Le app e i social sono i principali strumenti di comunicazione di questo tempo, intrattengono giovani e i grandi per una condivisione istantanea dei momenti di vita privata che nello spazio di internet si diffondono nei confronti del pubblico estraneo al gruppo intimo, a tal fine la materia è stata ed è in evoluzione per proteggere la raccolta dei dati e la loro detenzione. Nell’accettare i termini di utilizzo e condizioni l’utente sta cedendo i propri dati personali al proprietario delle app o dei social per un fine e per un termine prestabilito ad hoc. Un esempio è l’autorizzazione al controllo degli spostamenti dell’utente o l’accesso alla fotocamera consentendo la visione della galleria delle immagini presenti nel cellulare.

 

1. La disciplina

Con la direttiva sulla e-privacy del 2002, si sono poste le basi affinché i proprietari dei social e più in generale i gestori delle comunicazioni elettroniche tenessero una particolare accortezza dei dati raccolti, tale materia è stata poi ridisciplinata nel 2009 sempre dall’Unione Europea con lo scopo di creare un’armonizzazione territoriale per questa materia.

Infatti, si sono fatte più stringenti le norme sulla raccolta e l’utilizzo dei dati, questo per salvaguardare la vita privata e umana delle persone che visitano o accedano a piattaforme online di diverso tipo, con ciò il proprietario deve mettere a disposizione un sistema di sicurezza che protegga i dati raccolti ed evitare la possibilità di data breach (furto di dati).

A tal proposito si può parlare sia dei cookies che dell’ informativa sulla privacy, che deve essere rilasciata all’utente e il quale deve esprimere il consenso alle diverse forme di attività, come ad esempio la cessione a terzi dei propri dati.

L’informativa dev’essere rilasciata nel dettaglio delle attività e delle finalità per cui i dati sono raccolti, il visitatore potrà accettare o meno per proseguire la navigazione sull’app o sulla piattaforma.

Il consenso dev’essere espresso esplicitamente per questa ragione non sono ammesse spunte pre-compilate.

2. Sanzioni

Nel caso in cui il proprietario dell’app o del sito internet non informi i visitatori sull’utilizzo dei dati è soggetto a sanzioni amministrative che oscillano fino a 36000 €, l’informativa dev’essere aggiornata secondo il Regolamento UE 679/2016.

Nell’eventualità dell’istallazione di cookies, ovvero di marcatori che raccolgono e analizzano i dati ai fini dell’ottimizzazione della pubblicità o della progettazione dell’architettura del sito web, dev’essere dato preavviso all’utente in modo tale che possa accettare o meno e proseguire nell’attività della piattaforma, in sua assenza o nella mancata notifica al Garante è prevista la sanzione amministrativa fino a 12000 euro.

3. Tutelare la privacy

L’autorizzazione dei termini e delle condizioni può essere sempre revocata, proprio perché l’istituto si fonda sulla libertà di darlo e quindi per questo non richiede neanche una motivazione apposita.

Il titolare della piattaforma o dell’app dovrebbe attivare una procedura volta alla revoca del consenso, così da renderla facilmente fruibile dall’utente. Nell’eventualità di un ostacolo o di un’informativa poco chiara che non renda possibile la cancellazione, si può fare una segnalazione all’Autorità Garante della privacy.

Angelica Sonia Cosi

Fonti

Direttiva UE 58/2002

Direttiva UE 136/2009

Art. 161 d.lgs. 196/2003

Regolamento UE 679/2016

www.garanteprivacy.it

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