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Separazione consensuale: quanto costa, come si fa?

La separazione consensuale, ha lo scopo di sospendere temporaneamente, gli effetti derivanti dal matrimonio, in previsione di una futura eventuale riconciliazione. Vediamo i dettagli.

< Diritto Civile   # SeparazioneConsensuale   # Separazione  

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1. In cosa consiste la separazione consensuale e come funziona

L'argomento che tratteremo oggi, riguarda il tema del diritto di famiglia, e più precisamente la disciplina relativa la separazione consensuale dei coniugi.

In presenza di una crisi coniugale, i coniugi possono decidere di sospendere gli effetti del loro rapporto.

Quando i coniugi decidono di comune accordo tale pausa, si parla di separazione consensuale.

Essa si caratterizza per il fatto che i coniugi, venuta meno la comunione spirituale e materiale tra loro, sono d’accordo sulle condizioni personali e patrimoniali, per porre termine alla loro convivenza, nonché sull’affidamento e mantenimento della prole.

I coniugi, possono procedere alla separazione consensuale, attraverso:

  • il procedimento giudiziario;
  • la negoziazione assistita;
  • le dichiarazioni rilasciate davanti al sindaco.

1.1 Il processo di separazione consensuale

Il procedimento giudiziario di separazione consensuale, prende avvio con il deposito del ricorso da parte di uno o di entrambi i coniugi, davanti al tribunale dell’ultima residenza comune.

Successivamente, il presidente del tribunale, provvede con decreto a fissare la data dell’udienza, in cui i coniugi dovranno comparire dinanzi ad esso.

All’udienza di comparizione i due coniugi debbono comparire personalmente, con l’assistenza dei rispettivi difensori (è possibile un unico avvocato difensore, nel caso di ricorso congiunto) allo scopo di essere ascoltati dal giudice, prima separatamente e poi congiuntamente, per tentare la loro riconciliazione.

Ove questa non abbia esito positivo, il giudice da atto a verbale dell’accordo dei coniugi, per procedere alla separazione e delle condizioni relative ai coniugi medesimi e alla prole, omologando l’accordo di separazione consensuale con decreto.

L’omologazione da parte del tribunale, ha lo scopo di verificare che l’accordo non contrasti sia con i diritti e obblighi dei coniugi e sia che risponda all’interesse superiore della prole.

1.2 Costi del processo di separazione consensuale

I costi della separazione coniugale, sono influenzati da alcuni fattori che possono incidere sulla spesa finale, in considerazione della complessità delle questioni da risolvere per definire l’accordo tra i due coniugi, quali l’esistenza e l’affidamento dei figli, il mantenimento per il coniuge economicamente più debole e l’assegnazione della casa coniugale.

Quando si tratta di separazione consensuale però questa spesa di solito è notevolmente ridotta, dal momento che fondandosi sull’accordo dei coniugi, essa è caratterizzata da una procedura più veloce rispetto a quanto accade nell’ipotesi di separazione giudiziale.

I costi della separazione consensuale, possono variare da circa 1.500€ – 2.000€ per le controversie di facile soluzione, fino ad un massimo di 7.000€ nel caso di questioni particolarmente complesse.

2. La separazione consensuale attraverso la negoziazione assistita

I coniugi possono separarsi consensualmente, anche senza ricorrere al giudice, risolvendo la loro convivenza in via stragiudiziale, attraverso la negoziazione assistita.

Anche in questo caso si tratta di una separazione consensuale ottenuta con l’accordo di entrambi sugli aspetti della separazione.

La negoziazione assistita, infatti, è un accordo concluso con l’assistenza di uno o più avvocati, attraverso cui i coniugi, si accordano sulle condizioni della separazione, definendo gli aspetti personali e patrimoniali che li riguardino, nonché l’affidamento ed il collocamento dei figli minori.

L’accordo concluso dai coniugi, deve essere trasmesso al pubblico ministero competente, affinché questi possa verificare la presenza o meno di eventuali irregolarità.

In mancanza di figli minori o maggiorenni incapaci o disabili, ove non sussistono irregolarità, egli concede il nullaosta alla trascrizione dell’accordo, nei registri dello stato civile.

Viceversa, in presenza di figli minori o maggiorenni incapaci o disabili, egli autorizza l’accordo, se ritiene che risponda all’interesse della prole, in caso contrario, trasmette l’accordo al presidente del tribunale, affinché convochi i coniugi per modificare gli aspetti pregiudizievoli per i figli. Anche i costi della negoziazione assistita, variano a secondo della complessità delle questioni da risolvere, potendo variare da circa 2.500€ fino ad un massimo di 6.000€.

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3. La separazione consensuale attraverso le dichiarazioni ricevute dal Sindaco

La separazione consensuale, può avvenire anche attraverso un accordo sottoscritto dinanzi al sindaco del comune di residenza di uno dei coniugi, oppure del comune di trascrizione dell’atto matrimoniale, in qualità di ufficiale di Stato civile.

I coniugi, con l’assistenza facoltativa di un avvocato, rilasciano al sindaco la dichiarazione di volersi separare consensualmente, definendo il loro rapporto.

Tale procedura, è esclusa in presenza di figli minori oppure maggiorenni incapaci o disabili o non autosufficienti economicamente.

Inoltre, l’accordo non può avere ad oggetto, gli aspetti patrimoniali, a differenza della negoziazione assistita.

A seguito della conclusione dell’accordo, il sindaco è tenuto a far comparire i coniugi dinanzi a sé entro trenta giorni, per confermare l’accordo stesso, pena in caso di non comparizione, la mancata conferma dell'accordo.

L'accordo, come per la negoziazione assistita, produce gli stessi effetti del decreto di omologa, emesso dal giudice, in sede giudiziale.

Anche i costi dell’accordo davanti al sindaco, variano a secondo della complessità delle questioni da risolvere, potendo variare da circa 1.500€ fino ad un massimo di 5.000€.

4. Gli accordi sui figli nella separazione consensuale

Nella separazione consensuale, i coniugi possono accordarsi liberamente sull’affidamento dei figli minori e sul loro collocamento presso la residenza di uno dei genitori, purché sia rispettato il loro interesse ad avere stabili rapporti con entrambi, nonché il diritto di visita a favore del genitore non collocatario.

Anche l’assegno di mantenimento, può avere un’entità differenziata tra i due genitori, in considerazione del reddito percepito da ognuno di essi, tenendo conto dei bisogni del figlio e del tenore di vita, da questi goduto durante il matrimonio.

5. La casa familiare nella separazione consensuale

Gli accordi della separazione consensuale, possono riguardare anche l’assegnazione della casa coniugale. Anche in tal caso, occorre tutelare l’interesse prevalente dei minori, disponendo l’assegnazione della casa familiare al genitore affidatario del minore, garantendo in tal modo la continuità dei rapporti e degli affetti instauratisi intorno al minore medesimo.

In assenza dei figli, i coniugi possono scegliere liberamente, chi dei due continui a disporre dell’immobile, a prescindere dal titolo di proprietà.

Roberto Ruocco

Fonti normative

Codice civile: articolo 158.

Codice procedura civile: articoli 706 -711.

Decreto Legge 12 settembre 2014 n. 132.

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