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Quando si può nominare un tutore?

Vi sono determinate situazioni in cui la nomina di un tutore si rivela una scelta necessaria. Il tutore è un rappresentante legale di una persona che ne esercita la totale tutela. Vediamo nel particolare cosa è questa figura e come è regolamentata dal nostro ordinamento vigente.

< Diritto Civile   # Tutore  

1. Chi è e cosa fa un tutore?

Il tutore è quella figura che si occupa degli interessi personali e patrimoniali di persone che, per minore età o incapacità fisica o giuridica, non sono in grado di provvedervi.

Il tutore provvede agli interessi dei minori di età o degli inabilitati che si trovino in condizioni di abituale infermità mentale, che sia tanto grave da non permettere che egli possa più in alcun modo provvedere a se stesso.

Il tutore ha l'obbligo di svolgere alcuni compiti, mentre per il compimento di alcuni atti, egli deve essere necessariamente autorizzato dal giudice tutelare che lo ha nominato. In particolare, il tutore deve:

  • avere cura della persona cui il provvedimento di tutela è diretto;
  • rappresentare il minore o l'inabilitato in tutti gli atti;
  • amministrare i loro beni;
  • tenere la contabilità e relazionare di anno in anno l'andamento del soggetto al giudice tutelare.

Per quanto invece attiene agli atti senza i quali non vi può non essere l'autorizzazione del giudice troviamo:

  • investimento di capitali;
  • acquisto di beni immobili;
  • accettazione o rinuncia all'eredità;
  • stipulare contratti di locazione ultranovennali;
  • instaurare giudizi;
  • assumere obbligazioni;
  • alienazione di beni
  • stipula di divisioni;
  • costituzioni di pegni e/o ipoteche;
  • altri atti della stessa specie.

Gli atti compiuti senza l'autorizzazione del giudice tutelare possono essere annullati su istanza dello stesso tutore, del minore o di chiunque degli aventi causa ne abbia il diritto sul piano giuridico. Come si è detto poi, il tutore deve tenere la contabilità con la diligenza del buon padre di famiglia e darne conto annualmente al giudice nominato. La relazione non dovrà vertere però solo e unicamente sul rendiconto, ma anche sullo stato di salute psico-fisico dell'individuo soggetto a tutela.

2. Come si diventa tutori legali?

Si premetta innanzi tutto una cosa. Colui che viene nominato (ad esempio dal Tribunale) non può sottrarsi alla nomina, salvo che ricorra almeno una di queste condizioni: sia ultra sessantacinquenne, abbia almeno tre figli minorenni, sia gravemente malato, oppure semplicemente incompatibile poiché già nominato per altra tutela. Si deve poi distinguere la nomina per la tutela di un minore di età, dalla tutela per un inabilitato: la tutela del minorenne, dal momento in cui questo sia rimasto senza i genitori, è obbligatoria.

La nomina del tutore in questo caso, avverrà sempre nell'area di competenza territoriale dove si trovano tutti gli interessi del minore, vale a dire la maggior parte delle volte, il luogo di residenza del minore.

Discorso leggermente più complesso deve essere fatto per la nomina del tutore di un inabilitato: la nomina avviene il più delle volte a seguito di sentenza di interdizione da parte del Tribunale. La richiesta di interdizione può essere fatta dai parenti fino al quarto grado di parentela, dal coniuge, dai discendenti, dal Pubblico Ministero o dal tutore futuro.

La domanda deve essere solitamente rivolta nel Tribunale competente per territorio in relazione alla residenza dell'inabilitato. Nel caso fosse ricoverato in modo permanente in una clinica lontano dalla sua residenza, il Tribunale competente sarà invece quello dove l'interdetto risiede effettivamente e stabilmente.

Nel caso in cui poi il ricorso per interdizione dovesse essere accolto, il presidente del Tribunale competente nomina il Giudice Tutelare, il quale fissa l'udienza di comparizione delle parti: attenzione, non si può prescindere dall'assistenza di un avvocato, poiché il ricorso dovrà essere iscritto a ruolo, come un vero e proprio procedimento. Dopo questa prima udienza, il tutore nominato dovrà prestare giuramento, promettendo di svolgere il suo compito con la più assoluta diligenza.

Fonti normative

Art 343 c.p.c.

Art 424 c.c.

Art. 357 c.c.

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