Cos'è la procura generale?

Scopriamo insieme come funziona questo particolare istituto.

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Per parlare di procura dobbiamo necessariamente prendere le mosse dal concetto di rappresentanza: in base a questo un soggetto (il rappresentante) ha il potere di rappresentare un altro soggetto (il rappresentato) nel compimento di attività giuridiche per conto del rappresentato, producendo quindi effetti o su base normativa o volontaria. In altre parole, con la procura un soggetto ha il potere di agire in nome di un altro soggetto.

Nel caso di produzione di effetti rappresentativi su base volontaria la rappresentanza deriva da un atto di volontà del rappresentato che è denominato procura. La procura è un atto unilaterale recettizio: il contratto concluso dal rappresentante è valido se egli è capace di intendere e di volere e se il rappresentato è legalmente capace. La procura deve avere la stessa forma del contratto da concludere; altrimenti si incorre nell'inefficacia della stessa.

All'interno della procura generale avremo alcuni contratti di gestione che sono singoli affari conclusi dal rappresentante per conto del rappresentato.

La procura generale è soggetta a registrazione e deve essere conservata dal notaio.

1. Oggetto della procura

Se la procura riguarda un solo affare determinato si parla di procura speciale;

se, invece, ha ad oggetto più affari o tutti gli affari del rappresentato, allora si entra nella casistica oggetto di questa trattazione di procura generale.

Il rappresentante, in questo caso, ha un potere di agire piuttosto ampio, anche se solitamente limitato all'ordinaria amministrazione. Per esempio, gli institori nelle società ed attività imprenditoriali. Gli atti di straordinaria amministrazione possono essere compiuti solo nel caso in cui siano indicati espressamente nella procura.

2. Conferimento della procura

La procura può essere conferita a voce, per atto scritto o risultare da comportamenti concludenti a seconda del contratto che, in base ad essa, si intende concludere.

Si ha il caso di falso procuratore se il soggetto che agisce in qualità di rappresentante non ne ha i poteri o li travalica; gli atti così posti in essere saranno privi di effetti, a meno che non vengano ratificati: si tratterebbe, in questo caso, di procura successiva. Altrimenti il rappresentato potrà chiedere il risarcimento del danno.

3. Estinzione della procura

La procura generale termina o con un atto di rinuncia del rappresentante o con un atto di revoca del rappresentato, secondo l'articolo 1396 del codice civile (davanti al notaio); alla morte di uno dei due soggetti del rapporto, alla sopravvenuta incapacità del rappresentato o al fallimento del rappresentato. La revoca, per essere opponibile ai terzi, deve essere a loro portata a conoscenza. Tale atto può essere espresso o tacito.

In alcune occasioni la procura non è revocabile: si tratta dei casi in cui è stata conferita anche nell'interesse del rappresentante o quando è stata pattuita la sua irrevocabilità.

Fonti normative

Codice civile art. 1396

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