Come funziona l'ISEE corrente?

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L’ISEE Corrente viene in supporto di chi ha variato improvvisamente la propria condizione lavorativa. Ecco tutte le informazioni su come richiederlo e su quali documenti preparare.

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L’articolo 9 del D.C.P.M. 159/2013 ha sancito l’introduzione dell’ISEE Corrente, una dichiarazione dei redditi che prende le distanze dalla classica DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) standard. Questa versione dell’ISEE infatti non si concentra sui redditi percepiti nel secondo anno precedente all’anno della DSU ma bensì sui redditi relativi agli ultimi 12 mesi e, in casi particolari, agli ultimi 2 mesi.

1. Perché si richiede l’Isee Corrente?

Come ben sappiamo il calcolo dell’ISEE è determinante per quei nuclei famigliari che intendono accedere a prestazioni assistenziali e socio sanitarie previste dallo Stato. Chi si trova a dover effettuare richieste come assegni per il nucleo famigliare, bonus bebè o agevolazioni per l’asilo nido si ritrova ad aggiornare annualmente il proprio ISEE, in modo da poter ricevere il sussidio richiesto.

Capita spesso però che le famiglie si trovino ad affrontare eventi lavorativi nefasti, i quali finiscono per incidere sul negativamente sul reddito. Quindi molte persone che si trovano improvvisamente disoccupate, in fase di DSU standard finirebbero per dipingere una situazione assolutamente non realistica, in quanto riferita a due anni prima. Questo è il motivo che ha convinto il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a semplificare l’aggiornamento della situazione economica con la produzione dell’ISEE Corrente, richiedibile in caso di eventi che incidano negativamente sul reddito.

Per avere maggiori informazioni sull’ISEE Corrente è opportuno elencare alcune condizioni imprescindibili per le persone intenzionate a richiederlo. Rispondiamo quindi ad alcune domande frequenti degli utenti.

2. Che requisiti servono per richiedere l’ISEE Corrente?

  • Essere in possesso di una dichiarazione ISEE in corso di validità;
  • Uno dei componenti del nucleo famigliare deve aver subito una variazione della propria situazione lavorativa nel periodo riferito ai 18 mesi precedenti al primo gennaio dell’anno in cui è stata presentata la DSU originaria (quindi riferendoci alle DSU presentate dopo il 1° gennaio 2019 ci deve essere stata una variazione dello status lavorativo dopo il 30 giugno 2017)
  • La variazione della situazione reddituale complessiva riferita all’intero nucleo deve essere superiore al 25% rispetto all’ISEE originario.

3. Quali sono i casi accettati come variazione della situazione lavorativa?

  • Un lavoratore dipendente a tempo indeterminato che subisce una risoluzione del rapporto di lavoro (come per esempio il licenziamento o le dimissioni volontarie), una sospensione dell’attività lavorativa (per esempio un permesso non retribuito per l’assistenza di un familiare) o una riduzione dell’attività lavorativa;
  • Un lavoratore dipendente a tempo determinato per il quale subentra una risoluzione del rapporto di lavoro. In questo caso è necessario che il lavoratore non risulti occupato nel momento della presentazione della DSU e che lo stesso dimostri di essere stato occupato per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti alla conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • Un lavoratore autonomo che cessa la propria attività dopo averla svolta continuativamente per almeno 12 mesi.

4. Quali documenti servono per la richiesta dell’ISEE Corrente?

Come ben sapete per richiedere l’ISEE sono necessari una serie di documenti che porterete al vostro CAF di fiducia oppure inserirete autonomamente sul sito dell’INPS tramite le vostre credenziali SPID o il vostro PIN INPS. Diversamente invece, se state per richiedere l’ISEE Corrente, non dovrete reperire tutta la documentazione raccolta precedentemente, ma in particolare:

  • Il modello di dichiarazione sostitutiva unica per ISEE Corrente, reperibile sul sito dell’INPS.
  • Tutti i documenti che comprovano la variazione della situazione lavorativa e reddituale.

5. In che caso è possibile indicare solo quanto percepito negli ultimi 2 mesi lavorativi?

Come accennato ad inizio articolo l’ISEE Corrente è basato sui redditi percepiti negli ultimi 12 mesi o, in casi particolari, negli ultimi 2 mesi. Questa seconda opzione è riferita solamente ai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, poiché si presume che il trattamento economico sia stato nel tempo costante e senza variazioni di rilievo.

6. Perché fare l’ISEE Corrente?

L’ISEE corrente risulta determinante per calcolare lo stato reddituale di un nucleo famigliare all’interno del quale una o più persone abbiano subito un improvviso mutamento della propria situazione lavorativa. In questo modo, e quindi non retrodatando di 2 anni il focus reddituale, è possibile avere un prospetto sicuramente più in linea e veritiero sullo status economico della famiglia. Sicuramente una scelta vantaggiosa per chi vuole accedere ai benefici previsti dalla legge.

Fonti Normative

Art. 9 del D.C.P.M. 159/2013

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AvvocatoFlash.it
Una laurea in Economia e Gestione Aziendale presso l'Università di Brescia e una in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l'Ateneo di Parma. Dopo 11 anni di carriera bancaria ho scelto di percorrere la strada del Giornalismo e del Copywriting. Scrivo per siti tecnologici, economici e legali.
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