Qual è la differenza tra procura e mandato?

Per i non addetti ai lavori la differenza tra procura e mandato si traduce spesso in una grande difficoltà a distinguere con precisione le due fattispecie, le quali tuttavia si assomigliano solo ad un livello superficiale. In realtà tra l’istituto della procura e quello del mandato esistono importanti differenze sia a livello concettuale, sia a livello formale.

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 differenza tra procura e mandato approfondimento avvocatoflash

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1. Cos’è la procura

Quando si parla di procura si fa riferimento all’istituto della rappresentanza volontaria, disciplinato dagli articoli 1387 e successivi del Codice Civile, grazie al quale ad un soggetto è riconosciuto il potere di agire in sostituzione di un altro nello svolgimento di talune attività.

La procura (o delega) è lo strumento attraverso cui si conferisce il potere rappresentativo. È un atto unilaterale tramite il quale un soggetto (rappresentato) conferisce ad un altro (rappresentante o procuratore) il potere di compiere uno o più atti giuridici in suo nome e per suo conto.

La caratteristica della procura sta nell’utilizzo del nome del rappresentato da parte del rappresentante (c.d. spendita o contemplatio domini), oltre che nel perseguimento esclusivo del suo interesse. Ciò significa che gli atti conclusi dal rappresentante produrranno effetti direttamente nella sfera giuridica del rappresentato.

Dal punto di vista giuridico, sarà come se l’atto sia posto in essere dal rappresentato, ma nella realtà i terzi contrarranno con questo tramite il procuratore.

1.2 La forma della procura

La procura può essere conferita senza l’osservanza di forme particolari, ad esempio anche oralmente o attraverso comportamenti concludenti. Tuttavia, se il rappresentante deve concludere un contratto per il quale la legge richiede una determinata forma, la procura non ha effetto se non è conclusa nella forma prevista per quel contratto.

Ad esempio, nel caso di una procura per la vendita di una casa, trattandosi di compravendita di immobile per cui l'ordinamento prescrive la forma scritta (atto pubblico o scrittura privata), anche la procura dovrà essere redatta per iscritto, a pena di nullità.

1.3 La procura notarile

Per la loro validità alcuni atti devono essere redatti e sottoscritti alla presenza del notaio, in vista della loro successiva trascrizione nei pubblici registri. In questi casi, anche la procura seguirà la forma notarile, dovrà quindi essere rilasciata per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Nell’esempio della compravendita di un bene immobile, come visto, solo l’atto redatto dal notaio (atto pubblico di compravendita o rogito) legittimerà le parti a trascrivere nei registri immobiliari il proprio acquisto. Conseguentemente la procura conferita per la stipula di un atto che sarà trascritto dovrà rivestire anch’essa la forma notarile.

1.4 Procura generale e speciale

A seconda del contenuto, la procura può essere:

  • generale, se riguarda tutti gli affari del rappresentato;

In questo caso la procura conferisce al rappresentante un potere di agire più ampio, pur sempre nell’interesse del rappresentato, che riguarda tutti gli atti di ordinaria amministrazione.

  • speciale, se riguarda uno o più affari determinati.

La procura speciale contiene la concreta definizione dei poteri conferiti al rappresentante: gli affari di cui egli dovrà occuparsi devono essere dunque espressamente indicati.

1.5 Limiti della procura e responsabilità del falso procuratore

In entrambi i casi, il rappresentante non può eccedere i limiti della procura: se il rappresentante che agisce compie attività ulteriori rispetto quelle a lui demandate o attività che non rientrano fra quelle preparatorie o consequenziali all’atto principale, sarà definito come un falsus procurator e ritenuto responsabile per i danni arrecati ai terzi contraenti.

Gli atti compiuti dal rappresentante senza poteri saranno ritenuti inefficaci, con grave pregiudizio per i terzi che abbiano confidato nella loro validità, salvo che il rappresentato abbia comunque l’interesse ad assumerne gli effetti e a procedere alla loro ratifica, secondo quanto previsto dall’art. 1399 c.c.

La ratifica è l’atto unilaterale con cui viene sanato il difetto di legittimazione del falso procuratore.

2. La differenza con il mandato

A differenza della procura, il mandato è un contratto che ha lo scopo di obbligare un determinato soggetto (il mandatario) a compiere uno o più atti giuridici per conto di un altro (il mandante).

Per definizione, dunque, il mandato è un contratto di interposizione: il mandatario gestisce un affare per conto dell’altra parte, a cui è tuttavia legato da un vincolo contrattuale, con ovvie ricadute in termini di responsabilità per il danno causato dall’inosservanza degli obblighi assunti. È un contratto che si presume oneroso, ma può anche essere gratuito: in questo caso la responsabilità del mandatario per inadempimento o negligenza è valutata con minor rigore.

Viceversa, la procura è un atto autorizzativo, in cui si delega - e non si obbliga - un soggetto al compimento di determinati atti. A differenza del mandato, la delega infatti non necessita di alcuna accettazione e sottoscrizione da parte del nominato procuratore.

3. Mandato con o senza rappresentanza

Quando al mandato viene affiancata anche la procura, si parla di mandato con rappresentanza.

In questo caso, come prevede l’art. 1704 c.c., varranno le regole indicate a proposito della rappresentanza: il mandatario agirà non solo per conto, ma anche in nome del mandante. Gli effetti giuridici degli atti compiuti dal mandatario ricadranno nella sfera giuridica del mandante, senza bisogno di alcun trasferimento formale dei diritti e degli obblighi scaturenti dall’attività negoziale.

Da un punto di vista giuridico si avrà, da un lato, un contratto destinato a regolare i rapporti interni fra le parti (il mandato), che prevede obblighi e diritti reciproci, e dall’altro, un atto unilaterale volto a regolare i rapporti esterni (la procura), ovvero i rapporti tra il rappresentato e i terzi.

Nel mandato senza rappresentanza, invece, il mandatario agisce per conto del mandante ma in nome proprio. Egli acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dai negozi conclusi con i terzi, i quali non avranno alcun tipo di rapporto con il mandante.

Tra gli obblighi assunti dal mandatario, vi è quello di trasferire nella sfera giuridica del mandante gli effetti degli atti compiuti nell’interesse di quest’ultimo.

Il mandato può essere stipulato in qualsiasi forma e richiede un successivo atto per il trasferimento degli effetti giuridici da una parte all’altra.

Gabriella Napolitano

Fonti normative

Codice civile, artt. 1378 e ss. e 1703 e ss.

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