha valore puramente presuntivo e non può essere assunta quale prova assoluta ed inoppugnabile della effettiva dimora abituale, come negli stessi atti anagrafici riportata" (TAR Piemonte, Sez.1, sentenza n.4089/2010).

Secondo consolidata giurisprudenza, la condizione di convivenza "ove si tratti di famiglie i cui componenti siano di nazionalità diversa da quella italiana, non può essere interpretato in senso rigido come condivisione permanente e senza interruzioni della residenza, ma deve essere inteso come mantenimento di un legame effettivo, tramite una comunione di vita che ben può conservarsi, con i moderni mezzi di comunicazione e trasporto, anche nel caso in cui i genitori per ragioni di lavoro o atri motivi, dimorino con i figli per periodi intervallati da assenze, ma con una continuità sufficiente a mantenere un legame anche fisico" (Tribunale di Padova, sentenza n.120/2012).

"Il legame tra genitori e figli può anche estrinsecarsi non necessariamente in una convivenza fisica, bensì in un vincolo morale e spirituale tra di essi, dovendosi ravvisare in ciò l'esatto contenuto della convivenza stabile ed effettiva" (Tribunale di Roma, prima sez. civile, sentenza n.44/2015).

"L'effettività della convivenza presuppone continuità di uno stabile rapporto famigliare con il genitore divenuto cittadino italiano, il quale continua ad esercitare la sua responsabilità genitoriale, così assicurando l'effettiva sussistenza del vincolo morale e spirituale normalmente rinvenibile nel rapporto tra genitore e figlio, quale presupposto evidente per la trasmissione al secondo dell'inserimento del primo nel contesto nazionale sancito in virtù dell’acquistata cittadinanza. Di conseguenza, a prescindere dal genitore con cui il figlio di fatto conviva, il semplice fatto che persista la frequentazione da parte dell'altro genitore integra il requisito della convivenza stabile ed effettiva richiesta dalla legge" (Tribunale di Roma, sentenza del 4/07/2014).

È comunque a carico del genitore richiedente fornire, mediante idonea documentazione, la prova della convivenza stabile ed effettiva, ance se intesa come persistenza del vincolo genitoriale, ovviamente con riferimento alla data di acquisto della cittadinanza italiana. Sarà successivamente l'ufficio di stato civile a procedere all’effettiva verifica. I regolamenti di attuazione D.P.R. 572/93 e D.P.R. 672/94 prevedono la trasmissione e notifica dei provvedimenti al richiedente, con due diverse tempistiche.

L’art. 7, comma 1 del D.P.R. 572/93 sancisce che: “la notifica del conferimento della cittadinanza deve essere effettuata dall’autorità competente ai sensi dell’art. 23 entro novanta giorni dalla ricezione del decreto medesimo”; l’art. 4, comma 1 del D.P.R. 362/94 chiarisce, infine, che: “ai fini previsti dall’art 7 del D.P.R. 12/10/1993, n° 572, il decreto del Ministro è immediatamente trasmesso all’autorità che ha ricevuto la domanda, ovvero l’UTG. Quest’ultima ne cura la notifica all’interessato entro i successivi 15 giorni.” Una volta comunicato sul sito che il decreto è in via di trasmissione i tempi devono essere brevi e la notifica da parte delle Prefetture veloce.

Felice Santoli

 

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