Quando due persone decidono di convolare a nozze si profila il problema di quale regime patrimoniale scegliere ossia come verranno regolati i rapporti economici tra i coniugi in costanza di matrimonio. Non è una decisione da sottovalutare in quanto molti sono i risvolti da prendere in considerazione nella scelta tra separazione e comunione legale dei beni.

cambio di regime patrimoniale tra i coniugi

1) COSA SI INTENDE PER SEPARAZIONE E COMUNIONE LEGALE DEI BENI

Se i neo sposi optano per la separazione dei beni, i loro rispettivi patrimoni rimangono separati dopo il matrimonio così come lo erano prima. Allo stesso modo, qualsiasi bene acquistato dopo le nozze risulta di esclusiva e piena proprietà di chi dei due ha effettuato l’acquisto. Non solo i beni mobili ed immobili rimangono in capo al diretto proprietario ma anche eventuali azioni di recupero forzato di un debito colpirebbero il solo patrimonio di chi tra i coniugi ha effettivamente contratto quel debito, sia come persona fisica sia eventualmente come persona giuridica.

Ecco perché la scelta per questo tipo di regime, seppur potrebbe apparire come meno “romantica” , a ben guardare sottende una maggiore attenzione verso il proprio marito o la propria moglie e la relativa situazione finanziaria che in questo modo risulterebbe tutelata da eventuali aggressioni da parte di terzi che vantino dei crediti nei confronti dell’altro. E’ d’altra parte doveroso sottolineare che, in questo caso, quello tra i coniugi che risulti titolare esclusivo di qualsivoglia proprietà, può decidere in qualsiasi momento di vendere senza dover necessariamente sentire il parere del consorte e questo potrebbe generare non poche problematiche laddove i rapporti inizino ad incrinarsi e si sia in procinto di separarsi.

Il regime della comunione legale dei beni invece, prevede che qualsiasi acquisto effettuato anche singolarmente dopo il matrimonio, salvo alcuni casi normati come eccezioni dalla legge, risulti di proprietà al 50% di entrambe le parti. E’ chiaro quindi che, in questo caso, un eventuale debito contratto da uno dei due coniugi avrebbe ripercussioni anche sul patrimonio dell’altro. 

2) QUANDO SI EFFETTUA LA SCELTA DEI REGIMI PATRIMONIALI

A seguito della riforma del diritto di famiglia avvenuta con L. n. 151/1975, se al momento delle nozze non viene espressa alcuna volontà da parte degli sposi, si applica in automatico il regime della comunione legale dei beni. La scelta di aderire alla separazione dei beni deve essere dichiaratamente manifestata di fronte al sacerdote che officia la funzione oppure all’Ufficiale di Stato Civile nel caso in cui si decida di sposarsi in comune. Si può optare per la separazione dei regimi patrimoniali anche prima del matrimonio attraverso un atto da sottoscrivere davanti al Notaio.

3) E’ POSSIBILE E SE SI’ QUANDO SI PUO’ PROCEDERE CON LA MODIFICA DEL REGIME PATRIMONIALE SCELTO?

E’ possibile modificare la scelta del regime patrimoniale fatta durante il matrimonio in qualsiasi momento e senza dover addurre un’apposita motivazione ed è altrettanto possibile passare dal regime della comunione legale a quello della separazione e viceversa. Per fare questo, è necessario recarsi da un Notaio il quale stipulerà un’ apposita convenzione per atto pubblico che verrà trasmessa all’Ufficiale di Stato Civile del comune ove è ci si è sposati, affinchè lo annoti sull’atto di matrimonio.

4) QUANTO COSTA CAMBIARE IL REGIME PATRIMONIALE?

Come sopra accennato, se al momento della celebrazione delle nozze non si manifesta alcuna volontà in merito alla scelta del regime patrimoniale si applica automaticamente la comunione legale dei beni, se invece si opta per la separazione dei beni, tale scelta, non comporta alcun costo. Di costi invece si parla se i coniugi decidono di optare per un regime differente in un momento successivo.

Come detto, in quest’ultimo caso ci si deve rivolgere ad un Notaio con costi che possono variare da un minimo di 400 ad un massimo di 1500 euro a seconda del numero di atti da predisporre per la riorganizzazione del patrimonio familiare. Se per esempio la volontà dei coniugi è quella di separare il proprio regime di comunione, si dovranno redigere atti di divisione al fine di assegnare ad ognuno le quote spettanti di ogni proprietà.

Si comprende allora come la parcella del Notaio possa subire diverse variazioni. A questa si devono poi aggiungere le imposte da versare, i bolli e le spese di registrazione degli atti.

Elena Penati

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