Come pagare delle multe arretrate?

// Diritto Civile  
# Multe  

Il mancato pagamento di multe comporta una serie di conseguenze negative per il cittadino, tuttavia è anche possibile aderire alla recente sanatoria stabilita dal governo.

1. In quali casi si può parlare di multe arretrate?

Il mancato pagamento di multe o ammende può comportare una serie di conseguenze per il cittadino, il quale deve in tempi brevi provvedere a risolvere la propria situazione. Quando si parla di multe arretrate? Ogni qualvolta in cui alla persona sia stato notificato l’atto pregiudicante e questo non abbia provveduto all’immediato pagamento; la scadenza (per la precisione bisogna parlare di prescrizione) di queste pene pecuniarie è indicata ad esempio nell’art. 209 del Codice della Strada secondo cui "la prescrizione del diritto a riscuotere le somme dovute a titolo di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal presente codice è regolata dall'art. 28 della legge 24 novembre 1981, n. 689". Ciò significa che il diritto delle autorità pubbliche a riscuotere il pagamento di multe arretrate si prescrive in 5 anni dal giorno in cui è stata commessa l’infrazione.

Se la multa non è stata notificata correttamente, l’obbligo di procedere al pagamento si estingue, ma qualora la notifica fosse regolare allora è necessario provvedere nel minor tempo possibile all’adempimento di tale pena pecuniaria. Uno dei motivi che spinge il cittadino a risolvere immediatamente la situazione è la possibilità di usufruire di uno sconto sull’importo finale (di norma il 30%): una sorta di premio per chi provvede subito al pagamento, con una riduzione della cifra indicata nell’atto.

Al contrario nel momento in cui una persona lasci passare i 60 giorni dalla corretta notifica del verbale, per l’adempimento, verrà inviato un “avviso bonario” che invita il cittadino a pagare la multa entro ulteriori 30 giorni, senza alcuna maggiorazione (eccetto i 15 euro della notifica dell’avviso). Se anche dopo tale atto si decide di non pagare la multa, si può incorrere nell’ingiunzione di pagamento da parte della pubblica autorità, che affida tale compito ad una società spesso esterna (come Equitalia negli anni passati).

2. Quali conseguenze comporta il mancato pagamento di multe arretrate?

Si apre un ampio ventaglio di conseguenze per chi non provvede al pagamento di multe arretrate. Ad esempio vi potrebbe costare fino al doppio del costo della multa iniziale (dipende dal tipo di sanzione) più circa 10,00€ per le spese della cartella esattoriale. Se la sanzione non viene pagata questa verrà incrementata del 10% ogni 6 mesi di ritardo.

Ma oltre all’incremento dell’importo totale dovuto alla mora di pagamento, possono verificarsi altre spiacevoli conseguenze (anche poco conosciuta) come lo stop al passaporto. Questo avviene tuttavia nei casi di multe arretrate (quindi pene pecuniarie in caso di delitti) e non in caso di ammende (pene pecuniarie in caso di contravvenzione amministrativa, come nei casi di violazione delle norme del codice della strada). Perciò in caso di rinnovo o di semplice possesso del passaporto, questo documento potrebbe non essere rilasciato o addirittura revocato, se dai registri risulta che il cittadino ha in sospeso delle multe. In questi casi come si recupera il passaporto? Innanzitutto occorre saldare il debito rivolgendosi all’ufficio recupero crediti del tribunale che ha emesso la condanna; una volta adempiuto occorre recarsi nuovamente in tribunale a provare di essere in regola con i pagamenti. Solo allora arriverà il nulla osta dell’ufficio recupero crediti e si potrà riottenere il passaporto.

3. Possibile sanatoria per il pagamento di multe arretrate

Una buona notizia giunge per chi deve procedere al pagamento di multe arretrate conseguite nel periodo tra il 2000 ed il 2015: il Governo ha disposto, con il Decreto Legge 193/2016, una sanatoria che offre la possibilità ai cittadini di procedere all’estinzione di queste pene pecuniarie senza sanzioni o interessi di mora causati dal ritardo. Questo sconto perciò avrà ad oggetto unicamente gli interessi e le maggiorazioni del 10% per ogni 6 mesi di mancato pagamento. Restano invece intatte tutte le spese legate alla riscossione e alle spese delle procedure di esecuzione e di notifica della cartella.

All’interno di questo condono Equitalia il Governo ha deciso di inserire tutte le multe derivanti da violazione del Codice della Strada e tutti i tributi comunali e provinciali non pagati. Tuttavia qui è necessario compiere una precisazione: essendo queste somme di competenza degli enti locali (in primis i Comuni), sono questi ultimi a decidere se aderire a tale iniziativa. Quindi il cittadino deve verificare in primis che il proprio Comune di appartenenza abbia aderito a tale sanatoria. Diversi comuni hanno già dichiarato di non aderirvi come ad esempio Torino, che ha basato il motivo della propria decisione su «ragioni di equità fiscale nei confronti dei cittadini che hanno regolarmente pagato. Una eventuale cancellazione delle sanzioni potrebbe incrinare il senso di parità di trattamento o di lealtà all’amministrazione, con il rischio di incrementare viceversa condotte inadempienti che potrebbero ripercuotersi negativamente sui pagamenti futuri».

3.1 Come aderire alla sanatoria?

L’adesione alla sanatoria è su richiesta dello stesso contribuente, a patto che presenti un’istanza entro 90 giorni dall’entrata in vigore del condono. Inizialmente si dovrà cercare un modello ad hoc che la stessa Equitalia dovrà rendere pubblico sul proprio sito internet, ai fini dell’utilizzazione. Inoltre dovranno essere indicate le modalità di pagamento scelte dal cittadino: in unica soluzione o in tre rate bimestrali di uguale importo. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della procedura, l’agenzia di riscossione comunica ai debitori che hanno presentato l’istanza l’ammontare complessivo delle somme dovute secondo la procedura agevolata, delle singole rate, il giorno e il mese di scadenza dei ratei. L’ultima rata di pagamento non potrà comunque andare oltre Settembre 2018 a patto che entro il 15 Dicembre 2017 sia stato pagato almeno il 70% dell’intero importo.

Questo interessante condono può essere richiesto anche da chi ha attualmente una rateazione in corso con Equitalia stessa: l’unica condizione che queste persone devono soddisfare è il regolare pagamento dei versamenti in scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016. Questo condono, disposto dal Governo, oltre ad offrire uno sconto sul pagamento delle multe arretrate comporta anche lo stop ai pignoramenti, ipoteche e fermi auto da parte di Equitalia.

Per pagare le rate della sanatoria il cittadino può optare una tra le tre possibilità:

- Pagamento periodico direttamente dal proprio conto bancario;

- bollettini precompilati allegati alla comunicazione di risposta di Equitalia;

- direttamente allo sportello.

3.2 Quali sono le esenzioni di questa sanatoria?

La sanatoria proposta dal Governo non è possibile richiederla in determinati casi, tra i quali: i crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei conti, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute per sentenze penali di condanna. Inoltre bisogna considerare che il diritto a partecipare a tale sconto delle somme dovute può essere revocato: chi salta una rata o a versa in ritardo verrà dichiarato decaduto dalla sanatoria e riprenderanno a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il pagamento di tutte le somme iscritte a ruolo (comprensiva degli interessi di mora e delle maggiorazioni).

Fonti normative

Art. 209 Codice della Strada: Prescrizione

Decreto Legge 193/2016: Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.

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