Amministratore di sostegno inadempiente: come comportarsi?

L’amministratore di sostegno è tenuto ad assistere e compiere gli atti di straordinaria amministrazione in nome e per conto del beneficiario. In caso di inadempimento all’incarico il mandato può essere revocato.

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1. L’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno ha il compito di assistere e rappresentare, il soggetto amministrato, nel compimento degli atti di straordinaria amministrazione, che quest’ultimo non è in grado di effettuare autonomamente a causa di problematiche temporanee, derivanti da un’infermità, una menomazione fisica o psichica che limitino la sua capacità d'agire.

La sua nomina si rende necessari perché, il beneficiario, per effetto dell'infermità o della menomazione, ha bisogno di una persona che lo aiuti nel compimento degli atti o li compia al suo posto. Il soggetto amministrato conserva invece la capacità d’agire in relazione agli atti di ordinaria amministrazione, volti a soddisfare le normali esigenze della vita quotidiana.

1.1 Ricorso per la nomina dell’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno può essere nominato dal giudice tutelare del tribunale di residenza o domicilio del beneficiario su ricorso:

  • del beneficiario stesso;
  • del coniuge o del convivente;
  • dai parenti o affini;
  • dal pubblico ministero;
  • dal tutore o curatore.

Il ricorso per la nomina dell’amministratore di sostegno, deve contenere le generalità del beneficiario, descrivendo i motivi per i quali si ritiene opportuno assoggettare l’interessato alla vigilanza e assistenza dell'amministrator. Infine, è necessario includere l’eventuale presenza dei parenti più prossimi al beneficiario, specificando la residenza o dimora di quest’ultimo.

A seguito del deposito del ricorso, il giudice è tenuto previamente ad ascoltare il beneficiario dell’amministrazione, potendo inoltre disporre le necessarie indagini probatorie, attraverso l’ausilio di certificati o consulenze mediche. Successivamente viene emessa la decisione con la presenza obbligatoria del pubblico ministero con decreto motivato, nel quale deve specificare in particolare:

  • le generalità dell'amministrato e dell’incaricato dell’amministrazione di sostegno;
  • la durata ed i compiti e mansioni dell'amministratore;
  • l’indicazione degli atti che il beneficiario può compiere autonomamente, di quelli che richiedono l’assistenza dell’amministratore e infine gli atti che l’amministratore compie in nome e per conto dell’amministrato, eccedenti l’ordinaria amministrazione.

Il giudice tutelare, generalmente, individua la figura dell’amministratore di sostegno tra i prossimi congiunti del beneficiario medesimo, quali il coniuge, i figli, i genitori o fratelli e sorelle, salvo nei casi in cui, la nomina di un familiare arrechi grave pregiudizio agli interessi del soggetto amministrato.

Lo stesso beneficiario, può indicare, in previsione di una sua futura incapacità, il soggetto preposto all'amministrazione di sostegno, designandolo con atto pubblico o scrittura privata autenticata.

2. L’inadempimento dell’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno ha il dovere di esercitare i suoi compiti nel rispetto dei bisogni e degli interessi del beneficiario.

Qualora non adempia con la diligenza richiesta per il proprio incarico, compiti e mansioni, compiendo atti o scelte inopportune e dannose non corrispondenti ai bisogni e agli interessi del beneficiario, o sia negligente a soddisfare le necessità e le richieste indicate dal beneficiario, è previsto che quest’ultimo, nonché i suoi prossimi congiunti ed il pubblico ministero, possano ricorrere al giudice tutelare competente. Questo, disporrà i provvedimenti necessari con decreto motivato revocando l’incarico in caso di gravi inadempienze.

L’amministratore di sostegno può essere inadempiente rispetto all’incarico conferito dal giudice tutelare, anche qualora compia atti contrari alla legge o che esorbitano dall’autorizzazione del giudice tutelare, in relazione all'oggetto dell’amministrazione o dei poteri indicati dal giudice medesimo.

In questi casi è previsto che tali atti sono soggetti all’azione di annullamento, da proporsi nel temine di cinque anni dalla conclusione dell’amministrazione di sostegno, da parte del beneficiario, dei suoi eredi o aventi causa ed infine su istanza del pubblico ministero.

Inoltre, l’amministratore di sostegno è passibile di revoca dall’incarico su istanza rivolta al giudice tutelare da parte del soggetto amministrato, dei suoi prossimi congiunti nonché dal pubblico ministero, qualora sopravvengono circostanze tali da legittimare la sostituzione dell’amministratore di sostegno.

In tal caso, il giudice tutelare, disposti i mezzi probatori necessari alla decisione, provvede con decreto motivato.

La revoca può essere inoltre disposta d’ufficio dal giudice, qualora quest’ultimo ritenga che l’amministrazione di sostegno sia inidoneo a tutelare il beneficiario.

Fonti normative

Codice civile: articoli 404 – 413.

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