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Cosa si intende per danno biologico?

Scopriamo insieme cosa si intende per danno biologico e cosa può comportare.

< Diritto Civile   # DannoBiologico  

 cosa si intende per danno biologico approfondimento avvocatoflash

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1. Che cos’è il danno biologico?

Il danno biologico consiste nella lesione permanente e/o temporanea dell’integrità psico-fisica della persona e lede un diritto costituzionalmente garantito, quello all’integrità e alla salute della persona. Il danno biologico è passibile di accertamento, di valutazione medico legale indipendente da ogni riferimento alla capacità di produrre reddito e di risarcimento del danno. Questo è un danno non patrimoniale, insieme ai danni morali e a quelli esistenziali.

Qualificandosi in generale come un danno alla salute, rientrano in questa fattispecie incidenti stradali o errori sanitari che causano invalidità.

2. Risarcimento del danno biologico

Per quanto riguarda il risarcimento del danno biologico, è necessario distinguere tra lesioni micro-permanenti e macro-permanenti.

Le lesioni micro-permanenti rappresentano le lesioni di lieve entità con una invalidità inferiore al 9%. Esse per essere risarcite devono essere suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo. Quindi è necessario un riscontro verificabile per mezzo di un medico legale attuabile sia visivamente, sia per mezzo di strumenti diagnostici come radiografia, risonanza o ecografia.

Inoltre, il danno biologico sussiste indipendentemente da una diminuzione della capacità del soggetto di poter produrre reddito. Il calcolo del risarcimento da danno biologico nel caso di lesioni micro-permanenti, è soggetto a due tipologie di valutazioni distinte a seconda che gli effetti siano permanenti o temporanei.

Il Codice delle Assicurazioni stabilisce che questo danno è liquidato in base a una tabella unica in tutta Italia, aggiornata periodicamente ed attualizzata secondo gli indici Istat.

Le lesioni macro-permanenti, di grave entità, invece sono lesioni che determinano una invalidità superiore al 9% e vengono risarcite sulla base delle Tabelle di Milano, di cui si parlerà qui di seguito.

3. Liquidazione del danno biologico

La liquidazione avviene con riferimento a due voci:

  • invalidità temporanea: ovvero i giorni necessari per la guarigione (tale liquidazione è esclusa se il danneggiato ha percepito regolarmente le retribuzioni);
  • invalidità permanente: requisiti riferiti all'età del danneggiato ed ai punti attribuitigli (grado di invalidità permanente). Il danno biologico si riferisce sia ai danni fisici che a quelli psichici, quindi la valutazione equitativa di tutti i danni non patrimoniali è unica (danno morale soggettivo, danno biologico in senso stretto e danno esistenziale).

3.1 La liquidazione equitativa del danno biologico

Per poter procedere al ristoro del danno biologico, la liquidazione deve avvenire in via equitativa, considerato che esso non può rivestire una consistenza economica o reddituale. La salute è infatti il bene più importante, ma non può essere compensata con una misura patrimoniale, quindi non è certo possibile ritenere che la liquidazione sia totalmente satisfattiva.

La liquidazione equitativa del danno biologico, infatti, è una valutazione discrezionale da parte del giudice che deve tener conto delle esigenze insite in quel particolare caso.

Il ricorso all'equità, però, può portare giudici distinti a valutare in maniera radicalmente opposta la stessa fattispecie, incidendo sul principio della certezza del diritto. Questa eventualità ha portato alla elaborazione di tabelle di calcolo da parte delle giurisprudenze di merito.

Inoltre, il risarcimento deve essere integrale, ciò vuol dire che la valutazione equitativa deve tendere all'integrale risarcimento del danno non patrimoniale.

3.2. Le Tabelle di Milano

Le Tabelle di Milano sono un criterio di riferimento assunto come parametro nazionale per gli indennizzi.

In materia di liquidazione del danno biologico, quando sono carenti i criteri stabiliti dalla legge, l’adozione della regola equitativa deve garantire una valutazione adeguata delle circostanze del caso concreto e l’uniformità di giudizio dinanzi a casi giudicabili in modo analogo. Come già detto, non corrispondente ad equità il fato che danni identici possano essere oggetto di una diversa liquidazione solo perché esaminati da differenti uffici giudiziari.

Il giudice può tuttavia ritenere che sussistano delle circostanze concrete che siano idonee a giustificarne l’abbandono.

4. Tabelle INAIL per indennizzo danno biologico

Il danno biologico come pregiudizio dell’integrità fisica e/o psicologica della persona può essere causato anche da:

  • infortunio sul lavoro o in occasione di lavoro;
  • viaggio in itinere;
  • malattia professionale.

In tali casi il danno viene risarcito dall’INAIL in base all’assicurazione stipulata dal datore di lavoro.

L’indennizzo dipende dalla menomazione subita a causa dell’infortunio, dalla percentuale di menomazione, dall’età e dal sesso. Ai sensi del D.L. n. 38/2000, l’INAL ha inserito queste variabili in quattro specifiche tabelle per il calcolo del danno biologico:

  • Tabella delle menomazioni (comprende circa 400 problemi psicofisici);
  • Tabella indennizzo in capitale (che comprende due ulteriori tabelle, una per maschi e una per femmine);
  • Tabella indennizzo in rendita;
  • Tabella coefficienti (da usare solo quando la menomazione è maggiore del 16%).

L’indennizzo viene riconosciuto per menomazioni:

  • tra il 6% e il 15%: un indennizzo in capitale;
  • tra 16% e 100%: una rendita diretta composta da un indennizzo del danno biologico in rendita e da un’ulteriore quota di rendita, per conseguenze patrimoniali.

Martina Rapone

Fonti Normative

Artt. 2043 e 2059 c.c.

Artt. 1226 e 2056 c.c.

Art. 139 del D.Lgs. n. 209 del 2005

Legge n. 27/2012

Corte di Cassazione, Sentenza n. 9556 del 2016

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