La lettera di diffida ad adempiere, non è solo lo strumento mediante il quale è possibile sciogliere unilateralmente un contratto in caso di inadempimento dell’altro contraente, ma è anche l’atto con il quale è possibile invitare gli altri a mettere fine al comportamento lesivo dei diritti altrui.

lettera di diffida

1. La lettera di diffida ad adempiere: cos’è?

La lettera di diffida ad adempiere è l’intimazione scritta che un soggetto fa al soggetto inadempiente affinchè proceda entro un determinato termine all’adempimento di un obbligo contrattuale.

La normativa relativa alla diffida ad adempiere è riportata nell’art. 1454 del Codice Civile. Più in generale, la diffida può essere intesa come un invito formale rivolto al soggetto inadempiente a fare o dare qualcosa (es. rimuovere un pericolo; consegnare un bene) o al contrario a non fare qualcosa (per es. cessare i rumori molesti). Ai sensi dell'art. 1454 c.c., il contraente che si avvale dello strumento dalla diffida deve essere già vittima dell'altrui inadempimento.

Pertanto, deve escludersi che detta diffida possa essere intimata prima della scadenza del termine di esecuzione del contratto, trattandosi di uno strumento offerto ad un contraente nei confronti dell'altro che sia inadempiente per ottenere una celere risoluzione del contratto senza dovere attendere la pronuncia del giudice.

2. Come inviare la lettera di diffida ad adempiere: raccomandata o pec

La lettera di diffida ad adempiere va inviata al destinatario preferibilmente con raccomandata con ricevuta di ritorno, così che nel momento in cui si ha la cartolina della ricevuta di ritorno è possibile effettuare il conteggio del termine concesso al destinatario per adempiere. Altro mezzo è la trasmissione mediante l’invio di una pec (posta elettronica certificata), purché il destinatario la possegga, che genera in automatico le ricevute di accettazione e di avvenuta consegna.

Entrambe quindi, danno la piena prova sia dell’invio che del ricevimento e, in caso di un giudizio, sarà possibile dimostrare di aver invitato in precedenza la controparte ad adempiere.

3. La diffida ad adempiere: il termine

La norma specifica che nella diffida deve essere riportato il termine congruo entro il quale l’obbligo deve essere adempiuto. La regola è che tale termine non deve essere inferiore a 15 giorni. Però su accordo delle parti o in base alla natura del contratto è possibile stabilire un termine minore o superiore.

La norma però fa sempre riferimento a rapporti di tipo contrattuale, quindi nel caso di invio di diffida relativa a motivazioni differenti e che alla base non hanno un rapporto contrattuale, allora il termine è indicativo. Basti pensare alla lettera inviata ad un locale vicino e relativo a rumori molesti e intollerabili.

4. Cosa succede dopo la lettera di diffida

Una volta ricevuta una lettera di diffida ad adempiere, il destinatario può:

  • adempiere entro il termine riportato nella stessa;
  • rispondere con una lettera facendo valere le proprie ragioni;
  • far decorrere il termine e non adempiere.

In quest’ultima ipotesi, quando c’è un rapporto contrattuale come previsto dall’art. 1454 c.c., il contratto non sarà stato adempiuto e sarà considerato risolto di diritto. Opererà dunque la risoluzione del contratto, cioè lo scioglimento dell’accordo. Inoltre, in caso di risoluzione, l’inadempiente sarà poi obbligato a risarcire i danni cagionati alla controparte.

Inoltre, la diffida ha come effetto quello di interrompere la prescrizione di un diritto. Cioè interrompe quel termine che, se portato a scadenza, non permetterebbe più al soggetto titolare del diritto di farlo valere. La diffida blocca il termine di prescrizione e lo fa decorrere di nuovo, ripartendo da capo, a partire dal giorno successivo alla diffida.

In ogni caso, quando si riceve una lettera di diffida, è sempre consigliabile:

  • rispondere con una raccomandata a.r. o pec alla lettera di diffida ad adempiere;
  • farlo nel più breve tempo possibile, anche se il superamento del termine riportato non genera preclusioni;
  • riportare le proprie contestazioni;
  • se la diffida è stata inviata per mezzo di uno studio legale, è opportuno rivolgersi ad un avvocato e rispondere per mezzo di lui.

5. Diffida ad adempiere e lettera di messa in mora

La lettera di diffida ad adempiere si differenzia dalla Lettera di messa in mora ex art. 1219 c.c. A differenza della messa in mora, la diffida ad adempiere produce l’effetto della risoluzione del contratto. La risoluzione del contratto fa sì che tutti gli effetti dello stesso vengano meno dall’inizio: anche in questo caso è però fatto salvo il risarcimento del danno.

Appare dunque chiaro come, mentre la diffida ad adempiere ha lo scopo di svincolarsi legalmente dal vincolo contrattuale, pur tutelandosi e facendo valere l’inadempimento della controparte, la costituzione in mora sottende invece un interesse all’adempimento ed al mantenimento del vincolo contrattuale. Pertanto, nella lettera di diffida è necessario palesare anche la volontà di sciogliere il contratto se l'altra parte non adempie nel termine assegnato.

Con la diffida ad adempiere, infatti, il legislatore consente alla parte di valersi di uno strumento rapido per slegarsi dal contratto e, al contempo, di uno strumento per spingere la controparte a tenere fede all'impegno assunto, sotto la minaccia, appunto, della risoluzione.

6. Diffida ad adempiere: modello

Luogo e data

Recapito del mittente

Spett.le/ Egr. Sig. /Gent.ma Sig.ra___________________

RACCOMANDATA A.R./PEC

Oggetto: Diffida ad adempiere ex. art. 1454 c.c./ Disdetta del contratto…/ ecc.

Il/la sottoscritto/a ______ nato/a a ______ il ______, codice fiscale ________ e residente in _____ (__), via _______, n. __, con la presente espone quanto segue.

Premesso che

- in data _______ veniva stipulato con il sig. ______il contratto __________, il cui contenuto prevedeva che_____ (descrizione dell'oggetto del contratto o della vicenda e dei motivi della lettera);

- in data _____ il sig. _____ non provvedeva al pagamento della somma/alla consegna del bene (indicare la data di adempimento e la prestazione non ricevuta o richiesta e le caratteristiche dell'inadempimento di controparte);

- si richiede il pagamento della somma di €/la consegna del bene (richiesta specifica);

- in data _______ veniva inviata missiva in cui si invitava il sig. ____ ad effettuare il pagamento/la consegna (inserire gli eventuali solleciti già inviati).

Tutto ciò premesso e considerato, vi intimo e diffido ad adempiere, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1454 del Codice Civile entro e non oltre il termine di 15 giorni dal ricevimento della presente, avvertendovi che decorso inutilmente tale termine, il contratto si intenderà automaticamente risolto di diritto, con riserva di agire presso le sedi competenti per il risarcimento di tutti i danni subiti e subenti e con ulteriore aggravio di spese a Vostro carico.

Distinti saluti.

Firma

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Martina Rapone

7. Fonti normative

Art. 1454 c.c.

Cass. Sez. II, 26 marzo 2002, n. 4310

Cass. Sez. II, 30 dicembre 2016, n. 27530

Cass. Sez. II, 9 maggio 2016, n. 9317

Cass. Sez. II, 11 giugno 2018, n. 15052

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