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Cos’è l’aggiotaggio?

L’aggiotaggio è un reato comune commesso attraverso la pubblicazione o la divulgazione di notizie false, esagerate o tendenziose o attraverso altri artifici idonei a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili sul pubblico mercato, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci.

< Diritto Commerciale e Societario   # Aggiotaggio  

1. Nozioni generali

L’art. 501 c.p. tutela l’interesse economico non dei singoli operatori, bensì quello, a carattere pubblicistico, che i prezzi si formino secondo le fisiologiche regole del mercato o per il legittimo intervento delle pubbliche autorità competenti.

Il delitto può essere commesso da chiunque, sicché ha natura di reato comune.

Sul piano fattuale, la norma reprime le frodi collettive attuate per aumentare o diminuire i prezzi sul mercato, al fine di garantire lo sviluppo ordinato della vita economica con specifico riferimento al momento della circolazione delle merci o dei titoli.

La norma, oltre a codificare espressamente la condotta penalmente rilevante, parla di “altri raggiri” quali elementi costitutivi del delitto, l’espressione, ponendosi quale clausola generale di chiusura, è volta ad includere tutte quelle condotte che non trovano un’espressa definizione o che in qualche misura di differenziano da quelle descritte dell’art. 501 c.p.

Il concetto ha suscitato notevoli dibattiti dottrinali, incentratisi attorno ad una posizione soggettiva e una oggettiva.

La prima impostazione considera artificioso ogni comportamento lecito o illecito che risulti fraudolento in relazione alle finalità perseguite dall’agente, mentre la tesi oggettiva considera artificiosi solo ed esclusivamente i comportamenti oggettivamente illeciti.

Tuttavia, appare preferibile la tesi intermedia di chi ritiene rilevanti comportamenti oggettivamente non illeciti, purché non assumano il carattere, da un punto di vista oggettivo e soggettivo, dell’artificiosità, contenendo in sé elementi di inganno immediato o sfruttando situazioni anormali atte a turbare il valore del mercato o delle merci.

L’opinione dominante lo considera un reato a consumazione anticipata e di pericolo, per la sussistenza del quale è sufficiente siano poste in essere le cause dirette a cagionare l’aumento o la diminuzione del prezzo delle merci ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, senza che sia necessario il verificarsi dell’evento, costituente una circostanza aggravante.

Infine, per quanto riguarda l’elemento soggettivo, l’impostazione prevalente di dottrina e giurisprudenza lo considerano un reato a dolo specifico, posto in essere con il fine di turbare il mercato interno delle merci.

Fonti normative

Codice penale: articolo 501.

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