Cosa si intende per danno biologico?

// Diritto Civile  
# DannoBiologico  

Scopriamo insieme cosa si intende per danno biologico e cosa può comportare.

1. Definizione di danno biologico

L'integrità fisica dell'individuo è un bene primario da tutelare giuridicamente allorquando la menomazione va ad incidere sul valore biologico dell'individuo; definizione più ampia rispetto a quella che vuole la menomazione capace di compromettere le possibilità del soggetto di presiedere alle sue abituali occupazioni. Alla persona dev'essere riconosciuto un valore patrimoniale, a prescindere dall'eventuale lavoro che essa svolga. La lesione biologica colpisce l'individuo da un punto di visto sia fisico che psichico e tale danno deve essere riparato dall'ordinamento giuridico se è ascrivibile a condotta altrui. Ciò fa parte del più ampio diritto alla salute, derivante direttamente dall'articolo 32 della Costituzione.

Va subito segnalata un'importante sentenza della Corte di Cassazione (2005/11039) che afferma: "Il danno biologico consiste nelle ripercussioni negative, di carattere non patrimoniale e diverse dalla mera sofferenza psichica, della lesione psicofisica. In particolare, la liquidazione del danno biologico può essere effettuata dal giudice, con ricorso al metodo equitativo, anche attraverso l'applicazione di criteri predeterminati e standardizzati, quali le cosiddette "tabelle" (elaborate da alcuni uffici giudiziari), ancorché non rientrino nelle nozioni di fatto di comune esperienza, né risultano recepite in norme di diritto, come tali appartenenti alla scienza ufficiale del giudice."

Il giudice dovrà accertare il pregiudizio e le sue ripercussioni sul soggetto, per poi procedere ad una riparazione integrale. In altre parole: in assenza di danno biologico è possibile riscontrare, tuttavia, una danno morale soggettivo e un danno dinamico-relazionale.

Per concludere, il danno biologico, così come quello esistenziale, fanno parte della categoria del danno non patrimoniale, ovvero quello determinato dalla lesione di interessi personali non connotati da un'evidenza economica (concetto rimarcato più volte dalla Corte di Cassazione).

2. Risarcimento del danno biologico

Dottrina e giurisprudenza hanno vagliato diverse ipotesi di risarcimento:

a) soluzione del reddito effettivo o presumibile:

- quella secondo la quale quando la persona lavora, va applicato un criterio fondato sul reddito (ma si è osservato che occorrerebbe valutare anche la percentuale di invalidità provocata);

- quando la persona non lavora si deve fare riferimento al reddito figurato a seconda che trattasi di casalinga, disoccupato o bambino;

La critica maggiore a questo orientamento è che considerando il diritto alla salute come autonomo, non si vede perché debbano sussistere così ampie differenze a seconda del reddito del soggetto.

b) nozione di reddito nazionale pro capite:

il danno alla salute va liquidato in maniera identica per tutti, tenendo conto unicamente dell'età e del reddito medio nazionale.

c) liquidazione equitativa:

valutazione discrezionale da parte del giudice che deve tener conto nelle esigenze insite in quella particolare personalità, attinenti al suo libero sviluppo.

La critica principale è che il ricorso all'equità può portare due giudici distinti a valutare in maniera radicalmente opposta la stessa fattispecie, incidendo sul principio della certezza del diritto.

Da questa necessità sono state elaborate le tabelle di calcolo da parte delle giurisprudenze di merito.

La Corte di Cassazione (sentenza n. 5243/2014) ha affermato che il risarcimento deve essere integrale: la valutazione equitativa, quindi, deve tendere all'integrale risarcimento.

3. Liquidazione del danno biologico

La liquidazione fa riferimento a due voci:

a) invalidità temporanea: ovvero i giorni necessari per la guarigione (tale liquidazione è esclusa se il danneggiato ha percepito regolarmente le retribuzioni).

b) invalidità permanente: requisiti riferiti all'età del danneggiato ed ai punti attribuitigli. Il danno biologico si riferisce, lo ricordiamo, sia ai danni fisici che a quelli psichici. La Corte di Cassazione ha ribadito che la valutazione equitativa di tutti i danni non patrimoniali possa essere unica (danno morale soggettivo, danno biologico in senso stretto e danno esistenziale).

In altre parole: il danno biologico è un danno non patrimoniale, il danno non patrimoniale si risarcisce in maniera unitaria, quindi il danno biologico va liquidato con una somma omnicomprensiva.

In caso di incidente stradale, dal quale derivi la morte dopo un ragionevole intervallo di tempo dallo stesso, si configura il caso di danno biologico risarcibile che deve essere liquidato in relazione al periodo intercorrente tra le lesioni e la morte: risarcimento del danno trasmissibile agli eredi.

4. Tabelle INAIL per indennizzo danno biologico

Le tabelle INAIL presentano l'indennizzo previsto correlato ad una determinata percentuale di danno biologico:

0-6%: nessun indennizzo;

6-15%: indennizzo in capitale del danno biologico;

16-100%: rendita diretta per danno biologico e conseguenze patrimoniali.

Le specificazioni sono rintracciabili nell'art. 13 D.Lgs. 38/2000 e DM 12 luglio 2000.

Fonti normative

art. 13 D.Lgs. 38/2000; DM 12 luglio 2000; Corte di Cassazione (2005/11039); Corte di Cassazione (sentenza n. 5243/2014)

Cosa si intende per danno biologico? Come viene risarcito? Dove posso trovare le tabelle INAIL per la determinazione dell'ammontare da liquidare? Dopo la lettura di questo articolo vuoi saperne di più sulla materia? Hai bisogno di una consulenza professionale? Cerchi un avvocato esperto in diritto di famiglia? Esponici il tuo caso, AvvocatoFlash ti metterà in contatto con i migliori avvocati online. Tre di loro ti invieranno un preventivo gratuitamente, e sarai tu a scegliere a chi affidare il tuo caso.


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