In ragione delle difficoltà economiche sofferte dai nuclei familiari in conseguenza dell’emergenza epidemiologica legata all’avvento del Covid-19 sono state previste ed introdotte, da parte del Governo italiano, talune misure di sostegno economico-finanziario.

Tra queste si rammenta il c.d. Reddito di emergenza, inizialmente istituito con l’articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 e successivamente reiterato, con decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e con decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137

Cos’è il reddito di emergenza?

Il reddito di emergenza è un beneficio di carattere introdotto in fase di espansione pandemica ed è era riconosciuto a quei nuclei familiari un possesso dei requisiti di carattere socio-economico previsti dalla normativa emergenziale all’uopo introdotta.

Al fine della valutazione dei presupposti per l’accesso al reddito di emergenza è bene precisare che, come accade per altri istituti (si pensi, a titolo di esempio, al reddito di cittadinanza), a beneficiarne, in realtà, il nucleo familiare e non il singolo richiedente, sulla scorta dei parametri specificatamente indicati dalla legge. Nel prossimo paragrafo si analizzeranno, nel dettaglio, i requisiti necessari affinché il richiedente possa effettivamente avervi accesso.

Chi può richiedere il reddito di emergenza

Può richiedere il reddito di emergenza qualunque soggetto il quale dimostri che il reddito complessivo del nucleo familiare di appartenenza ai fini ISEE non superi i 15.000,00 euro annui. Il richiedente, inoltre deve presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica dalla quale si evinca in maniera precisa il valore ISEE oltre che l’esatta composizione del nucleo familiare.

Ove nel nucleo familiare siano presenti anche soggetti minorenni è necessario presentare, in luogo di quello ordinario, l’ISEE minorenni. In proposito, può sembrare opportuno effettuare qualche rilievo sugli importi che dovevano essere corrisposti alla luce della misura in esame. In specie, occorre effettuare un calcolo di equivalenza tale per cui per il primo componente del nucleo familiare l’importo cui si ha diritto è pari a 400,00 euro.

Dal secondo componente, invero, detto importo è aumentato nella misura di un coefficiente dello 0,4 per ogni componente maggiorenne convivente e dello 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne (fino a 2 o 2,1 allorché nel nucleo familiare sia compreso un soggetto con disabilità ritenuta grave ovvero non autosufficiente secondo i parametri ISEE).

L’importo massimo ottenibile, tuttavia, non può essere superiore agli 800,00 euro (840,00 in presenza di disabili gravi o non autosufficienti) ed è stato corrisposto per due mensilità, successive al mese in cui è stata effettuata la richiesta. Risultavano esclusi dai possibili beneficiari, in ogni caso, tutti i soggetti che si trovavano in stato detentivo (per la durata della pena) ovvero ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a carico totale dello Stato o di una Pubblica Amministrazione. Peraltro, per quanto attiene alla seconda mensilità essa veniva riconosciuta indipendentemente dal fatto che avesse o meno già richiesto il beneficio precedentemente allorquando il valore del reddito familiare, con riferimento al mese di maggio 2020, fosse stato inferiore alla soglia pari all’importo del beneficio stesso.

Era, comunque, indispensabile che i soggetti richiedenti risiedessero in Italia al momento della domanda. Infine, bisogna rilevare che il reddito di emergenza non poteva essere corrisposto ai nuclei familiari all’interno dei quali vi siano componenti che avessero percepito una delle diverse indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza COVID-19, titolari di pensione diretta o indiretta (salvo che si tratti di assegno ordinario di invalidità), percettori di reddito o pensione di cittadinanza.

La procedura per ottenerlo

Per quanto attiene alla procedura per ottenere il reddito di emergenza, la richiesta iniziale poteva essere effettuata in due modi alternativi e tra loro equivalenti. La prima modalità di presentazione è quella per via telematica, accedendo alla pagina dedicata, autenticandosi mediante le proprie credenziali e procedendo alla compilazione guidata ed allegando tutta la documentazione richiesta.

In alternativa, era possibile presentare la domanda usufruendo dei servizi offerti dai CAF o dai Patronati territorialmente competenti, i quali procederanno all’avvio della pratica, previe ricezione ed analisi della documentazione necessaria prodotta.

Reddito emergenza: istruzioni e novità sui pagamenti

Invero, per quanto riguarda determinati tipi di attività, la cui chiusura è stata procrastinata sino ai primi giorni dell’anno 2022 o che hanno dovuto limitare la capienza rispetto all’ordinario (si pensi a discoteche, alberghi e resort), il Decreto Sostegni Ter approvato dal Governo Draghi ha previsto un reddito di emergenza speciale.

Si tratta di un’ulteriore misura di sostegno, al quale è stato possibile fare accesso mediante presentazione di domanda direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate per richiedere gli aiuti disposti espressamente per l’attività svolta.

Orbene, anche in questo caso l’ente erogante era l’INPS e, stante l’approvazione del decreto di riferimento avvenuta in data 27 gennaio 2022, il fondo è stato stanziato a decorrere dalla fine del mese di febbraio 2022.

Per quanto concerne, al contrario, il reddito di emergenza vero e proprio, invece, esso non è stato reiterato, trattandosi di sussidio a carattere temporaneo ed emergenziale collegato alla situazione pandemica da Covid-19. Resteranno, invece, in vigore il Reddito di Cittadinanza (anch’esso, tuttavia, in fase di graduale superamento) e il c.d. Assegno Unico Universale.

Conclusione

Come si è avuto modo di evidenziare la previsione e la corresponsione del reddito di emergenza ai soggetti che ne avessero diritto al momento della domanda è un provvedimento che ha consentito di fornire ausilio economico nel momento delle difficoltà connesse al periodo di crisi post-pandemia e la cui ratio sta venendo meno in ragione del superamento di quest’ultimo.

Resterà da vedere se, stante la nuova ondata che sta propagandosi proprio in questi giorni, il nuovo governo riterrà o meno necessario procedere a nuove chiusure e ad adottare provvedimenti consequenziali quali il Reddito di emergenza come sopra descritto.

Avvocato Chiara Biscella

Chiara Biscella

Dopo la laurea in giurisprudenza presso l'Università degli studi dell'Insubria e il conseguimento del diploma presso la Scuola di specializzazione per le professioni legali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ho intrapreso, ment ...