Condominio e rumori molesti: come comportarsi

All’interno di un condominio si possono avere dei problemi di natura conviviale, come rumori provenienti dai vicini in qualsiasi ora del giorno e della notte. Per questa ragione, vedremo come affrontare il problema per riuscire a mantenere la pace tra condomini e come comportarsi ove questo non sia possibile.

Ultimo aggiornamento: 3/6/2026

condominio e rumori molesti come comportarsi

Innanzitutto, cos’è il condominio? La definizione è sopraggiunta ultimamente con l’introduzione dell’art.1117-bis c.c. a seguito della Riforma del Condominio Legge n°220/2012. Si parla di condominio quando “le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell’articolo 1117”. Quindi i problemi possono nascere all’interno degli spazi comuni, quali cortili e pianerottoli, ma i rumori possono provenire anche dalle mura confinanti con il vicino.

1. Rumori molesti nel condominio

I rumori sono definiti come immissioni all’interno del codice civile dall’art. 844 c.c., il quale recita che “il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni (1) derivanti dal fondo (2) del vicino (3), se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

Le immissioni possono derivare da diverse cause: possono essere rumori generati dal volume della televisione o dalla musica tenuta troppo alta, il rumore di una ventola di un condizionatore o dall’orario delle pulizie. Possono essere saltuari o permanenti tali da rendere impossibile la vita all’interno dell’appartamento

Bisogna comprendere quali siano i casi in cui si può trovare un rimedio avendo riguardo alla normale tollerabilità e alla condizione dei luoghi in cui è ubicata l’unità immobiliare, per esempio una strada trafficata, la condizione dell’appartamento il quale non permette l’isolamento dai rumori esterni.

Sarà l’autorità giudiziaria a valutare caso per caso facendo riferimento ai criteri generali previsti del codice, anche perché non vengono definiti nei particolari tali da poter risolvere la questione deducendola dalla lettura dell’art.844 c.c.

2. Le norme di riferimento per un condominio

Da sottolineare di come il condominio si fonda sia sulle norme del codice civile che della riforma del Condominio e anche dal regolamento condominiale (art. 1138 c.c.), il quale viene approvato dall’assemblea dei condomini. In questa assemblea, vengono definite le norme per la gestione del condominio, facendo salva la questione che con il regolamento non si possono menomare i diritti altrui.

Possono essere inoltre stabiliti gli orari per attività che possano recare rumori, o gli orari in cui bisogna tenere il silenzio nei confronti dei vicini, sempre nei limiti della tollerabilità.

3. Cosa fare in caso di rumori molesti intollerabili

Nel caso in cui la situazione diventa intollerabile e il vicino non cessa spontaneamente il comportamento, non ci si può riferire all’amministratore tranne nel caso in cui sia previsto all’interno del regolamento condominiale.

Dunque, il proprietario, dovrà riferirsi a un avvocato civilista, esperto nella materia del diritto condominiale, per poi chiedere all’autorità giudiziaria la valutazione della questione.

Fonti normative

Codice civile: art. 1117-bis

Riforma del condominio L. 220/2012

Codice civile: art.844

Codice civile: art. 1138

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Cosa definisce un rumore molesto in condominio?
Secondo l'art. 844 c.c., i rumori molesti sono immissioni che superano la 'normale tollerabilità', valutate in base alla condizione dei luoghi. Non esiste un limite fisso di decibel, ma esempi includono musica ad alto volume, TV eccessivamente rumorosa, condizionatori e pulizie che rendono impossibile la vita nell'appartamento. È l'autorità giudiziaria a valutare caso per caso se il rumore è intollerabile.
A chi devo rivolgermi per denunciare i rumori molesti in condominio?
Se il vicino non cessa il comportamento spontaneamente, è necessario contattare un avvocato civilista esperto di diritto condominiale, che chiederà all'autorità giudiziaria la valutazione della questione. L'amministratore di condominio non è l'interlocutore appropriato, tranne quando il regolamento condominiale lo preveda esplicitamente.
Quali sono gli orari consentiti per attività rumorose in condominio?
Gli orari per attività che possono recare rumori sono definiti dal regolamento condominiale, approvato dall'assemblea dei condomini. Possono essere stabiliti orari specifici per il silenzio nei confronti dei vicini, sempre nel rispetto dei limiti di tollerabilità previsti dalla legge.
Quali leggi proteggono dal rumore molesto in condominio?
La normativa principale è l'art. 844 c.c., che vieta immissioni di rumori oltre la normale tollerabilità. Il condominio è regolato anche dalla Riforma del Condominio (L. 220/2012) e dal regolamento condominiale (art. 1138 c.c.), che può contenere disposizioni specifiche sulla gestione dei rumori.
Come faccio a sapere se il rumore è intollerabile?
Non esiste una soglia precisa: dipende dalla condizione dei luoghi (ad esempio, se in una strada trafficata) e dall'isolamento acustico dell'appartamento. È necessario distinguere tra rumori saltuari e permanenti che rendono impossibile vivere serenamente. Quando la situazione diventa intollerabile, è consigliabile contattare un avvocato civilista per valutare il ricorso all'autorità giudiziaria.